L’allenatore della Reggina Marco Marchionni ha parlato per la prima volta a stampa e città. Dopo l’annuncio, l’immediata partenza per il ritiro a Cantalupa e poi il ritorno a Reggio Calabria, per la seconda parte di preparazione al Sant’Agata. Oggi il tecnico, insieme al DS Romairone, ha incontrato i giornalisti per parlare di futuro e obiettivi, ma anche per raccontare come sono andate queste prime settimane di ritiro con la squadra.
“E’ un obbligo o un dovere vincere il campionato? E’ un obbligo e un dovere, dopo tre anni di difficoltà credo che questo sia l’anno giusto per fare quello che dobbiamo fare. Parlando con chi è qui da tanti anni sembra che l’aria sia cambiata, è arrivata una proprietà importante e che vuole fare cose importanti” ha esordito. “Il modulo? Al direttore ho trasmesso l’idea di una Reggina non con un unico sistema di gioco. Il girone I è difficile, sappiamo che tutte le avversarie la aspetteranno, che quando giocheranno contro di noi vorranno sempre fare bella figura. Voglio cambiare in base a chi dobbiamo affrontare. Ho parlato con Alma e Guida, possono anche fare le seconde punte e non per forza gli esterni. Anzi, Alma più è vicino alla porta e meglio è”.
“Per far gol si deve attaccare molto la profondità, ho chiesto ai ragazzi poi anche di tirare fuori la propria fantasia, la propria visione di gioco, la propria tecnica. La testa libera può fare la differenza, quindi noi stiamo dando solo delle indicazioni. Contento degli under? Sì, il direttore ha fatto un ottimo lavoro, prendendo gente che ha fatto già campionati importanti. Che attaccanti mi aspetto? Due con caratteristiche diverse possono già completare il reparto offensivo che abbiamo. La società e il direttore sanno già di cosa abbiamo bisogno. Di parole se ne possono fare tante, ma se non ci sono i fatti, il campo, non contano nulla. Io voglio prima fare i fatti”.
“Ho scelto la Reggina intanto per il direttore. La trattativa l’ho fatta con lui, poi ho incontrato il Presidente, che mi ha trasmesso le stesse cose. Vogliono subito raggiungere l’obiettivo, poi il Presidente la Serie D l’ha già fatta, con la Salernitana. In più a me piacciono le sfide. Sono arrivato a Ravenna con -11 dalla prima, loro non credevano di vincere il campionato ma io ho detto che mi piacciono le sfide. Sapere che la Reggina ha avuto delle difficoltà, e sapere di poterli riportare tra i professionisti è una sfida. Da avversario sono venuto e i ricordi in Serie A sono bellissimi, lo stadio era bellissimo. Potenziali avversari e concorrenti per il salto in C nel girone I? La principale avversaria è la Reggina, siamo noi. L’obiettivo è partire subito forte in campionato. L’anno scorso c’è stata una rincorsa dopo una partenza negativa, quest’anno invece vogliamo partire forte da subito”.
Si passa al campo, tra poco la Coppa Italia: “per me è importante, io l’ho vinta a Ravenna e vedere la gioia della squadra non ha prezzo, vincere serve sempre a raggiungere una mentalità vincente. Qualcosa sul mercato si deve ancora fare, ma all’80% la rosa è fatta. Non vedo gruppetti e gelosie, ma una rosa coesa. Avere quegli Over che permette di parlare ai giovani non è scontato. Io ci tengo che i vecchi parlino ai giovani e non li rimproverino”.
“Ho fatto il girone A col Novara, ho fatto quello col Ravenna. Mi hanno spiegato cosa posso trovare nel girone I, ma non credo sia un problema per me farlo per la prima volta. Poi ho una rosa importante”.

