In Calabria oltre 50mila persone convivono con una forma di demenza, un dato dietro al quale si intrecciano storie personali, famiglie e una rete molto più ampia di caregiver chiamati a sostenere ogni giorno una parte rilevante del carico assistenziale. È all’interno di questo scenario che si inserisce il sostegno di UniCredit alla Fondazione Ra.Gi., rafforzando una collaborazione con il Terzo Settore orientata a progetti capaci di produrre effetti concreti nelle comunità. Una delle esperienze più significative è quella di CasaPaese per demenze, attiva a Cicala, nel Catanzarese, e sostenuta anche da UniCredit nell’ambito delle iniziative rivolte alle realtà sociali impegnate accanto alle persone più fragili.
A Cicala la chiusura del Mese Mondiale Alzheimer
CasaPaese ospita il 30 settembre la giornata conclusiva del Mese Mondiale Alzheimer 2026, iniziato in Calabria già ad agosto con un altro passaggio dal forte valore simbolico: la consegna alla Fondazione Ra.Gi. – Centri Demenze Calabria, a Palmi, di un bene confiscato alla criminalità organizzata e restituito alla collettività per essere destinato ad attività di cura e inclusione. La chiusura del mese dedicato all’Alzheimer diventa così un’occasione per riportare l’attenzione sulla dimensione sociale delle demenze e sulla necessità di costruire modelli capaci di accompagnare non soltanto la persona, ma anche la sua famiglia.
CasaPaese di Cicala nasce proprio da questa impostazione. Il modello punta a superare una concezione esclusivamente sanitaria dell’assistenza e ricostruisce intorno alla persona una dimensione il più possibile vicina alla vita quotidiana, attraverso spazi nei quali muoversi, relazioni, attività, partecipazione alla comunità e mantenimento delle autonomie ancora presenti. Al centro c’è la persona prima della malattia, con un approccio che prova a salvaguardare qualità della vita, identità e legami.
Natali: “Le demenze coinvolgono famiglie, servizi e comunità”
“L’aumento della longevità pone ai territori una sfida che è sociale ed economica insieme. Le demenze coinvolgono direttamente le famiglie, i servizi e le comunità e richiedono modelli di assistenza capaci di utilizzare le risorse in modo efficace e di costruire reti stabili tra pubblico, privato e Terzo Settore. L’esperienza della Fondazione Ra.Gi. va in questa direzione. Come UniCredit riteniamo importante sostenere realtà che trasformano le risorse disponibili in servizi concreti e misurabili, perché investire nella capacità di risposta di un territorio significa rafforzarne anche la coesione e la sostenibilità nel lungo periodo”, dichiara Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit.
Anche la presidente della Fondazione Ra.Gi., Elena Sodano, sottolinea il valore di un approccio che non riduca la persona alla diagnosi. “Una diagnosi di demenza cambia profondamente la vita di una persona e della sua famiglia, ma non cancella la possibilità di continuare ad avere relazioni, autonomia e un ruolo nella comunità”, dichiara. “Il nostro lavoro parte proprio da qui: creare condizioni e percorsi che consentano alle persone di continuare a esprimere capacità, desideri e competenze, andando oltre la malattia. Il sostegno di UniCredit ci permette di rafforzare questo modello e di trasformare risorse concrete in tempo, professionalità e opportunità di vita per le persone che accompagniamo ogni giorno”.
Una rete che coinvolge famiglie, operatori e territorio
La giornata del 30 settembre riunisce a Cicala persone con demenza, familiari, operatori, istituzioni e comunità locale. Un appuntamento che chiude simbolicamente il mese dedicato all’Alzheimer, ma che lascia aperta una questione che accompagna famiglie e servizi durante tutto l’anno: costruire una rete di assistenza che, accanto alle necessarie risposte sanitarie, sappia tutelare anche qualità della vita, relazioni e dignità. Per la Fondazione Ra.Gi. questo significa proseguire un lavoro che mette insieme assistenza, innovazione sociale e coinvolgimento del territorio.
Per UniCredit, invece, il sostegno alla Fondazione rappresenta un investimento sociale nelle comunità del Sud, affiancato alle proprie attività economiche e rivolto a organizzazioni che intervengono nei contesti in cui malattia e fragilità rischiano di trasformarsi anche in isolamento. Il percorso di Cicala conferma così l’importanza di costruire modelli capaci di tenere insieme cura, inclusione e comunità, con l’obiettivo di offrire risposte concrete a un fenomeno che interessa decine di migliaia di persone in Calabria.
