“La Reggina? Davanti c’era una montagna, stravincerà il campionato”: le impressioni degli allenatori avversari e quella sensazione piacevole che ritorna

Le parole dell'allenatore del Licata, Russo, descrivono al meglio il pensiero unanime degli addetti ai lavori per questo girone I di Serie D

Dodici gol fatti e zero subiti nelle prime due gare ufficiali, tra Coppa Italia e campionato, e soprattutto una sensazione sempre più netta: la Reggina sembra finalmente avere assunto quel ruolo di squadra capace di incutere timore a tutti che avrebbe dovuto ricoprire già da tempo, tre anni fa. A raccontarlo non sono soltanto i numeri o le impressioni dagli spalti, ma anche le parole degli avversari, che dopo aver affrontato gli amaranto riconoscono una superiorità apparsa evidente sul campo.

È il caso dell’allenatore del Licata, Russo, che ha utilizzato parole particolarmente significative per descrivere la forza della Reggina, dopo il 5-0 inflitto dagli amaranto ai siciliani. “Avevamo di fronte una grande montagna. Risultato giustissimo, era una squadra veramente forte. L’avversario ha tanti meriti, stravincerà il campionato, ma noi potevamo fare meglio, dargli un po’ di fastidio, invece abbiamo perso i duelli”. Una dichiarazione che fotografa bene la percezione che, almeno in questo avvio di stagione, la Reggina sta suscitando tra gli avversari.

La Reggina fa paura: parlano i risultati e parlano gli avversari

Il dato più impressionante è quello che emerge dalle prime due partite ufficiali: 12 reti realizzate e nessun gol incassato. Numeri che, naturalmente, vanno contestualizzati perché il campionato è appena iniziato, ma che raccontano già qualcosa sulla dimensione con cui la squadra amaranto si è presentata ai nastri di partenza.

Ancora più significativa, però, è la sensazione che arriva direttamente dal campo. Dagli spalti si è percepita una differenza evidente, quasi una distanza tra le due squadre che andava oltre il semplice risultato. La Reggina ha dato l’impressione di appartenere a una categoria superiore, imponendo ritmo, qualità e fisicità e lasciando agli avversari la sensazione di trovarsi davanti a una montagna difficile, se non impossibile, da scalare.

E quando questa impressione viene confermata anche dalle parole di chi si trova dall’altra parte, il segnale diventa ancora più interessante. Russo non si è limitato a riconoscere la superiorità amaranto, ma si è spinto fino a prevedere che la Reggina “stravincerà il campionato”. È una considerazione dell’avversario, non ancora una sentenza sulla stagione, ma restituisce perfettamente il tipo di considerazione che la squadra sta iniziando a costruirsi.

Quel ruolo da corazzata che la Reggina avrebbe dovuto avere già tre anni fa

Ed è proprio qui che si apre un’altra riflessione. La Reggina avrebbe dovuto recitare questo ruolo già tre anni fa, fin dall’inizio dell’era Ballarino. Allora la considerazione nei confronti degli amaranto era inevitabilmente altissima, soprattutto per il blasone, la storia e il peso della maglia. Ma quella nomea, con il passare delle stagioni, si è progressivamente appannata.

La Reggina non era più percepita come la squadra da battere, soprattutto al Granillo. Anzi, proprio il fortino amaranto aveva smesso di essere quel luogo capace di intimorire gli avversari. La scorsa stagione ha offerto numerosi esempi di questa inversione di tendenza, con diverse squadre, comprese alcune neopromosse, capaci di espugnare il Granillo.

Una situazione difficile da conciliare con la storia e con le ambizioni di una piazza come Reggio Calabria. Una squadra con il peso della Reggina avrebbe dovuto rappresentare, soprattutto davanti al proprio pubblico, un ostacolo enorme per qualsiasi avversario. Invece, negli ultimi anni, quella percezione si era progressivamente persa.

Tre anni dopo, la Reggina ritrova la sua dimensione

Oggi qualcosa è cambiato. La Reggina è tornata a fare paura. Non soltanto per i gol segnati, non soltanto per le vittorie, ma per il modo in cui sta affrontando le partite e per la percezione che lascia negli avversari. Il campo, finora, sta confermando quella che era l’aspettativa naturale legata al nome della Reggina. Una squadra chiamata a dominare, soprattutto al Granillo, e a far capire immediatamente agli avversari che contro gli amaranto servirà una prestazione praticamente perfetta. È esattamente ciò che Russo ha lasciato intendere quando ha parlato della “grande montagna” che il Licata si è trovato davanti.

Dopo appena due gare ufficiali, un dato appare già evidente: la squadra amaranto ha ritrovato quella autorevolezza che negli ultimi anni era venuta meno. Il campionato è ancora tutto da giocare, ma la differenza rispetto al passato è già percepibile. Questa volta, almeno per ora, la Reggina non sembra una squadra che deve conquistarsi il rispetto degli avversari: sembra una squadra che quel rispetto lo sta imponendo sul campo. E per una piazza che attendeva da anni di tornare a vedere gli amaranto nel ruolo che il loro nome impone, è probabilmente il segnale più importante di tutti.