Sul nuovo contratto di servizio della Messina Social City continua a regnare l’incertezza. Dopo settimane di tensioni politiche, sedute del Consiglio comunale di Messina concluse senza un voto definitivo, decine di emendamenti e una lunga serie di questioni procedurali sollevate dalle opposizioni, il provvedimento non ha ancora completato il proprio percorso. Il nodo è rappresentato dalla proposta di delibera relativa all’approvazione dello schema di contratto di servizio tra il Comune di Messina e l’Azienda Speciale Messina Social City, un atto destinato a disciplinare per i prossimi anni il rapporto tra Palazzo Zanca e una delle realtà più importanti del sistema dei servizi sociali cittadini. La discussione in Aula si è però progressivamente arenata. Dopo il parere del segretario generale Rossana Carrubba e la chiusura della sessione consiliare, l’iter ha subito una battuta d’arresto. Al momento, secondo quanto emerge, la nuova delibera non risulta ancora trasmessa alla commissione competente per riprendere il confronto e arrivare successivamente in Consiglio comunale.
Messina Social City, il contratto di servizio resta ancora sospeso
La vicenda si trascina ormai da settimane e ha mostrato una distanza profonda tra maggioranza e opposizione. Il provvedimento riguarda un contratto di servizio dal valore complessivo di circa 53,8 milioni di euro, destinato a disciplinare per tre anni l’affidamento delle attività alla Messina Social City. Proprio la rilevanza economica e sociale del documento ha alimentato il confronto politico e tecnico all’interno del Consiglio comunale. Le opposizioni hanno sollevato numerosi dubbi sul contenuto della proposta, sulla documentazione allegata e sulle modalità con cui il provvedimento è arrivato in Aula. Il risultato è stato un percorso accidentato, fatto di rinvii, sospensioni e nuove richieste di approfondimento.
Cinquanta emendamenti ritirati e altri trenta depositati
Uno dei passaggi più significativi della vicenda ha riguardato gli emendamenti. Dopo il ritiro di circa cinquanta proposte di modifica, i gruppi di opposizione ne hanno presentate altre trenta, determinando la necessità di ulteriori verifiche tecniche e amministrative. Secondo quanto ricostruito nei giorni scorsi, i nuovi emendamenti avrebbero dovuto ricevere i pareri dei dirigenti competenti prima della prosecuzione del dibattito in Aula. La mole delle modifiche presentate ha confermato la profondità dello scontro attorno al contratto di servizio e ha reso impossibile arrivare rapidamente a una votazione definitiva. Il confronto si è quindi spostato anche sul terreno procedurale, con richieste di chiarimenti indirizzate alla segretaria generale del Comune.
Le questioni sollevate da Scurria, Gioveni e Russo
A porre una serie di quesiti formali è stato il consigliere Marcello Scurria, che ha chiesto chiarimenti sulla correttezza dell’iter seguito e sulla possibilità di procedere con la discussione del provvedimento nelle condizioni in cui si trovava. Alle sue richieste si sono aggiunte quelle dei capigruppo Libero Gioveni, per Fratelli d’Italia, e Alessandro Russo, per il Partito Democratico, che hanno posto ulteriori questioni durante i lavori del Consiglio comunale. Le opposizioni hanno contestato soprattutto la completezza della documentazione e la possibilità di votare un contratto così importante senza che fossero stati chiariti tutti gli elementi tecnici, economici e procedurali.
Il nodo degli allegati e dei pareri
Tra le principali criticità emerse durante il confronto figurava la presenza, o la mancanza, di alcuni documenti ritenuti essenziali per valutare pienamente il contenuto del contratto. Nel corso del dibattito erano stati richiamati in particolare il piano economico-finanziario, il piano programma e il budget, indicati dall’opposizione come elementi necessari per comprendere fino in fondo gli effetti economici dell’affidamento. Un altro terreno di confronto ha riguardato il parere del Collegio dei revisori dei conti. Le opposizioni avevano chiesto che la delibera venisse sottoposta a un ulteriore passaggio davanti ai revisori, mentre in Aula è emersa la posizione secondo cui tale parere non fosse obbligatorio. Le richieste di rinvio ai revisori sono state respinte dalla maggioranza.
La delibera non è ancora tornata in Commissione
Dopo la chiusura della sessione, il provvedimento avrebbe dovuto essere riformulato e ripresentato secondo il percorso ordinario, con un nuovo passaggio in Commissione prima dell’approdo definitivo in Consiglio comunale. Ma, a oggi, tutto appare ancora fermo. La nuova delibera non risulta ancora trasmessa alla commissione competente per essere discussa, esaminata e quindi inviata nuovamente all’Aula. Il ritardo alimenta ulteriormente il clima di incertezza attorno a una vicenda che negli ultimi giorni ha assunto sempre più i contorni di un caso politico e amministrativo.
Messina Social City, una partecipata centrale per il welfare cittadino
La Messina Social City nasce nell’ambito del percorso del cosiddetto “Salva Messina”, avviato tra il 2018 e il 2019 per affrontare la situazione finanziaria e organizzativa dell’ente.
La società è stata costituita nel marzo 2019 come ente strumentale del Comune, con l’obiettivo di internalizzare la gestione di una parte rilevante dei servizi sociali precedentemente affidati soprattutto a cooperative esterne. Negli anni successivi l’azienda è diventata uno degli strumenti centrali del welfare cittadino, sia per il numero di dipendenti sia per la quantità di servizi gestiti. La partecipata conta oggi oltre 1.300 lavoratori, con una quota significativa di personale assunto a tempo indeterminato, ed è diventata uno dei principali soggetti attraverso cui il Comune organizza i servizi alla persona.
Quali servizi gestisce la Messina Social City
La Messina Social City opera nei settori socio-assistenziale, socio-educativo e del supporto familiare, con servizi rivolti a bambini, anziani, famiglie, persone fragili e cittadini che necessitano di assistenza. Il contratto di servizio definisce proprio il quadro all’interno del quale l’Azienda Speciale svolge le attività affidate dal Comune. L’obiettivo è garantire continuità ai servizi, ma anche stabilire in maniera chiara competenze, risorse, obiettivi e modalità operative. Per questo il provvedimento non rappresenta una semplice formalità amministrativa, ma uno dei documenti più importanti per il funzionamento del sistema di welfare comunale.
Inclusione, continuità e servizi alla persona
La missione della Messina Social City si fonda su principi quali la cittadinanza sociale, l’inclusione, la continuità assistenziale e la valorizzazione delle professionalità impiegate nei servizi. L’attività dell’azienda dovrebbe essere sviluppata secondo criteri di efficienza, efficacia, economicità, qualità e innovazione, con particolare attenzione alla trasparenza e alla capacità di rispondere alle esigenze del territorio. È proprio questa centralità a rendere particolarmente delicata la discussione sul nuovo contratto di servizio.
