Una lunga intervista tra politica, sentimenti, famiglia e ricordi personali. Nella puntata del 4 agosto di “Storie al bivio di sera”, il programma condotto da Monica Setta su Rai 2, l’onorevole Matilde Siracusano ha ripercorso alcuni dei passaggi più importanti della propria vita, raccontando l’incontro con Roberto Occhiuto, la nascita del figlio Tommaso, il percorso nelle istituzioni, il rapporto con il padre e la battaglia contro il cancro. Il sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento ha parlato anche delle esperienze vissute prima dell’ingresso in politica, dalla partecipazione a Miss Italia all’attività sportiva, fino alla kickboxing, alla televisione e agli studi universitari. Un racconto personale nel quale Siracusano ha rivendicato con forza il proprio percorso professionale, respingendo l’idea che il ruolo ricoperto nel Governo sia legato alla relazione con il presidente della Regione Calabria.
Matilde Siracusano racconta l’incontro con Roberto Occhiuto
Nel corso dell’intervista, Matilde Siracusano ha raccontato come sia nato il rapporto con Roberto Occhiuto, conosciuto negli ambienti parlamentari quando lei era ancora una stagista e lui ricopriva già il ruolo di deputato. “lo conobbi tanti anni fa quando ero stagista, lui era già deputato, prima poca confidenza e dopo poco tempo l’amicizia si è trasformato in amore. avevamo costruito un bel gruppo di colleghi e amici con Jole Santelli, Francesco Cannizzaro e Maurizio D’Ettore. Lui era il nostro riferimento, uscivamo insieme dopo l’aula e pian piano questo rapporto di amicizia si è trasformato in grande amicizia, sostegno, supporto e poi in amore. Il regalo più bello che mi ha fatto Roberto è Tommaso.”
Siracusano ha ricordato il gruppo di amicizie nato in Parlamento insieme a Jole Santelli, Francesco Cannizzaro e Maurizio D’Ettore, spiegando come il rapporto con Occhiuto si sia trasformato progressivamente da amicizia in amore. Al centro della loro vita familiare c’è oggi il figlio Tommaso, indicato dal sottosegretario come il regalo più bello ricevuto dal compagno.
“Il mio ruolo non dipende dalla relazione con Occhiuto”
Uno dei passaggi centrali dell’intervista ha riguardato il modo in cui la figura politica di Siracusano viene spesso associata a quella del governatore calabrese. Il sottosegretario ha affrontato l’argomento con ironia, ma ha anche rivendicato il lavoro svolto prima e dopo l’inizio della relazione con Roberto Occhiuto. “Ultimamente tutte le volte che vengo citata sui giornali vengo citata come sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento e compagna del Governatore Occhiuto infatti ho pensato di farlo mettere come sottopancia quando vado nelle trasmissioni. La cosa che mi infastidisce è che spesso qualcuno in maniera impropria ha pensato che il mio ruolo dipendesse dalla relazione con lui ma in realtà io ero già parlamentare prima di conoscere Roberto quindi credo di aver lavorato tanto e bene e di essermi meritata il ruolo che oggi ricopro che è un ruolo anche complicato perchè gestire i ruoli tra Governo e Parlamento, sembra facile per chi non conosce ma in realtà è veramente un ruolo delicato.”
Siracusano ha quindi sottolineato la complessità del proprio incarico, che richiede un costante lavoro di mediazione tra Governo e Parlamento, oltre a una conoscenza approfondita dei provvedimenti affrontati nelle commissioni e nelle Aule parlamentari. “Molto spesso c’è un confronto molto valido con Roberto perchè è una persona di grande spessore, ha una grandissima esperienza quindi ha saputo anche darmi dei buoni consigli nei momenti giusti. A volte quando qualcuno scrive che io sono sottosegretario perchè compagna di Occhiuto, diventa uno svantaggio ma non ne faccio una malattia.”
