Giustizia, 110 precari in Calabria rischiano di restare a casa: mobilitazione in tutta Italia, la richiesta dei sindacati

Scade il 30 settembre il termine per circa 1.600 addetti del Ministero della Giustizia assunti con i fondi del PNRR. In Calabria la vertenza riguarda gli uffici giudiziari dei distretti di Catanzaro e Reggio Calabria: la richiesta è una proroga fino al 31 dicembre in attesa della stabilizzazione definitiva

Circa 1.600 lavoratori del Ministero della Giustizia assunti attraverso i fondi del PNRR rischiano di rimanere senza occupazione dal prossimo 30 settembre 2026. Si tratta del personale che non è rientrato nella stabilizzazione scattata il primo luglio scorso, tra cui Funzionari Addetti all’ufficio del processo e Tecnici di amministrazione. La vertenza coinvolge anche la Calabria, dove sono 110 i lavoratori interessati negli uffici giudiziari dei due distretti di Corte di Appello regionali, quelli di Catanzaro e Reggio Calabria. Al momento, secondo quanto comunicato dalla Fp Cgil, non sarebbe arrivata alcuna risposta da parte del Governo sulla possibile proroga dei contratti fino al 31 dicembre 2026.

Per chiedere una soluzione alla situazione dei precari del Ministero della Giustizia, la Funzione Pubblica Cgil Nazionale ha promosso per oggi, 21 settembre, una giornata di mobilitazione in tutta Italia con presidi, volantinaggi e assemblee. L’obiettivo della protesta è ottenere la stabilizzazione dei lavoratori che hanno contribuito al potenziamento degli uffici giudiziari attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La Fp Cgil sottolinea il ruolo svolto da questo personale nel miglioramento dell’efficienza della macchina giudiziaria. “Importante sottolineare che se i tempi della giustizia sono in netto miglioramento il merito è del personale tutto, di ruolo e non di ruolo, e sarebbe assurdo e inaccettabile che la mancata proroga facesse disperdere la professionalità di questi lavoratori precari”.

La richiesta della Cgil Calabria: proroga fino a dicembre e risorse nella legge di bilancio

La Fp Cgil Calabria e la Fp Cgil Area Vasta chiedono al Governo di intervenire per evitare la scadenza dei contratti e garantire continuità lavorativa al personale coinvolto. La richiesta avanzata dal sindacato è quella di estendere la proroga dei contratti in scadenza al 30 settembre almeno fino al 31 dicembre 2026, individuando nel frattempo le risorse necessarie per arrivare alla stabilizzazione definitiva attraverso la prossima legge di bilancio. La Fp Cgil annuncia inoltre la presentazione di diversi emendamenti alle commissioni parlamentari impegnate in queste ore nella conversione in legge del DL PA 2026, con l’obiettivo di trovare una soluzione normativa alla situazione dei lavoratori precari.

La mobilitazione sindacale non riguarda soltanto i Funzionari Addetti all’ufficio del processo e i Tecnici di amministrazione, ma più in generale tutto il personale precario del Ministero della Giustizia coinvolto nei percorsi legati al PNRR. La Fp Cgil sta infatti lavorando per “tutelare la condizione professionale di tutto il personale del ministero della Giustizia, di tutti i precari del Pnrr, compresi gli operatori giudiziari part-time assunti a tempo indeterminato a marzo 2026 con la trasformazione del contratto a full-time a 36 ore”.

Il nodo centrale resta quindi quello della continuità occupazionale per lavoratori che hanno maturato esperienza negli uffici giudiziari e che, secondo il sindacato, rappresentano una risorsa fondamentale per il funzionamento della giustizia italiana. La richiesta è ora rivolta al Governo e al Parlamento affinché venga individuata una soluzione prima della scadenza del 30 settembre.