Consulta dei Calabresi nel mondo, nasce la nuova cabina di regia: eletto il Comitato direttivo, i NOMI dei componenti

Conclusi i lavori della Consulta dei Calabresi nel mondo a Palazzo Campanella: il presidente Occhiuto punta su turismo delle radici, investimenti e nuove relazioni economiche. Eletto il Comitato direttivo guidato da Orlandino Greco con Tony Galati vicepresidente

Essere ambasciatori della Calabria nel mondo non significa soltanto custodire il ricordo delle proprie origini, ma diventare protagonisti dello sviluppo futuro della regione. È questo il messaggio lanciato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto ai consultori e ai rappresentanti delle comunità calabresi all’estero al termine dei lavori della Consulta dei Calabresi nel mondo, ospitata nella sede del Consiglio regionale a Palazzo Campanella. Al centro del confronto una nuova visione del rapporto tra la Calabria e la sua comunità internazionale: non soltanto ritorno nei luoghi delle radici, ma capacità di creare nuove relazioni economiche, favorire il turismo delle radici, promuovere le produzioni regionali e accompagnare chi vuole investire sul territorio.

Greco: “La Consulta non può tornare ad essere un appuntamento episodico”

Il bilancio conclusivo delle giornate è stato tracciato dal consigliere regionale Orlandino Greco, presidente delegato della Consulta, che ha sottolineato il cambio di prospettiva rispetto al passato. “Abbiamo voluto superare definitivamente – sottolinea – l’idea di una entità chiamato soltanto a custodire memoria e nostalgia. Oggi abbiamo una rete, un Piano degli interventi e una nuova cabina di regia. Adesso dobbiamo trasformare questo patrimonio di persone, identità e culture in opportunità concrete per la Calabria”.

Secondo Greco, il nuovo percorso dovrà essere continuo e non limitarsi agli appuntamenti istituzionali. “Adesso – aggiunge Greco – abbiamo una squadra che deve mantenere aperto il dialogo durante tutto l’anno. La Consulta non può tornare ad essere un appuntamento episodico. I consultori devono essere le nostre antenne nel mondo e la Regione deve saper ascoltare, mettere in relazione e trasformare proposte e opportunità in politiche concrete”.

Cirillo accoglie la Consulta: “Le comunità all’estero possono creare nuove opportunità”

La sessione ospitata nella Sala Giuditta Levato di Palazzo Campanella è stata aperta dal presidente del Consiglio regionale Salvatore Cirillo, che ha evidenziato il valore delle comunità calabresi all’estero non solo come custodi delle radici, ma anche come possibile leva per lo sviluppo economico. Il confronto ha infatti puntato a rafforzare il ruolo dei calabresi nel mondo come ponte tra la regione e gli altri Paesi, creando nuove possibilità di collaborazione nel campo degli investimenti, dell’imprenditoria e della promozione territoriale.

Occhiuto di ritorno da New York: “Volevo esserci”

Uno dei momenti più partecipati della giornata è stato l’arrivo del presidente della Regione Roberto Occhiuto, rientrato da New York dove aveva partecipato alla presentazione del progetto delle Next Gen Finals di Tennis assegnate a Reggio Calabria. “Volevo esserci”, ha sottolineato il Governatore, riconoscendo il lavoro svolto da Orlandino Greco e richiamando l’importanza di costruire un rapporto sempre più concreto con i calabresi residenti all’estero. Occhiuto ha indicato tra gli obiettivi principali la possibilità di favorire l’export dei prodotti calabresi, creare partnership imprenditoriali e attrarre in Calabria esperienze e capitali capaci di rafforzare anche l’offerta turistica regionale.

Billi: disponibilità a rafforzare il ponte con gli italiani all’estero

Ai lavori ha partecipato anche il deputato Simone Billi, presidente del Comitato per gli Italiani nel Mondo, che ha espresso la propria disponibilità a sostenere il percorso di rafforzamento dei rapporti con le comunità calabresi e italiane oltreconfine. Nel corso della sessione sono intervenuti anche il dirigente del Settore Relazioni internazionali e Comunità dei Calabresi nel mondo Cosimo Caridi e l’assessore regionale all’Istruzione Eulalia Micheli, con un approfondimento dedicato alle nuove generazioni, alla formazione e alla necessità di mantenere vivo il rapporto identitario con la Calabria. Il confronto sulla Calabria globale ha coinvolto inoltre il professore Tullio Romita, Giuseppe Varacalli e rappresentanti del sistema turistico.

Tony Galati vicepresidente: definita la nuova squadra della Consulta

La fase istituzionale si è conclusa con l’elezione del Comitato direttivo della Consulta 2026. Al presidente Orlandino Greco sarà affiancato il vicepresidente Tony Galati, rappresentante della Svizzera. Nel direttivo sono stati eletti Patrizia Gallo per il Regno Unito, Alessandro Crocco per gli Stati Uniti, Fabrizio D’Alessandro per l’Uruguay, Vincent Daniele per l’Australia, Stefano Scuncia per l’Italia, Mariel Pitton Straface per l’Argentina, Gesualdo Mastruzzo per il Canada e Laura Iannicelli per il Cile. Una composizione internazionale che riunisce esperienze e comunità distribuite tra Europa, Americhe e Oceania, con l’obiettivo di mantenere costante il dialogo tra la Calabria e il resto del mondo.

Dai Bronzi di Riace a Pizzo e Tropea: il viaggio alla scoperta della Calabria

Dopo i lavori istituzionali, le delegazioni hanno visitato il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, dove i Bronzi di Riace hanno rappresentato il simbolo dei Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria. Un momento culturale coerente con il percorso della Consulta: raccontare ai discendenti dei calabresi nel mondo non soltanto una terra legata alla memoria familiare, ma un patrimonio storico, culturale e ambientale di valore internazionale.

Il programma si è poi concluso con le tappe a Pizzo e Tropea, due luoghi simbolo del patrimonio paesaggistico, storico ed enogastronomico regionale. “La soddisfazione e l’emozione che abbiamo visto nei consultori – conclude Greco – ci consegnano anche una responsabilità. Non possiamo salutarci e ritrovarci tra qualche anno. Abbiamo rimesso insieme una Calabria che vive nei diversi continenti; adesso dobbiamo farla dialogare ogni giorno con quella che vive qui. Turismo delle radici, prodotti, imprese, università, giovani, cultura e identità sono tasselli della stessa strategia. La Calabria globale non è più soltanto un’idea: ora ha una struttura e deve cominciare a camminare”.