Calabria, Occhiuto rilancia sui giovani: “no tax area fino a 35 anni”, la proposta contro la fuga dall’Italia

Il presidente della Regione Calabria propone una misura fiscale per incentivare i giovani a restare in Italia e chiede un sistema retributivo che premi innovazione, creatività e merito. In Calabria cita il “reddito di merito” da 500 a 1.000 euro al mese per gli universitari

Una no tax area fino a 35 anni per contrastare la fuga dei giovani dall’Italia, rendere più conveniente lavorare e costruire il proprio futuro nel Paese e premiare maggiormente innovazione, creatività e merito. È la proposta lanciata dal presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia Roberto Occhiuto, intervenuto nella mattinata di mercoledì 30 settembre a Mattino 5, su Canale 5. Un tema destinato inevitabilmente a far discutere, perché tocca uno dei problemi strutturali più delicati non soltanto della Calabria e del Mezzogiorno, ma dell’intero sistema italiano: l’emigrazione di giovani laureati e lavoratori altamente qualificati verso altre regioni d’Europa e del mondo.

Occhiuto lega la sua proposta fiscale a una riflessione più ampia sul modo in cui il sistema economico italiano remunera il lavoro. Secondo il governatore calabrese, il modello attuale tende ancora a valorizzare maggiormente l’anzianità rispetto alla capacità di innovare e alla produttività delle nuove generazioni.

Occhiuto: “propongo una no tax area fino a 35 anni”

Nel corso dell’intervento televisivo, Occhiuto ha spiegato direttamente l’idea. “Io vorrei che il nostro sistema retributivo, nel pubblico e nel privato, premiasse l’innovazione, la modernità, la creatività, così come avviene nelle grandi imprese. Io propongo, per esempio, una no tax area fino a 35 anni”. Si tratta, al momento, di una proposta politica formulata da Occhiuto e non di una misura fiscale già approvata a livello nazionale. Il concetto è però chiaro: utilizzare la leva fiscale per aumentare il reddito disponibile delle nuove generazioni e rendere il mercato del lavoro italiano maggiormente attrattivo per chi oggi sceglie di trasferirsi all’estero. La questione della fiscalità per gli under 35 si inserisce quindi in un ragionamento che punta a intervenire non soltanto sull’accesso al lavoro, ma anche sulla capacità del sistema produttivo di trattenere professionalità, competenze e capitale umano.

La fuga dei giovani dall’Italia: “vanno dove la loro creatività è meglio remunerata”

Uno dei passaggi centrali dell’intervento del governatore riguarda proprio l’emigrazione giovanile. “Ci sono tanti giovani – ha affermato il governatore – che ogni anno lasciano l’Italia perché vanno in Europa, nel mondo. Vanno dove la loro creatività è meglio remunerata. Ed è un peccato perché noi siamo il paese del Made in Italy, della creatività e la creatività viaggia nelle teste e nelle gambe dei giovani. Allora le grandi imprese sono quelle che investono di più nel lavoro dei giovani perché porta innovazione, modernità. Noi invece abbiamo un sistema retributivo sia nel pubblico che nel privato che premia di più l’anzianità, premia di più chi è più vecchio”.

Il ragionamento di Occhiuto individua dunque nel trattamento economico una delle ragioni che possono spingere i più giovani a guardare fuori dai confini nazionali. Il tema non riguarda esclusivamente il livello assoluto degli stipendi, ma investe anche le possibilità di carriera, il riconoscimento delle competenze, gli investimenti in innovazione e la capacità delle aziende e delle amministrazioni pubbliche di valorizzare rapidamente professionalità giovani.

No tax area under 35, cosa significherebbe concretamente

L’espressione no tax area identifica generalmente una fascia di reddito entro la quale, attraverso esenzioni, detrazioni o altri meccanismi fiscali, il contribuente non versa determinate imposte o le versa in misura fortemente ridotta. Occhiuto, nel suo intervento televisivo, ha indicato il principio di una no tax area fino ai 35 anni, senza entrare nei dettagli tecnici relativi a soglie di reddito, tipologia di imposte coinvolte, durata dell’agevolazione o coperture finanziarie.

Sono proprio questi gli aspetti che diventerebbero centrali qualora la proposta dovesse trasformarsi in un progetto normativo concreto. Una eventuale misura nazionale dovrebbe infatti stabilire con precisione chi possa beneficiarne, se riguarderebbe tutti i lavoratori sotto una determinata età oppure soltanto specifiche fasce reddituali, se sarebbe applicata ai lavoratori dipendenti, agli autonomi o a entrambe le categorie e quale sarebbe il relativo impatto sui conti pubblici. Per il momento, quindi, il dato politico è soprattutto l’indicazione di una direzione: ridurre il peso fiscale sui giovani per rafforzarne il reddito netto e incentivare la permanenza in Italia.

