Qual è la percezione della disabilità a Reggio Calabria? Qual è lo stato dei servizi sul territorio calabrese? Quali criticità emergono a livello scolastico, lavorativo o nella vita di tutti i giorni? Quali, invece, le eccellenze da rimarcare? Queste domande, e non solo, le abbiamo rivolte all’avv. Ernesto Siclari, Garante dei diritti per le persone con disabilità della Regione Calabria che, ai microfoni di StrettoWeb, ha fatto il punto della situazione, definendo il quadro della disabilità sul territorio calabrese.
La relazione annuale 2025: la Calabria cambia passo, ma c’è tanto da migliorare
Nel mese di luglio, il Garante Siclari ha presentato la Relazione Annuale 2025 sulla disabilità. Se il primo anno è servito per prende coscienza delle problematiche del territorio, il secondo anno, dice Siclari, “è quello della consapevolezza. La Calabria sta cambiando passo rispetto al passato. Molte delle attività, delle azioni politiche e amministrative che sono state intraprese nel corso degli ultimi anni viaggiano in una direzione che potremmo sicuramente definire virtuosa. Certamente rimangono grandi lacune da colmare, perché la Calabria paga uno scotto importante di un arretrato di mancata erogazione di servizi, di ritardi nell’erogazione anche delle risorse economiche, di un’errata progettazione, a volte di una mancata programmazione“.
Reggio Calabria molto avanti su certi aspetti, da migliorare l’approccio culturale alla disabilità
Restringendo il focus su Reggio Calabria, Siclari sottolinea come “sotto alcuni aspetti Reggio è anche avanti rispetto alle altre province. Penso ad esempio ai progetti di vita. Nei progetti di vita la nostra ASP, il nostro territorio, è certamente fra i più virtuosi della regione, però poi manca l’attenzione. In questi anni si è registrata una completa disattenzione verso l’aspetto culturale“.
Il Garante spiega come da un lato l’Amministrazione debba impegnarsi nell’abbattimento delle barriere architettoniche, dall’altro i cittadini devono assumere un comportamento corretto e rispettoso per le necessità delle persone con disabilità. Un esempio? “Quando parcheggiamo la macchina davanti a uno scivolo o alle strisce pedonali, stiamo arrecando un grave pregiudizio a chi la disabilità la vive sulla propria pelle. Anche noi possiamo fare tanto“.
Siclari ha sottolineato che il dialogo con l’Amministrazione reggina è “ben avviato e costante“, auspicando “che si possa arrivare all’approvazione del PEBA“, ovvero il Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche.
Scuola e disabilità: parecchie istanze, ma anche tante risposte positive
La scuola è appena iniziata e spesso è proprio nell’ambiente scolastico in cui i più piccoli prendono contatto, per la prima volta, con la disabilità. Abbiamo chiesto al Garante Siclari un punto della situazione dentro e fuori dall’aula: “un’alta percentuale di istanze che arrivano all’organismo di garanzia riguardano proprio l’ambiente scolastico, sia sotto un profilo delle barriere architettoniche, ma soprattutto per quanto riguarda l’assistenza scolastica: penso all’insegnante di sostegno, così come gli assistenti in generale, esiste un problema che è quello della mancanza di formazione adeguata. Molto spesso le famiglie ci chiedono di sostituire l’insegnante di sostegno e quindi da questo punto di vista il lavoro ancora è tanto da fare“.
Tanto da fare, è vero, ma è altrettanto vero che l’ambito scolastico è quello in cui “le risposte si ottengono maggiormente, perché la sensibilità è entrata dentro le scuole, è arrivata sotto un profilo culturale a toccare la sensibilità di chi amministra gli istituti scolastici, questo fa ben sperare. Il problema è quando si va via dalla scuola. Il problema, soprattutto delle famiglie, è quello relativo a quando poi le persone che diventano adulte non trovano spazi di vita indipendente, autonomi“.
Il “dopo di noi”: il futuro dei ragazzi disabili oltre la famiglia
Il Garante Siclari ha posto molta attenzione sul “dopo”, sul momento in cui i genitori dei ragazzi con disabilità, che li hanno aiutati fin dal primo momento, non ci saranno più. Un problema serio per il quale “ci stiamo attrezzando”, spiega l’avv. Siclari.
“Ci sono una serie di strutture che garantiscono l’assistenza, il coinvolgimento, la partecipazione, anche la formazione sotto un profilo dell'”educazione” della persona con disabilità a tentare di ritagliarsi degli spazi di vita autonoma sempre più indipendenti. Sul territorio registriamo la carenza di strutture che viene lamentata da più parti, sia con riferimento al “dopo di noi”, per esempio, ma penso anche al cohousing: fare in modo che le persone con disabilità abitino insieme, imparino a gestire la propria vita in maniera autonoma è fondamentale in chiave futuristica, perché è evidente che finché ci sono le famiglie e ci sono le associazioni tutto procede perché vi è quell’aspetto affettivo che fa viaggiare il motore a regimi alti. Il problema è dopo: è lì che lo Stato deve essere presente“.