La passione per la politica nata in famiglia
La politica ha accompagnato Matilde Siracusano fin dall’infanzia. Nel corso della trasmissione, il sottosegretario ha ricordato l’influenza esercitata dal padre, la formazione universitaria e il successivo ingresso nei gruppi parlamentari dopo un master alla Luiss. “Io sono cresciuta nella politica con papà e a casa mia si mangiava pane e politica. Io ho iniziato dopo la laurea in scienze politiche ho deciso di fare un master alla Luiss che si chiamava “Affari politici italiani”, concluso il master, la Luiss mi mandò ai gruppi parlamentari per uno stage e li iniziai a lavorare e poi rimasi li finchè poi non mi candidarono, papà sarà orgoglioso.”
Il padre, scomparso nel 2019, riuscì ad assistere all’ingresso della figlia in Parlamento. Siracusano ha ricordato anche un episodio legato al suo primo intervento, quando venne rimproverata per avere letto il discorso anziché parlare liberamente. “Papà è scomparso nel 2019 ed è riuscito a godersi l’ingresso in Parlamento e ricordo che la prima volta mi vide leggere, il primo intervento, e me ne disse di tutti i colori quando tornai a casa “devi dire anche due parole ma le devi dire a braccio, non ti voglio mai più vedere leggere” e da quel momento in poi ho sempre parlato a braccio.”
Lo studio e il lavoro da sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento
Nel descrivere il proprio lavoro, Matilde Siracusano ha evidenziato la necessità di studiare continuamente materie differenti. Il ruolo di sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, infatti, comporta la partecipazione ai lavori parlamentari e la possibilità di dover sostituire altri rappresentanti del Governo su provvedimenti molto diversi tra loro. “Molti dicono che sono una secchiona, studio molto anche perchè i rapporti con il Parlamento ti impongono uno studio continuo perchè ti occupi di tutte le materie. Molto spesso ti trovi in commissione in aula a dover rispondere su provvedimenti di ogni materia anche a sostituire i colleghi e devi avere una certa velocità nell’apprendimento di materie che non hai mai approfondito quindi occorre studiare molto.” Il racconto restituisce l’immagine di un’attività istituzionale complessa, fondata sulla preparazione, sulla rapidità di apprendimento e sulla capacità di intervenire su dossier che spaziano tra numerosi settori dell’azione governativa.
Da Miss Italia alla kickboxing, le tante esperienze prima della politica
Prima dell’attività parlamentare, Siracusano ha vissuto esperienze molto diverse tra loro. Ha raccontato di avere lavorato come modella, partecipato a concorsi di bellezza, praticato sport da combattimento, svolto attività di catechista e lavorato nell’azienda di famiglia, continuando contemporaneamente gli studi universitari. “Quando avevo 18 anni facevo la modella, corsi di bellezza, facevo la catechista, facevo kickboxing, lavoravo nell’azienda di mio padre e studiavo all’università per cui dietro ogni ambito c’è un tessuto umano diverso da scoprire e questa è stata la ricchezza della mia vita fare cose diverse e scoprire le persone che ci stanno in ogni ambito.”
Il sottosegretario ha ricordato anche il sogno giovanile di diventare giornalista e le prime esperienze televisive nella sua città, iniziate quando era ancora una bambina. “Da ragazzina sognavo di fare la giornalista, nella mia città ho fatto trasmissioni e servizi per il Tg. A 8 anni lavoravo nella trasmissione di papà che si chiamava il “telefono canterino”. Partecipai allo zecchino d’oro a 10 anni.”
Il ricordo del padre e il rapporto della famiglia con Silvio Berlusconi
Un’altra parte intensa dell’intervista è stata dedicata alla figura del padre e al legame della famiglia con Silvio Berlusconi. Siracusano ha spiegato che il fondatore di Forza Italia era considerato un punto di riferimento politico e personale. “Silvio Berlusconi è stato per noi un mito in famiglia. Papà ha sempre votato Berlusconi e l’ha sempre visto come un esempio assoluto.” Il sottosegretario ha poi ripercorso la vicenda giudiziaria che coinvolse il padre, descrivendola come una ferita ancora aperta e difficile da superare. “Papà è stato una vittima esemplare della giustizia, ha fatto 5 mesi di detenzione ingiustamente su un’inchiesta basata sul nulla anzi su intercettazioni telefoniche e ambientali manomesse.”