Dalla proposta nazionale alla Calabria: il Reddito di Merito

Nel corso dell’intervista Occhiuto ha collegato il tema alla strategia già avviata dalla Regione Calabria per tentare di frenare l’emigrazione universitaria. Il presidente ha richiamato infatti il Reddito di Merito, misura regionale destinata agli studenti che scelgono di frequentare le università calabresi e raggiungono determinati standard accademici.

“Nel libro – ha aggiunto riferendosi a ‘Il coraggio di governare’ da lui scritto e uscito da pochi giorni – racconto anche esperienze che ho fatto nella mia azione di governo. Per esempio, in Calabria abbiamo fatto il reddito di merito, diamo da 500 a 1000 euro al mese a tutti i giovani calabresi che si iscrivono nelle università calabresi e che mantengono però la media dal 27 al 30 e abbiano tutti gli esami in corso. Questo perché ho visto che molti lasciavano la Calabria, a volte l’Italia, all’atto di iscriversi in un’università fuori dalla Calabria”.

La misura regionale è stata formalizzata nel corso del 2026. La Regione ha stanziato 15 milioni di euro, utilizzando risorse del Programma Operativo Complementare, con l’obiettivo dichiarato di incentivare gli studenti meritevoli a scegliere gli atenei calabresi.

Reddito di Merito in Calabria: fino a 1.000 euro al mese

Il programma prevede una dote economica legata ai risultati universitari. Secondo la documentazione ufficiale della Regione Calabria, per gli studenti già iscritti agli anni successivi al primo è richiesta una media ponderata di almeno 27/30, accompagnata dal rispetto di precisi obiettivi relativi ai crediti formativi universitari. Gli importi previsti sono graduati sulla base dei risultati.

Per chi mantiene una media compresa tra 27 e meno di 28 il contributo indicato dalla Regione è di 500 euro; tra 28 e meno di 29 arriva a 750 euro; con una media pari o superiore a 29 raggiunge i 1.000 euro. La dote massima riconoscibile può arrivare a 12.000 euro nel primo anno di attivazione. Il beneficio non è subordinato alla situazione reddituale della famiglia: la logica dichiarata dalla Regione è quella di premiare direttamente il merito accademico.

I requisiti per gli studenti al primo anno

Il sistema non riguarda soltanto gli universitari già in corso. Per gli studenti che entrano al primo anno di un corso di laurea triennale o magistrale a ciclo unico, la documentazione regionale prevede, tra i requisiti, un voto di maturità di almeno 95/100 e il superamento delle procedure previste per l’accesso al Reddito di Merito. Per gli studenti che si iscrivono al primo anno della laurea magistrale è invece richiesto un voto di laurea triennale non inferiore a 108/110, insieme al rispetto delle altre condizioni definite dal programma. La Regione ha inoltre previsto verifiche periodiche della carriera accademica. Per continuare a ricevere il beneficio, gli studenti devono rispettare determinate soglie di CFU e mantenersi sostanzialmente in linea con il proprio percorso universitario.

Il progetto per convincere i ragazzi a restare negli atenei calabresi

La filosofia della misura è direttamente collegata al fenomeno che Occhiuto ha richiamato oggi parlando della possibile no tax area fino a 35 anni. Ad aprile, durante la firma del protocollo tra la Regione e le università calabresi, lo stesso presidente aveva indicato il Reddito di Merito come uno strumento per contrastare l’emigrazione giovanile, sottolineando che la scelta di lasciare la Calabria spesso avviene già al momento dell’iscrizione all’università.

Il meccanismo punta quindi ad agire prima che inizi la vera e propria migrazione lavorativa. L’obiettivo è quello di rendere più conveniente frequentare l’Università della Calabria, l’Università Magna Graecia di Catanzaro e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, evitando che studenti con risultati particolarmente elevati scelgano automaticamente atenei del Centro-Nord o dell’estero. Secondo le stime indicate dalla Regione in occasione della presentazione, la platea potenziale dovrebbe interessare circa il 7-8% degli iscritti, proprio perché il programma è costruito attorno a requisiti accademici particolarmente selettivi.

Dall’università al lavoro: la vera sfida della Calabria

Il passaggio successivo è naturalmente quello più complesso: trasformare la permanenza durante gli anni universitari in una permanenza duratura anche dopo la laurea. Ed è qui che la proposta della no tax area fino a 35 anni si collega direttamente al tema dell’occupazione. Trattenere gli studenti negli atenei calabresi può rappresentare soltanto la prima parte della strategia. Per evitare che un laureato resti a Cosenza, Catanzaro o Reggio Calabria durante gli studi per poi trasferirsi immediatamente a Milano, Roma o all’estero dopo aver conseguito il titolo, diventa decisiva la capacità del territorio di creare opportunità professionali adeguate alle competenze acquisite.

