Festa Madonna, un altro reggino: “la processione è diventata una sfilata paramilitare, solo a Reggio questo schifo. Concordo con voi”

La lettera di un lettore riaccende il dibattito sulla Festa della Madonna della Consolazione: tra devozione, tradizione e polemiche sui cambiamenti che negli anni hanno trasformato la celebrazione più sentita dai reggini

Continua il dibattito sulla Festa della Madonna della Consolazione di Reggio Calabria e sulle trasformazioni che, secondo diversi cittadini, negli anni hanno modificato lo spirito originario della celebrazione. Dopo le riflessioni e le critiche emerse nei giorni scorsi a seguito della forte provocazione di StrettoWeb e al successivo nascituro comitato dei guastafeste, arriva alla redazione di StrettoWeb la lettera di un lettore che racconta il proprio disagio per una festa alla quale, afferma, ha scelto di non partecipare più. Nel suo intervento il cittadino mette nel mirino non soltanto gli aspetti legati alla gestione degli spazi e del commercio durante i giorni della festa, ma anche il modo in cui viene vissuta la processione religiosa, ritenendo che alcuni elementi abbiano finito per allontanarsi dal significato spirituale dell’evento. Una testimonianza che si inserisce nel confronto aperto in città sul futuro della più importante ricorrenza religiosa reggina.

“Buongiorno concordo con quanto sto leggendo nei vostri articoli sono anni che non vado più alla festa perché non mi piace più come si è ridotta oltre alla salsiccia col panino senza norme igieniche caos fuori controllo quello che mi da più fastidio caro direttore e che la processione col passare degli anni si è trasformata in una sfilata paramilitare che nulla a che vedere con il Sacro evento sfilate di cavalieri di Malta ass bersaglieri in congedo ass vigili del fuoco dame in pizzo nero che si fanno le naccate col ventaglio in mano volontari in divisa che si sentono generali solo a Reggio ce questo schifo la Madonna nera di capocolonna e solo religiosa tanto x esempio io o espresso il mio libero pensiero la ringrazio direttore un saluto”.