Matilde Siracusano e il cancro affrontato due volte
Tra le dichiarazioni più personali e dolorose rilasciate durante la trasmissione, Siracusano ha parlato anche della malattia. Il sottosegretario ha rivelato di avere affrontato per due volte il cancro, spiegando però di essere riuscita ad archiviare quella esperienza, a differenza della vicenda giudiziaria vissuta dal padre. “Sono stata malata di cancro due volte ma l’ho archiviato, la storia di papà invece non sono riuscita ad archiviarla.” Poche parole, pronunciate senza retorica, con le quali Siracusano ha messo a confronto due esperienze profondamente dolorose: la battaglia personale contro la malattia e il senso di ingiustizia rimasto legato alla storia familiare.
La politica nella vita quotidiana con Roberto Occhiuto
La politica occupa uno spazio centrale anche nella vita privata della coppia. Siracusano ha raccontato che con Roberto Occhiuto il confronto sui temi istituzionali è continuo, esprimendo un giudizio molto positivo sul lavoro svolto dal compagno alla guida della Regione Calabria. “A casa con Roberto Occhiuto parliamo sempre di politica, è un bravissimo presidente di Regione e ha rivoluzionato la Regione.” Il sottosegretario ha inoltre ricordato il proprio percorso nelle arti marziali, iniziato a otto anni con il karate e proseguito successivamente con la kickboxing. “Iniziai ad 8 anni a fare Karate e poi feci kickboxing, questi sport hanno un grande pregio, ti insegnano il rispetto e di danno una grande forza.”
La vita con Tommaso tra Roma, Messina e la Calabria
Durante l’intervista c’è stato spazio anche per il racconto della quotidianità familiare. Siracusano ha descritto le giornate insieme al figlio Tommaso, gli spostamenti tra Messina, Roma e la Calabria e la presenza non sempre continua di Occhiuto, impegnato prevalentemente nella sua attività istituzionale in Calabria. “La mia giornata non ha un’agenda fissa, inizia con Tommaso che urla, poi convincerlo ad andare all’asilo, poi si deve scegliere i vestiti, poi la nonna lo accompagna all’asilo. Roberto non c’è sempre, viene un paio di giorni a settimana, è in Calabria, io mi sposto tra Messina, Roma e la Calabria e Tommaso ci segue.” Con una battuta, il sottosegretario ha anche escluso l’ipotesi di un altro figlio, ricordando che Occhiuto ha già due figli grandi. “Roberto ha due figli grandi, penso che il quarto figlio Occhiuto non lo vuole.”
L’annuncio della gravidanza durante l’elezione del Presidente della Repubblica
Siracusano ha raccontato anche il momento in cui comunicò a Roberto Occhiuto di essere incinta. La gravidanza venne scoperta durante le votazioni per l’elezione del Presidente della Repubblica, mentre la prima persona a essere informata fu la collega Patrizia Marrocco, poi diventata madrina di Tommaso. “Stavamo votando per il presidente della Repubblica alla Camera, io lo dissi prima alla mia collega e madrina di mio figlio Patrizia Marrocco. Lo invitai a cena, noi eravamo soliti ordinare uno spritz prima di cena, lui lo ordinò e io lo rifiutai e lui capì subito. La prese molto bene.” La coppia, ha spiegato Siracusano, non è sposata e al momento non avrebbe programmato il matrimonio. “Non ci siamo sposati e al momento non lo abbiamo in progetto. Io sono divorziata da un ragazzo con cui ho un ottimo rapporto però non ne abbiamo mai parlato. Il legame di Tommaso è indelebile.”
La fede cattolica, il divorzio e il sogno di diventare ministro
Nel finale dell’intervista, Matilde Siracusano ha parlato del rapporto con la fede cattolica e della difficoltà personale vissuta rispetto al divorzio, considerato in contrasto con i principi nei quali è cresciuta. “Io sono una cattolica, ho fatto la catechista e per me il fatto di avere divorziato è una trasgressione rispetto ai miei principi cattolici.” Guardando al futuro, il sottosegretario non ha nascosto l’ambizione di poter ricoprire un giorno il ruolo di ministro, pur dichiarandosi pronta anche a cambiare attività professionale e a continuare a seguire, insieme al fratello, le attività avviate dal padre all’estero. “Mi piacerebbe fare il ministro però non mi spaventa cambiare mestiere anche perchè io seguo le attività di papà all’estero con mio fratello”.

