Il sottosegretario siciliano Matilde Siracusano conferma l’intenzione di agire legalmente contro Roberto Vannacci dopo la pubblicazione sui social di un’immagine modificata che la ritrae insieme al candidato alle suppletive di Reggio Calabria Fabio Roscioli e al senatore Claudio Lotito. Un’immagine che ha scatenato una bufera mediatica, negli ambienti politici e non solo, perché raffigura la compagna del Governatore Roberto Occhiuto con una scollatura evidente e senza t-shirt, presente invece nella maglia originale. Un affronto volgare e vergognoso. In un’intervista al Corriere della Sera, Siracusano contesta duramente la scelta comunicativa e sostiene che la fotografia originale sarebbe stata prelevata dal suo profilo personale sul web e successivamente modificata.
Siracusano pone al centro della sua contestazione il riferimento al corpo femminile come strumento di comunicazione politica e rivendica invece il valore del confronto sui risultati e sulle risorse portate al territorio. “Utilizzare il corpo di una donna per fare campagna elettorale è inaccettabile. Il confronto politico si dovrebbe misurare dalle risorse apportate sul territorio. Mi pare che io abbia contribuito parecchio, a differenza di Vannacci”, afferma Siracusano nell’intervista.
Siracusano: “Ha commesso un reato”
Interpellata direttamente su cosa direbbe a Vannacci, Siracusano risponde con parole molto dure e formula anche una contestazione di natura giuridica, che resta una sua valutazione e non un accertamento giudiziario. “Che ha commesso un reato – aggiunge riferendosi a Vannacci -, perché la foto originale è stata prelevata dal mio profilo personale sul web e modificata. E poi, il fatto che un ex generale, che tanto parla di onore e valori, si trovi costretto a modificare la foto di una donna con un software la dice lunga sulla persona che è. Trovo anche questa fissazione per le donne un po’ eccessiva, cosa vuole dimostrare Vannacci? Si era già esposto con le gonne, dicendo che preferiva le donne senza, cos’altro vuole aggiungere?”
Il riferimento alle precedenti polemiche sulle dichiarazioni di Vannacci arriva dopo le parole pronunciate dal leader di Futuro Nazionale sul tema delle gonne femminili. Il 22 settembre, rispondendo a una domanda sulle dichiarazioni di Antonio Tajani, Vannacci aveva detto: “Fra gonna lunga e gonna corta io preferisco senza gonna”, provocando immediate reazioni politiche.
“Un chiaro intento sessista e denigratorio”
Il sottosegretario contesta inoltre il collegamento tra la sua persona e la competizione elettorale reggina, sottolineando di non essere candidata. “Un chiaro intento sessista e denigratorio – prosegue Siracusano -. Mai mi sono candidata e mai mi candiderò a Reggio Calabria quindi questo attacco non ha ragion d’essere. È stato solo un attacco che prende di mira una donna, compagna di un avversario politico, nonostante la mia militanza risalga a molto tempo prima. Evidentemente hanno cercato di utilizzare questa campagna denigratoria per agire politicamente, non hanno altri mezzi. Un meccanismo squallido e perverso”.
Siracusano annuncia quindi la possibilità concreta di rivolgersi alla magistratura, spiegando di voler trasformare il caso in una questione più ampia riguardante il modo in cui le donne vengono rappresentate nella comunicazione politica. “Deve passare l’idea che vittima di questo attacco non sono io – afferma ancora -, ma qualunque donna con le spalle meno larghe delle mie, per questo credo che farò querela: operazioni di questo genere non devono passare sotto silenzio. Un politico che si propone come leader nazionale e pubblica queste cose, direi che si qualifica da solo”.
