In estate fa caldo, in autunno piove. Un consiglio all’Amministrazione e uno agli ‘mpanicati del clima: “…altrimenti ci allaghiamo!”

Maltempo in arrivo su Reggio Calabria, il nubifragio tra Catona e Scilla di ieri è stato solo l'anticipo. Con l'arrivo delle piogge saranno da attenzione tombini, caditoie e canali di scolo. E gli 'mpanicati del clima stiano tranquilli: in estate fa caldo, in autunno piove

Finalmente è piovuto. Qualche temporale settembrino, coinciso con il calo delle temperature, ha dato un po’ di sollievo. Del resto, come diceva una famosa canzone, l’estate sta finendo. Anzi, è finita. Domani, 23 settembre, l’equinozio autunnale segna il cambio di stagione, anticipato da qualche nubifragio come quello che ieri si è abbattuto tra Catona e Scilla, che ha fatto da monito a quello che ci aspetta. Fortunatamente, non c’è alcun plot twist alla Shyamalan, chiunque abbia portato a compimento serenamente le scuole elementari sa che alla base della meteorologia, letteralmente quella che si insegna con i disegnini ai bambini, l’estate è associata al sole e in autunno c’è la nuvoletta con la pioggia. Perché in estate fa caldo, in autunno piove.

Il punto è che quando a Reggio Calabria piove, è un casino. La gente perde l’abilità di guidare (parliamo di chi ne fosse già in possesso, non vogliamo generalizzare), il traffico si paralizza, alcune zone diventano piscine a cielo aperto, sembra una puntata di Takeshi’s Castle in cui, come se non bastasse, ti insegue qualcuno che urla “è il cambiamento climatico, moriremo tutti”. Ora proviamo un attimo a far quadrare la situazione.

Un consiglio alla nuova amministrazione

In autunno piove. Spoiler: anche in inverno. È sempre stato così e questo, salvo casi di catastrofi naturali imprevedibili, non è un problema. Il problema riguarda la capacità della città di affrontare un temporale un po’ più forte o più duraturo della media. Tombini tappati, canali di scolo intasati, torrenti da ripulire sono le principali problematiche da attenzionare. Si parla di manutenzione ordinaria, niente di assurdo, straordinario o mai successo prima. Anche perché sono gli stessi punti in cui finisce la spazzatura, altro problema da non sottovalutare, soprattutto in caso di maltempo.

Quindi prima di cambiamento climatico, parliamo di cambiamento amministrativo. È vero che l’Amministrazione Cannizzaro è in carica da pochi mesi e ha già fatto un ottimo lavoro nella pulizia di diverse zone della città e nel ripristino del decoro, così com’è vero che i problemi della manutenzione idraulica cittadina sono atavici, ma è altrettanto vero che il maltempo non aspetta nessuno. La finestra temporale (è il caso di dirlo…) c’è ancora, ma si sta per chiudere.

Gli ‘mpanicati del clima facciano attenzione: in autunno… piove

Sperando che il cambio di stagione politica faccia il suo dovere, parliamo di chi, estate o autunno, resta ben saldo nelle proprie (assurde) convinzioni. Dopo essersi stupiti del caldo in estate, gli ‘mpanicati del clima, quelli pronti a urlare al cambiamento climatico e alle “piogge senza precedenti” ogni volta che l’acqua supera i due centimetri d’altezza, resteranno totalmente spiazzati dalle piogge in autunno. Vorremmo rassicurarli, attraverso questo articolo, dicendoglielo in anticipo, in modo che siano, quantomeno, preparati.

Anche perché già volevano evitare di mandare i bambini a scuola, in ritardo, a metà settembre e mentre le temperature erano in calo, alle prime piogge invocheranno la chiusura delle scuole (appena aperte) agitando la psicosi del cambiamento climatico. Il punto è che il cambiamento climatico non dipende dalla Giunta Comunale di Reggio Calabria, da quella guidata in Regione da Occhiuto o dal governo nazionale di Giorgia Meloni, è un concetto globale che non riguarda la vostra via, il vostro cortile o vostro figlio. Ciò che l’uomo fa da sempre è adattarsi alla natura, impanicatevi nel constatare, o meno, se la vostra città sappia far fronte a un’emergenza.

L’autobotte di Milazzo negli anni 60’ e i bollini rossi del 2026

C’è un salto temporale che vale la pena raccontare. Negli anni ’60, a Milazzo, non esattamente la Manhattan del Mediterraneo, l’autobotte del Comune girava per le strade a rinfrescare la popolazione nelle giornate più calde. Un gesto semplice, concreto, di buon senso amministrativo: si vedeva un problema (il caldo) e si interveniva con una soluzione pratica, senza girarci troppo intorno.

Autobotte Milazzo

Oggi, alla prima ondata di calore o al primo temporale un po’ più intenso della media, si passa dritti al bollino rosso e alla chiusura delle scuole, spesso senza un reale motivo, mentre la manutenzione ordinaria, quella che davvero previene i disastri, passa in secondo piano. Una volta si pulivano le strade. Oggi ci si strappa i capelli per il cambiamento climatico e la colpa finisce scaricata su un bersaglio talmente grande, il pianeta, da risultare, comodamente, senza responsabili diretti.

Riassumendo: pioverà, perché è autunno, e non c’è nulla di anomalo in questo. Il problema sarà, come sempre, se la città si troverà pronta o no. E la differenza, quella vera, non la fa il pianeta che si scalda o si raffredda: la fa chi ha il compito di pulire un tombino prima che diventi un problema, e chi invece preferisce aspettare il disastro per poi ergersi a paladino del clima globale, stupendosi che in autunno piove. Mi raccomando, almeno quest’anno, non fatelo… altrimenti ci allaghiamo!