Facciamo veramente fatica a stargli dietro. A stare dietro al PD metropolitano di Reggio Calabria. Praticamente una nota stampa al giorno, o quasi. Ad attaccarsi a ogni frase, a ogni dettaglio, a ogni parola proferita da Cannizzaro. Nel caso specifico, questa volta, specialmente alla frase secondo cui votare il candidato Roscioli significherebbe votare per Cannizzaro. Apriti cielo! “Bisogna riconoscere a Francesco Cannizzaro almeno il merito della chiarezza. Dopo settimane trascorse a tentare di convincere i reggini della bontà della candidatura di Fabio Roscioli, è arrivato direttamente al punto: “chi vota Roscioli vota per me”, chiedendo addirittura agli elettori un voto di fiducia alla sua persona e alla sua squadra”, afferma la Federazione metropolitana del Partito Democratico di Reggio Calabria.
Nel comunicato il Pd sostiene che la posizione espressa dal sindaco finirebbe per confermare una critica già avanzata nei confronti della candidatura di Roscioli, ritenuta dai dem non sufficientemente legata al territorio reggino. “È una dichiarazione che finisce per certificare proprio il problema che abbiamo denunciato fin dall’inizio. Roscioli viene presentato agli elettori non per ciò che rappresenta per Reggio e per il territorio, ma come il sostituto di Cannizzaro, il suo riferimento “h24” in Parlamento. In pratica, non riuscendo a rendere presentabile politicamente un candidato estraneo al territorio, si chiede ai reggini di votarlo per interposta persona. Più che un’elezione suppletiva, una delega in bianco”.
Il riferimento alla vicenda dei sottosegretari regionali
La Federazione metropolitana del Pd amplia poi il ragionamento alla vicenda dei sottosegretari regionali, richiamando la decisione della Regione Calabria di presentare appello davanti al Consiglio di Stato contro la pronuncia del Tar relativa alla questione. Secondo il Partito Democratico, si tratterebbe di una battaglia giudiziaria riguardante due figure di nomina presidenziale, prive del diritto di voto in Giunta, per le quali sono previste indennità annuali superiori a 347 mila euro, oltre ai costi delle strutture di supporto. “Il referendum è stato convocato per il 29 novembre e i calabresi potrebbero essere chiamati a pronunciarsi direttamente. Eppure, invece di prendere atto della situazione e riportare la questione in Consiglio regionale, Occhiuto continua sulla strada dei ricorsi. Tutto questo mentre la Calabria deve affrontare emergenze ben più concrete: sanità, trasporti, infrastrutture, lavoro, spopolamento e servizi”.
Nel passaggio finale del documento, il Pd collega le due vicende, quella elettorale e quella istituzionale regionale, sostenendo che entrambe rappresenterebbero una diversa interpretazione del ruolo delle istituzioni pubbliche. “Sono due vicende diverse, ma raccontano la stessa concezione delle istituzioni: Cannizzaro chiede ai cittadini di eleggere un parlamentare come se dovessero rinnovare la fiducia personale a lui; Occhiuto utilizza energie e risorse istituzionali per difendere fino all’ultimo una riforma costruita intorno alla possibilità del presidente di nominare nuovi sottosegretari per far quadrare i rapporti fra i partiti e rilanciare la sua ambizione a livello nazionale. Le Istituzioni, però, non appartengono né a Cannizzaro né a Occhiuto. Appartengono ai cittadini. E governarle significa rispondere ai loro problemi, non piegarle alle esigenze personali e agli equilibri di potere”.
