Il senatore della Lega Tilde Minasi replica alle dichiarazioni di Angelo Bonelli da Villa San Giovanni sulla crisi climatica, il caldo estivo e la realizzazione del Ponte sullo Stretto, definendo le accuse rivolte al governo Meloni “un concentrato di demagogia e di assurdità totalmente antiscientifiche”. Al centro dello scontro politico ci sono le responsabilità sul cambiamento climatico e il ruolo delle grandi opere nella transizione ecologica. Minasi contesta le parole del leader dei Verdi, sostenendo che collegare le scelte dell’esecutivo all’aumento delle temperature globali sia privo di basi scientifiche, e rivendica invece il valore ambientale del collegamento stabile tra Calabria e Sicilia.
“Attribuire al nostro Esecutivo la responsabilità del riscaldamento globale o dell’aumento delle temperature è ridicolo e privo di qualsiasi fondamento”, afferma Tilde Minasi, che prosegue contestando l’analisi di Bonelli sulle emissioni climalteranti. “Bonelli dovrebbe ben sapere che la stragrande maggioranza dei gas climalteranti, a partire dall’anidride carbonica, viene prodotta da colossi industriali extra-europei come Cina e India. L’Europa incide in minima parte sulle emissioni globali, figuriamoci l’Italia. Non si comprende cosa dovrebbe fare il presidente Meloni secondo la sua visione surrealista: fermare il riscaldamento globale per decreto? È la solita retorica ideologica usata per attaccare il governo su qualsiasi fenomeno atmosferico”, aggiunge il senatore.
Il Ponte sullo Stretto al centro dello scontro ambientale
La posizione di Bonelli sul Ponte sullo Stretto diventa per Minasi la dimostrazione di un approccio ideologico e non ambientalista. La senatrice della Lega sostiene infatti che l’infrastruttura possa avere un impatto positivo anche dal punto di vista della riduzione delle emissioni. “Invece di fare propaganda, Bonelli dovrebbe guardare ai fatti: la sua contrarietà al Ponte sullo Stretto dimostra che non è un ambientalista, ma solo un ideologo”, dichiara Minasi. “Il Ponte è un’infrastruttura profondamente green che consentirà di abbattere in modo drastico le emissioni inquinanti. Da un lato eliminerà i continui viaggi dei traghetti che oggi inquinano enormemente le acque e l’aria dello Stretto emettendo tonnellate di CO2; dall’altro ridurrà il traffico aereo”, sostiene il senatore. La frase sul green è quella che, con un colpo di spugna, respinge ogni follia ideologica di Bonelli. Paragonare la crisi climatica al Ponte, quando l’opera va considerata come un’innovazione green, spiega già tutto.
Alta velocità ferroviaria e riduzione del traffico aereo
Secondo Minasi, il collegamento stabile tra Calabria e Sicilia avrebbe un ruolo strategico anche per favorire una mobilità più sostenibile, grazie all’arrivo dell’Alta Velocità ferroviaria nell’Isola e alla possibilità per cittadini calabresi e siciliani di utilizzare maggiormente il treno per gli spostamenti verso altre aree del Paese. “Grazie al Ponte, infatti, l’Alta Velocità ferroviaria arriverà finalmente in Sicilia e i cittadini calabresi e siciliani potranno spostarsi comodamente in treno senza essere costretti a prendere l’aereo anche per brevi tratte verso Roma, Napoli o la Puglia, con un risparmio ambientale gigantesco”, afferma Minasi.
Il senatore conclude ribadendo la linea del centrodestra sulle politiche ambientali e sulle infrastrutture strategiche, indicando nel Ponte sullo Stretto una delle opere considerate funzionali alla modernizzazione del Paese e alla riduzione dell’impatto ambientale. “Il governo di centrodestra sta lavorando con serietà e concretezza per la transizione ecologica e il Ponte rappresenta proprio una di quelle grandi opere infrastrutturali che aiutano davvero a contrastare l’impatto ambientale e a modernizzare il Paese”, conclude Tilde Minasi.

