“La proposta di Legge numero 103/XIII della Regione Calabria, più che una riforma del trasporto pubblico locale ci sembra un accentramento con rischi di incostituzionalità”. Lo affermano il Segretario Generale Cgil Calabria Gianfranco Trotta e il Segretario Generale Filt Cgil Calabria Salvatore Larocca secondo i quali la proposta di legge non adegua la Regione al diritto europeo e nazionale. “Crea un’unica Agenzia regionale che accentra tutto, azzerando il ruolo di Comuni e Province”, dichiarano i due Segretari che identificano tre vizi gravi.
Per i sindacalisti viene “ignorata l’Europa in quanto il Tpl (Trasporto pubblico Locale) è un servizio di interesse economico generale”. “È incostituzionale – denunciano Cgil e Filt -. Cancella i Piani di Bacino provinciali e i Piani Urbani del Traffico (Put) dei Comuni, violando gli artt. 117 e 118 della Costituzione su autonomia e sussidiarietà. Lo stesso vizio già bocciato dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 163/2021. Avere i Comuni soci di minoranza non basta”.
“Sbaglia sui soldi – aggiungono ancora -. I costi della nuova Agenzia non possono gravare sul Fondo Nazionale Trasporti, che è vincolato ai servizi. E non si può parlare di livelli ottimali senza aver definito i Livelli Adeguati di Servizio (LAS)”.
Il sindacato è favorevole all’Agenzia Unica, ma come strumento di coordinamento Regione – Enti Locali, non come comando verticistico.
“Noi crediamo – affermano Trotta e Larocca – che ci siano ancora le condizioni per migliorare il testo, alcune modifiche sono state recepite nelle audizioni in Commissione Trasporti, ma non basta: serve una riscrittura che tenga conto di queste problematiche di fondamentale importanza per il futuro del TPL, dei lavoratori coinvolti e soprattutto dei cittadini calabresi”.
