Riaprire il dossier sulle cosiddette “navi dei veleni”, rendere pubblici gli atti ancora riservati e avviare nuove verifiche sui relitti sospetti. È la richiesta avanzata dal Partito del Sud, che in una nota sollecita il Governo e la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e sui reati ambientali (Commissione Ecomafie) a riaccendere l’attenzione su una vicenda che da decenni riguarda i fondali del Mediterraneo e, in particolare, la Calabria. Il movimento chiede un nuovo percorso di accertamento attraverso gli strumenti tecnologici oggi disponibili, sottolineando la necessità di arrivare a una ricostruzione completa dei fatti e di verificare cosa si trovi realmente nei fondali marini.
Secondo il Partito del Sud, le nuove tecnologie potrebbero consentire oggi controlli più approfonditi rispetto al passato, attraverso sonar e robot subacquei capaci di individuare e analizzare i relitti sospetti. “Il Partito del Sud chiede al Governo ed alla Commissione Ecomafie di riaprire il dossier sulle cosiddette “navi dei veleni”, desecretare gli atti ancora riservati e verificare finalmente i relitti sospetti. Non chiediamo verità di parte, ma piena luce sui fatti. Oggi esistono sonar, robot subacquei e nuove tecnologie: usiamoli per capire cosa c’è realmente sui fondali”. Nel mirino, secondo la nota, ci sono alcuni dei principali casi di affondamenti sospetti che nel corso degli anni hanno alimentato interrogativi e richieste di approfondimento, tra cui Rigel, Jolly Rosso, Michigan, Four Star I e ASO.
I relitti sospetti e il nodo delle verifiche sui fondali
La richiesta del Partito del Sud punta quindi a una nuova fase di indagine che preveda la mappatura dei relitti e la riapertura degli accertamenti tecnici, con l’obiettivo dichiarato di chiarire definitivamente la natura degli affondamenti e le eventuali responsabilità. Il movimento sottolinea come il tema non riguardi soltanto la Calabria, ma interessi l’intero Mediterraneo, chiamando in causa la tutela ambientale e il diritto dei cittadini alla conoscenza dei fatti.
Nella nota viene ricordata anche la figura di Natale De Grazia, il capitano di corvetta della Guardia Costiera e investigatore impegnato nelle indagini sugli affondamenti sospetti, morto nel 1995 mentre svolgeva il proprio lavoro. Per il Partito del Sud, la memoria di De Grazia non deve limitarsi alle commemorazioni, ma deve essere accompagnata dalla ricerca della verità attraverso nuove verifiche e strumenti concreti. “Il Partito del Sud ricorda anche Natale De Grazia, morto nel 1995 mentre indagava sugli affondamenti sospetti: la sua memoria non ha bisogno solo di cerimonie, ma di risposte”.
La richiesta finale del movimento è rivolta alla riapertura delle verifiche, alla pubblicazione degli atti ancora non disponibili e alla costruzione di un quadro completo sugli episodi che hanno segnato il dibattito sulle cosiddette navi dei veleni. “La richiesta è chiara: mappare i relitti, riaprire le verifiche e dire finalmente agli italiani cosa è accaduto. La Calabria non è una discarica e il Mediterraneo non può essere l’archivio dei misteri. Dopo decenni, il tempo dei silenzi è finito!”.