La Regione ha affiancato al Reddito di Merito anche altri interventi rivolti al lavoro giovanile, tra cui il programma Lavoro Giovani Calabria, attraverso il quale sono state previste misure per facilitare l’accesso dei giovani al mercato del lavoro e l’attivazione di tirocini extracurriculari. Il nodo, tuttavia, resta strutturale: costruire un mercato del lavoro capace di offrire stipendi competitivi, prospettive di crescita e occupazione qualificata.

Occhiuto mette al centro il sistema retributivo italiano

È proprio questo il cuore dell’intervento di oggi. Il governatore calabrese non ha concentrato la propria riflessione soltanto sul livello della tassazione. Ha infatti messo in discussione anche un modello retributivo che, nella sua lettura, finirebbe troppo spesso per collegare la crescita dello stipendio prevalentemente all’anzianità.  Il principio indicato da Occhiuto è differente: un sistema pubblico e privato nel quale vengano valorizzati maggiormente innovazione, modernità, creatività e capacità individuali. Un modello che, secondo il presidente della Calabria, sarebbe maggiormente assimilabile a quello delle grandi aziende innovative, dove la presenza di lavoratori giovani è considerata un investimento strategico e non semplicemente un costo da sostenere.

Il nodo degli stipendi e il confronto con l’estero

La scelta di molti giovani di trasferirsi fuori dall’Italia non può essere ricondotta a una sola causa. Retribuzioni, opportunità professionali, qualità del lavoro, carriera, servizi, costo della vita, ricerca, possibilità imprenditoriali e stabilità occupazionale concorrono tutti a determinare le decisioni individuali. La proposta di una fiscalità agevolata per gli under 35 punta a intervenire almeno sul reddito disponibile. A parità di stipendio lordo, una riduzione della pressione fiscale comporterebbe infatti un aumento dello stipendio netto percepito dal lavoratore. Ma la sostenibilità e l’efficacia concreta di una simile misura dipenderebbero necessariamente dalla sua struttura, dalle soglie individuate, dalla durata degli incentivi e dalle coperture finanziarie. Sono elementi che, nell’intervento televisivo di Occhiuto, non sono stati ancora definiti.

Una proposta destinata ad aprire il dibattito nazionale

Il tema potrebbe adesso entrare nel confronto politico nazionale. Roberto Occhiuto non è soltanto presidente della Regione Calabria, ma anche vice segretario nazionale di Forza Italia, elemento che attribuisce alla proposta un significato che supera i confini regionali. La no tax area fino a 35 anni pone infatti una questione molto più ampia: quanto costa all’Italia perdere ogni anno giovani formati nelle scuole e nelle università italiane che successivamente utilizzano le proprie competenze in altri Paesi? Ed è esattamente su questo punto che Occhiuto insiste quando afferma che l’Italia, patria del Made in Italy e della creatività, dovrebbe fare di più per trattenere chi quella creatività dovrà svilupparla negli anni futuri.

Dalla Calabria un laboratorio di politiche per i giovani

La Calabria diventa così, nella strategia rivendicata dal governatore, una sorta di laboratorio nel quale sperimentare interventi volti a ridurre l’emigrazione delle nuove generazioni. Il Reddito di Merito rappresenta la misura più evidente: fino a 1.000 euro al mese per gli studenti che raggiungono i risultati accademici più elevati e decidono di continuare a formarsi negli atenei regionali. La Regione ha previsto 15 milioni di euro per la sua attivazione. La proposta avanzata oggi amplia però radicalmente il perimetro del ragionamento.

Non più soltanto aiutare gli studenti a restare durante l’università, ma provare a costruire condizioni fiscali e lavorative che rendano conveniente continuare a vivere e lavorare in Italia anche negli anni immediatamente successivi alla formazione. Una no tax area fino a 35 anni, se mai dovesse essere trasformata da proposta politica a misura concreta, rappresenterebbe dunque un intervento di portata nazionale.

Per capire quale possa essere il suo reale impatto serviranno necessariamente dettagli su redditi coinvolti, costo per lo Stato, durata, beneficiari e modalità di applicazione. Ma Occhiuto ha già indicato la questione che vuole portare al centro del dibattito: se l’Italia vuole fermare la fuga dei giovani, sostiene il governatore, deve diventare un Paese nel quale essere giovani, innovativi e qualificati convenga anche economicamente. Ho distinto chiaramente la proposta politica della no tax area, che non risulta una misura già approvata, dal Reddito di Merito, per il quale ho verificato stanziamento, requisiti e importi sui documenti ufficiali della Regione Calabria.