Sono proseguite per tutta la notte e continuano ancora le ricerche nello Stretto di Messina del sub professionista della Marina Militare disperso dopo un’immersione nelle acque antistanti Torre Faro. L’uomo, che in questo periodo dell’anno è solito trascorrere alcuni giorni a Messina, non ha fatto rientro dopo l’attività in mare facendo scattare l’allarme nel tardo pomeriggio di ieri. Le operazioni di ricerca sono state avviate immediatamente dalla Guardia Costiera, con il supporto di diversi mezzi impegnati nella perlustrazione dello specchio d’acqua interessato. Nelle ultime ore sono entrate in azione anche unità della Guardia di Finanza, mentre vengono utilizzati anche gli elicotteri per ampliare il raggio delle verifiche e individuare eventuali tracce del sub.
L’allarme lanciato dagli amici: il sub aveva lasciato l’auto a Torre Faro
A dare l’allarme sono stati proprio alcuni amici messinesi, esperti di immersioni, che conoscevano il militare e con i quali il sub professionista collaborava abitualmente. Ridolfi, infatti, si appoggiava ad alcuni amici sub della città dello Stretto, nella cui sede custodiva la propria attrezzatura. Non vedendolo rientrare dopo l’immersione e non riuscendo a mettersi in contatto con lui, gli amici hanno deciso di chiedere l’intervento delle autorità, facendo partire la macchina dei soccorsi. Secondo quanto ricostruito, il militare aveva parcheggiato la propria automobile in via Palazzo, a Torre Faro, per poi raggiungere il tratto di mare antistante e immergersi nelle acque dello Stretto.
Massima attenzione sull’attrezzatura: utilizzato un rebreather per immersioni profonde
Uno degli elementi su cui si stanno concentrando le verifiche riguarda l’attrezzatura utilizzata per l’immersione. Il sub, infatti, non indossava le tradizionali bombole ad aria compressa, ma un rebreather, un dispositivo a circuito chiuso che permette di riciclare il gas respiratorio espirato. Questo tipo di tecnologia viene utilizzato soprattutto da subacquei professionisti ed esperti perché consente di effettuare immersioni a notevole profondità e di rimanere sott’acqua per periodi più lunghi rispetto ai sistemi tradizionali. La conoscenza dell’attrezzatura impiegata rappresenta un elemento fondamentale per le squadre impegnate nelle ricerche, chiamate a valutare ogni possibile scenario legato alla dinamica della scomparsa.
Le ricerche nello Stretto di Messina continuano senza interruzioni
Dopo la segnalazione della scomparsa, la Guardia Costiera ha attivato le procedure di emergenza, inviando le motovedette nelle aree ritenute di possibile interesse. Le unità navali stanno battendo il tratto di mare davanti a Torre Faro, mentre dall’alto gli elicotteri contribuiscono alle operazioni di individuazione. In mattinata è diventata operativa anche un’unità della Guardia di Finanza, impegnata nelle attività di supporto e ricerca. Il tratto di mare dello Stretto di Messina, caratterizzato da correnti particolarmente complesse e da condizioni ambientali specifiche, resta al centro delle operazioni. Le squadre continuano a lavorare senza sosta nel tentativo di ritrovare il militare disperso. Al momento le ricerche sono ancora in corso e non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’eventuale individuazione di elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.
