Non solo le temperature restano elevate: in Calabria continua a pesare anche il caro vita. I dati elaborati da Istat delineano un quadro preoccupante per la regione, che si posiziona al primo posto in Italia per crescita dei prezzi. L’inflazione calabrese raggiunge infatti il 3,5%, contro una media nazionale del 2,9%. Un aumento dei costi che, secondo CNA Calabria, non è accompagnato da un incremento del potere d’acquisto e che si inserisce in un contesto già segnato da fragilità strutturali, difficoltà logistiche e carenze infrastrutturali. A pesare sulle famiglie e sulle imprese sono soprattutto le spese legate a energia e carburanti, aggravate dai lunghi periodi di temperature elevate e dalla mancanza di un sistema di trasporto pubblico sufficientemente esteso.
Il costo del carburante rappresenta un elemento che incide sull’intera filiera economica: dal trasporto delle merci alle consegne, dagli spostamenti degli artigiani ai servizi tecnici, fino alla distribuzione. Una realtà produttiva calabrese che deve affrontare maggiori distanze per raggiungere clienti, fornitori e mercati parte quindi da una condizione di svantaggio rispetto ad altri territori.
Una situazione che rende ancora più complessa la scelta di restare e investire in Calabria. Il presidente di CNA Calabria Giovanni Cugliari richiama la necessità di interventi strutturali per sostenere lavoratori e imprese: “Più reddito in busta paga e meno costo del lavoro per le imprese che assumono stabilmente. La Calabria deve creare le condizioni per scegliere di restare. Formare i nostri giovani per tredici o diciotto anni, per poi lasciarli andare via per mancanza di opportunità e di condizioni favorevoli, significa trasferire il loro capitale di competenze ad altri territori ed arginare lo sviluppo della Calabria”, afferma Cugliari.
No tax area under 35, CNA: “Serve una strategia più ampia”
Cugliari condivide l’idea avanzata dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto di introdurre una no tax area per gli under 35, ma sottolinea la necessità che questa misura sia inserita all’interno di un progetto più ampio, capace di aumentare il reddito disponibile dei giovani e sostenere le imprese che creano occupazione stabile. “La no-tax area per gli under 35 – afferma Cugliari – può diventare il cuore di una strategia per trattenere i giovani. Ma il vantaggio fiscale deve arrivare direttamente e ogni mese in busta paga, perché è lì che diventa affitto, rata del mutuo, spesa, progetto di famiglia e possibilità concreta di restare”.
Per il presidente di CNA Calabria il fenomeno della fuga dei giovani rappresenta una delle principali emergenze economiche e sociali del territorio: “È un paradosso – prosegue – che al Sud si formino competenze che poi vanno ad alimentare i sistemi produttivi di altre regioni, nonché degli stati esteri, mentre le nostre imprese faticano a trovare tecnici e personale qualificato. Dobbiamo creare qui le condizioni economiche e professionali perché un giovane possa scegliere di restare”.
Il nodo delle competenze e il rapporto tra scuola e imprese
Per CNA Calabria diventa fondamentale costruire un collegamento stabile tra scuole, ITS, università e sistema produttivo, programmando percorsi formativi in linea con le competenze realmente richieste dal mercato del lavoro. Un investimento considerato indispensabile per ridurre il divario tra formazione e occupazione e offrire nuove opportunità alle giovani generazioni. A questo, secondo l’associazione, deve affiancarsi una più ampia detassazione del lavoro dipendente, con particolare attenzione ai redditi medio-bassi e ai giovani lavoratori. L’obiettivo è aumentare in modo stabile il reddito disponibile, evitando interventi temporanei o misure una tantum.
“Ogni euro di tasse in meno – spiega Cugliari – deve diventare un euro in più nel salario netto del lavoratore. Basta bonus e misure una tantum: serve aumentare stabilmente il reddito disponibile ogni mese”. Secondo CNA Calabria, qualsiasi intervento dovrà comunque garantire la salvaguardia integrale dei contributi pensionistici attraverso una copertura pubblica, procedendo parallelamente con misure di sostegno rivolte alle aziende e alle imprese che scelgono di assumere in modo stabile.