La Reggio Bic, eccellenza sportiva di Reggio Calabria
Il territorio reggino esprime anche un eccellenza, a carattere sportivo, che ha fatto della disabilità una risorsa e che settimanalmente rappresenta Reggio Calabria in ambito nazionale e internazionale. Stiamo parlando della Reggio Bic, squadra di basket in carrozzina che da tanti anni milita in Serie A e che l’anno scorso ha vinto l’Eurocup 2, trofeo internazionale che ha permesso a Juninho e compagni di entrare di diritto nella storia dello sport amaranto.
L’avvocato Siclari, grande tifoso della Bic, ha dichiarato: “lo sport è un veicolo eccezionale perché, insieme alle arti, alla musica, alla letteratura, è uno strumento di coinvolgimento, di condivisione, di inclusione, perché attraverso lo sport davvero i ragazzi e le ragazze con disabilità hanno la possibilità di “giocarsela” alla pari con gli altri e questo l’ho riscontrato in varie esperienze, in varie realtà bellissime che abbiamo in Calabria.
La BIC è il fiore all’occhiello, nel senso che è riuscita a coniugare, insieme all’inclusione, anche i grandi successi internazionali, e io sono particolarmente legato alla BIC perché l’ho seguita negli ultimi anni da vicino e so che può essere da esempio per tutte le realtà sportive che riescono a coinvolgere i ragazzi e le ragazze con disabilità. Abbiamo firmato anche un protocollo d’intesa perché molte famiglie possano pensare a un’attività sportiva anche in chiave dello sviluppo fisico e mentale dei loro ragazzi e in questo senso si può fare ancora tanto.
Però credo che lo sport in questo momento non abbia bisogno neanche del garante, perché in Calabria viaggia bene. Ha bisogno delle istituzioni, perché quando vengono chiesti spazi pubblici, quando vengono chiesti dei servizi alla comunità, le istituzioni devono rispondere. Devo dire che solitamente le risposte sono sempre positive“.
Heba Hagrass a Reggio Calabria: una prima volta storica
Nei prossimi giorni, Heba Hagrass, relatrice ONU per la disabilità, verrà a Reggio Calabria per una serie di incontri di informazione e sensibilizzazione sul tema. Un’iniziativa che vede la regia dell’europarlamentare Giusi Princi e del sindaco Francesco Cannizzaro.
Il Garante ha dichiarato: “ritengo che questo sia il segnale che l’attenzione verso la disabilità sta cambiando sul territorio reggino e calabrese, perché questo è un evento di portata davvero storica, nazionale e mondiale. Stiamo parlando di un’icona incredibile del panorama mondiale della disabilità. La referente ONU viene per la prima volta in Italia e viene proprio a Reggio Calabria.
Qualcuno potrà dire: “Vedrà una città in condizioni forse non eccezionalmente agevoli per una persona con disabilità”, ma questa deve essere la chiave di lettura. Noi vogliamo far in modo fortemente – e per questo ringrazio il sindaco Francesco Cannizzaro e l’onorevole Giusi Princi per aver voluto fortemente la presenza della referente ONU Heba Hagrass -, proprio nel momento in cui la città sta finalmente riprogrammando le attività volte allo sviluppo e alla individuazione anche di risorse e di strumenti, poter mettere nelle condizioni le persone con disabilità regine e di tutto il territorio metropolitano di poter vivere una vita migliore“.
La presenza di Heba Hagrass renderà Reggio Calabria capitale dei diritti per i disabili. “È davvero un evento di portata internazionale. Noi la riceveremo con tanti incontri durante questa due giorni: verrà ricevuta a Palazzo Corrado Alvaro, a Palazzo San Giorgio e verrà anche in Consiglio Regionale in Sala Monteleone nel pomeriggio di venerdì e di sabato, perché la faremo incontrare con tutte le realtà del territorio, con le associazioni, con i caregiver, con le istituzioni, proprio per dimostrarle che in questo territorio si ha la volontà di cambiare rotta, di fare in modo che finalmente le attività della pubblica amministrazione diventino virtuose. In questo senso il coinvolgimento del garante certamente mi onora e mi gratifica molto, perché credo che insieme, con la sinergia giusta fra le istituzioni, si possa creare quella filiera che poi porterà concretamente all’erogazione dei servizi“, ha concluso Siclari.
