Garantire il sostegno alle famiglie calabresi con persone con disabilità gravissima rimaste escluse dall’assegno di cura nonostante il riconoscimento dell’idoneità. È questa la richiesta avanzata dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, attraverso un’interrogazione a risposta scritta depositata questa mattina e indirizzata al presidente della Giunta regionale. Al centro dell’iniziativa c’è la necessità di incrementare con urgenza le risorse destinate all’assegno di cura, così da consentire lo scorrimento delle graduatorie e garantire il contributo anche alle famiglie che hanno superato la valutazione delle Aziende sanitarie provinciali ma sono rimaste escluse esclusivamente per la carenza di fondi disponibili.
La misura oggetto dell’interrogazione è finanziata attraverso il Fondo per le non autosufficienze e prevede un contributo mensile di 600 euro destinato al caregiver familiare che assiste direttamente a domicilio un congiunto non autosufficiente. Secondo quanto evidenziato dal consigliere regionale, le risorse distribuite dalla Regione Calabria tra le cinque Aziende sanitarie provinciali non sarebbero però sufficienti a coprire tutte le domande accolte. Numerosi nuclei familiari, pur essendo stati valutati positivamente e dichiarati idonei dalle Asp competenti, non sono riusciti ad accedere al beneficio per l’esaurimento delle somme disponibili.
Si tratta, in molti casi, di famiglie con condizioni economiche particolarmente difficili, con valori Isee intorno ai 6 mila euro, già impegnate quotidianamente nei costi e nelle difficoltà legate all’assistenza di una persona con disabilità gravissima.
Il caso dell’Asp di Catanzaro: 240 famiglie escluse dalla graduatoria
Il dato più rilevante riguarda il territorio dell’Asp di Catanzaro. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, sulla base della delibera numero 502 del 30 aprile 2026, sono 255 i nuclei ammessi all’assegno di cura, mentre circa 240 famiglie giudicate idonee non riceveranno il contributo a causa dell’insufficienza delle risorse disponibili. Tra le persone escluse figurano anche nuclei che avevano già beneficiato del sostegno nel 2025 e che oggi rischiano di perdere un aiuto ritenuto fondamentale per continuare a garantire l’assistenza domiciliare alla persona con disabilità, evitando percorsi di istituzionalizzazione.
Bruno: “Non è accettabile lasciare senza sostegno famiglie già provate”
Il capogruppo di Tridico Presidente evidenzia la necessità di un intervento immediato da parte della Regione per assicurare continuità al sostegno economico e tutelare le famiglie che hanno già ottenuto il riconoscimento dei requisiti. “Non è accettabile – afferma il capogruppo di Tridico Presidente – che famiglie già provate quotidianamente dall’assistenza a un congiunto con disabilità gravissima vengano escluse da un sostegno vitale soltanto per insufficienza di risorse. Parliamo di nuclei che le stesse Asp hanno valutato e dichiarato idonei: la Regione deve intervenire con urgenza per garantire lo scorrimento delle graduatorie”.
Per Bruno, il rafforzamento dell’assistenza domiciliare e il riconoscimento del ruolo dei caregiver devono tradursi in interventi strutturali e continuativi, senza interruzioni per le famiglie che hanno già ricevuto il contributo. “Il potenziamento delle cure domiciliari e il riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari – prosegue Bruno – devono tradursi in risposte concrete e continuative. Non si possono arretrare le tutele né lasciare improvvisamente senza assegno famiglie che ne avevano beneficiato negli anni precedenti”.
