Isola Capo Rizzuto, terremoto in Consiglio Comunale: il capogruppo PD Filici si dimette, “serve una svolta”

Il capogruppo del Partito Democratico lascia il Consiglio dopo la decisione del partito di abbandonare l’Aula. Nel mirino la gestione amministrativa, la Commissione d’accesso e la necessità di un nuovo confronto politico

Andrea Filici, capogruppo del Partito Democratico di Isola di Capo Rizzuto, ha protocollato le proprie dimissioni da consigliere comunale, facendo seguito alla decisione del partito di lasciare il Consiglio. Una scelta definita dallo stesso esponente politico come il risultato di una lunga riflessione condivisa e non come un passo personale. Filici spiega che la decisione nasce dalla volontà di mantenere coerenza rispetto al percorso politico intrapreso negli ultimi anni, culminato nella campagna elettorale del maggio 2025, quando il gruppo aveva scelto di correre autonomamente con una sola lista.

“Ieri ho protocollato le mie dimissioni da Consigliere Comunale. Non è stata una scelta facile e non è stata una scelta prettamente personale ma è frutto di una riflessione lunga e ponderata fatta da un gruppo di persone che ha deciso di andare fino in fondo con dignità e coerenza rispetto a quanto ha rivendicato da diversi anni ed in particolare nella campagna elettorale di Maggio 2025 fino ad oggi. Abbiamo deciso di correre da soli in quella competizione elettorale che sapevamo ardua e complicata, correndo con una sola lista. Sarebbe stato più semplice fare accordi e alleanze finalizzate alla sola vittoria delle elezioni ma poi? A cosa sarebbe servito?”.

La scelta dell’opposizione e le critiche all’amministrazione

Nel lungo intervento, Filici rivendica la scelta maturata già durante il precedente mandato di collocarsi all’opposizione, evidenziando quelle che il gruppo aveva indicato come criticità amministrative e prendendo le distanze dall’attuale gestione comunale. “Abbiamo deciso già nel corso del precendente mandato di passare all’ opposizione evidenziando diverse criticita’ amministrative che abbiamo raccontato alla cittadinanza. Da quel momento abbiamo tracciato le distanze da questa Amministrazione. Una scelta definita da molti “coraggiosa” da altri “da perdenti” o “non pervenuti”, ma il nostro unico obiettivo non era stare attaccati alla poltrona, come dimostrato, ma amministrare Isola con trasparenza, legalità ed impegno, i capisaldi del nostro progetto amministrativo”.

Secondo il capogruppo del Partito Democratico, durante l’anno di opposizione sarebbero stati avanzati diversi spunti e proposte che non avrebbero trovato seguito, citando in particolare il percorso della Casa di Comunità, la questione della depurazione e la vicenda di Capo Piccolo. “In questo anno di opposizione consiliare abbiamo fornito diversi spunti, spesso disattesi, basta pensare all’iter della Casa di Comunità, al momento andata persa, oppure in tema di depurazione. Nota la vicenda di Capo Piccolo, insieme agli altri colleghi di minoranza il 20 Agosto 2026 abbiamo presentato una mozione sul vincolo dei fondi royalties da destinare alla frazione, da allora solo silenzio”.

La Commissione d’accesso come spartiacque politico

Filici indica inoltre l’arrivo della Commissione d’accesso al Comune come un passaggio destinato a incidere profondamente sul futuro politico-amministrativo della città, lamentando l’assenza di confronto tra maggioranza e opposizioni. “Noi il nostro lo abbiamo fatto, adesso tocca a chi ha deciso di restare di portare quella mozione in consiglio ed approvarla, altrimenti ci perdiamo solo in retorica che poco interessa ai cittadini”.

“Infine, ma non per ultimo, l’arrivo della Commissione d’accesso in Comune che rappresenta uno spartiacque politico – amministrativo, rispetto al quale la maggioranza ha chiuso qualsiasi dialogo con le forze politiche”. Secondo Filici, restare in Consiglio in questa fase avrebbe rappresentato una scelta inutile per la comunità, considerando quella che definisce una situazione di immobilismo amministrativo. “Quindi oggi rimanere li, davanti ad un’ Amministrazione di fatto assente, che non convoca una giunta comunale da un mese, sarebbe stato non soltanto inutile ma deleterio per questa comunità che non merita di essere abbandonata a sé stessa”.

“Un atto di responsabilità per costruire un’alternativa”

Le dimissioni, nelle parole del capogruppo dem, rappresentano quindi un atto politico con l’obiettivo di aprire una nuova fase e favorire un confronto tra le forze presenti sul territorio. “Le mie dimissioni e la decisione politica a monte, rappresentano un atto di responsabilità oltre che un atto di discontinuità. Dinnanzi a questi fatti è doveroso ribadire la necessita’ di avviare un confronto tra le forze partitiche affinché possano ritornare a svolgere il proprio ruolo e facciano la loro parte perché Isola possa risorgere ed affrontare in maniera concreta le emergenze latenti del territorio”.

Filici critica inoltre il mancato coinvolgimento delle forze politiche negli ultimi anni, sostenendo che ciò avrebbe contribuito a un isolamento amministrativo. “Forze partitiche che in questi anni sono state tenute fuori dalla discussione determinando di fatto un isolamento amministrativo”. Infine, l’esponente del Partito Democratico ribadisce l’intenzione di proseguire l’impegno politico per il territorio, auspicando un esito positivo della Commissione d’accesso e la costruzione di una nuova proposta amministrativa. “Nella speranza che l’esito della Commissione d’accesso sia positivo per la città che non può subire l’ennesima battuta d’arresto, noi continueremo a lavorare per il bene comune garantendo impegno per far sì che certe etichette possano cambiare e per la costruzione di un’alternativa fattiva che abbia a cuore lo sviluppo del territorio”.