Nei giorni scorsi, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, nel calendario degli eventi previsti per la Notte delle Ricercatrici e dei Ricercatori, ha ospitato un importante incontro con protagonista la Corte dei Conti, sul tema della semplificazione amministrativa, dei controlli e della responsabilità erariale (INTERVISTE). Di seguito l’intervista rilasciata dall’avv. Carmela Margherità Rodà, Consigliere componente del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti, a margine del convegno promosso a Reggio Calabria su responsabilità erariale e burocrazia.
Consigliere Rodà, lei è calabrese e ha fortemente voluto che questo convegno sulla responsabilità erariale e sullo snellimento della burocrazia si tenesse proprio a Reggio Calabria, in sinergia con l’Università Mediterranea. Qual è il messaggio principale che la Corte dei Conti ha inteso inviare al territorio?
“Il messaggio centrale è che la Corte dei Conti non deve essere vista come un mero organo sanzionatorio o sgradito, ma come uno strumento al servizio della collettività e della trasparenza. Per me questo convegno ha rappresentato prima di tutto un gesto d’affetto viscerale verso la mia città e la mia regione. Volevamo creare un ponte concreto tra le massime istituzioni della magistratura contabile, la formazione universitaria, gli ordini professionali e la cittadinanza. La presenza di un parterre d’eccezione, unita alla partecipazione di giovani e studenti, dimostra che c’è una fortissima domanda di legalità e di efficienza gestionale a cui dobbiamo dare risposte concrete“.
Durante le sessioni si è parlato della cosiddetta “paura della firma”, quel blocco psicologico e burocratico che spesso paralizza le decisioni dei dirigenti e degli amministratori pubblici. In che modo la Corte dei Conti può aiutare a superare questa paralisi?
“La “paura della firma” è una patologia burocratica che rallenta lo sviluppo del Paese e dei nostri territori. Per superarla non serve eliminare i controlli, ma ridefinirli in un’ottica conoscitiva, collaborativa e preventiva. Gli amministratori non devono temere la responsabilità se agiscono nel rispetto delle regole e della buona amministrazione. Il dialogo costante tra magistratura contabile e pubbliche amministrazioni serve proprio a questo: a delineare confini chiari per la responsabilità erariale, garantendo al contempo che la macchina amministrativa scorra in modo snello e senza ingiustificati timori sanzionatori“.
Nel suo discorso ha paragonato la complessa macchina organizzativa del convegno a un motore che si mette in moto. Come si mantiene acceso e “su di giri” questo motore della riforma amministrativa anche dopo lo spegnimento dei riflettori dell’evento?
“Ho detto che ho inserito e girato la chiave per far partire il motore, ma il vero propulsore è stato l’impegno sinergico di tutte le istituzioni coinvolte: dalla Presidenza della Corte dei Conti alla Procura Generale, agli illustri relatori, fino alla Regione, alla Prefettura, all’Ateneo e a tutti i numerosi partecipanti. Questo motore si spegne con la fine dei lavori. Tuttavia la corsa continua attraverso la pubblicazione degli atti del convegno sulla rivista della Corte dei Conti e, soprattutto, attraverso il dialogo con le istituzioni, università e ordini professionali. La convergenza vista a Reggio è il modello di metodo che dobbiamo applicare“.
L’evento ha visto una buona partecipazione di studenti dell’istituto commerciale “Piria”, e universitari, avvocati e commercialisti. Che ruolo gioca la formazione dei giovani e dei professionisti nel processo di ammodernamento della Pubblica Amministrazione?
“Un ruolo fondamentale e insostituibile. I giovani che oggi siedono nelle aule scolastiche ed universitarie saranno la classe dirigente, i magistrati, i dirigenti pubblici e i professionisti di domani. Coinvolgerli in questi dibattiti significa trasmettere loro l’idea che la trasparenza e il rispetto delle regole non sono vincoli o ostacoli burocratici, ma precondizioni per lo sviluppo economico ed etico della nostra società. Vedere così tanti ragazzi e professionisti attenti ed entusiasti è la dimostrazione più bella che la strada intrapresa è quella giusta“.
Guardando al futuro e alle sfide del PNRR, quale augurio fa alla sua città e alla Regione Calabria per il rapporto tra istituzioni, amministratori e cittadinanza?
“Il mio augurio è che si consolidi sempre più questo clima di proficua collaborazione istituzionale. La Calabria sta attraversando una fase decisiva, ricca di opportunità ma anche di grandi responsabilità legate all’impiego delle risorse pubbliche. Se le istituzioni lavorano insieme – unendo trasparenza, legalità e snellimento delle procedure – la burocrazia smette di essere un fardello e diventa la leva essenziale per far ripartire la nostra terra. Reggio Calabria ha dimostrato di essere pronta a fare la sua parte da protagonista in questa grande sfida“.
