L’invito a Papa Leone: “venga in Calabria per visitare il Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria al mondo”

Il leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli rilancia il progetto calabrese dedicato alle vittime dei naufragi e apprezza le parole del Pontefice su migranti e diritto umanitario: "Una strada da percorrere per abbattere barriere e ingiustizie"

Franco Corbelli rilancia l’appello a Papa Leone affinché visiti Tarsia, in provincia di Cosenza, dove è in costruzione il Cimitero internazionale dei Migranti, un’opera simbolica dedicata alle vittime dei naufragi nel Mediterraneo. Il leader del Movimento Diritti Civili ha espresso il proprio apprezzamento per le parole del Pontefice sui migranti, sul valore della persona e sul rispetto del diritto umanitario, indicando proprio questi principi come la strada da seguire per l’Europa. “Condivide e apprezza le parole di Papa Leone sui migranti, sulle persone che vengono prima dei confini e sul diritto umanitario che non deve essere disatteso e considera questa la strada, l’unica, da percorrere e l’obiettivo da perseguire da parte dei vari Paesi dell’Ue per abbattere barriere, muri e cancellare ingiustizie e disumanità“, ha affermato Corbelli in un intervento su L’Altravoce/Il Quotidiano del Sud.

Corbelli ha ricordato come le parole di Papa Leone, pronunciate durante il Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, si inseriscano nel solco della recente visita del Pontefice a Lampedusa, luogo simbolo della tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo. “Le parole di Papa Leone, sabato al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, fanno seguito alla recente visita dello stesso Pontefice all’isola di Lampedusa, dove aveva denunciato la tragedia epocale del popolo dei migranti e chiamato l’Europa alle sue pesanti responsabilità“, ha ricordato il presidente del Movimento Diritti Civili.

Proprio in occasione della visita a Lampedusa, Corbelli aveva rivolto un invito al Pontefice affinché, dopo l’isola siciliana, potesse raggiungere anche Tarsia per conoscere da vicino il progetto del Cimitero internazionale dei Migranti, pensato per restituire dignità e memoria alle persone morte durante le traversate del Mediterraneo. “Perché dopo Lampedusa venga anche a Tarsia, a visitare il costruendo Cimitero internazionale dei Migranti, la più grande opera umanitaria al mondo legata alla tragedia dell’immigrazione, che darà dignità alla morte di tutte quelle povere, sfortunate persone (uomini, donne e bambini) che perdono la vita nei tragici naufragi, mentre fuggendo da guerre, persecuzioni, carestie cercano una vita migliore, più dignitosa“, è l’appello lanciato da Corbelli.

Il memoriale di Tarsia dedicato ad Alan Kurdi

Secondo Corbelli, il progetto calabrese rappresenta un luogo di memoria universale, destinato a custodire il ricordo di chi ha perso la vita durante i viaggi della speranza. Il Cimitero internazionale dei Migranti sarà intitolato ad Alan Kurdi, il bambino siriano morto nel 2015 insieme al fratellino Galip e alla madre Rehana sulla spiaggia turca di Bodrum. “Papa Leone continuando sulla scia di quanto fatto dal suo grande predecessore, Francesco, continua, con le sue gesta e le sue parole, a fare cose bellissime, di straordinario valore umanitario, mandando messaggi al mondo intero e richiamando l’Ue a fare di tutto per scongiurare queste tragedie“, ha dichiarato Corbelli. Il leader del Movimento Diritti Civili ha inoltre ricordato il momento in cui il Pontefice, durante la visita a Lampedusa, ha pregato e deposto una corona di fiori nello spazio dedicato ad alcuni migranti senza nome, tra cui bambini, morti nelle drammatiche traversate del mare siciliano.

Il progetto di Tarsia sorgerà su un’area di circa 30mila metri quadrati, una vera e propria Collina della Pace immersa tra ulivi secolari, davanti al lago e al vecchio camposanto comunale, in parte ebraico, e vicino all’ex Campo di Concentramento fascista di Ferramonti di Tarsia, il più grande d’Italia. Corbelli sottolinea il forte valore simbolico del luogo, ricordando come Ferramonti sia stato un luogo di prigionia durante la Seconda guerra mondiale, ma anche di solidarietà e umanità, dove nessuno degli oltre 3mila internati subì violenze.

Proprio per questo da me scelto come luogo ideale e fortemente simbolico, per la realizzazione grande opera monumentale, che cancellerà per sempre la disumanità di quei poveri corpi di migranti che continuano ad essere seppelliti in tanti piccoli cimiteri, quasi tutti siciliani e calabresi, senza un nome, con un semplice numerino che di fatto ne cancellano così ogni ricordo e riferimento per i loro familiari dei lontani Paesi del mondo che non sapranno mai dove andare un giorno a cercarli per portare un fiore e dire una preghiera“, ha spiegato.

Il Cimitero internazionale dei Migranti è stato finanziato dalla Regione Calabria, inizialmente durante la presidenza di Mario Oliverio e successivamente con l’attuale governatore Roberto Occhiuto, e viene realizzato dal Comune di Tarsia guidato dal sindaco Roberto Ameruso. I lavori erano iniziati alla fine del 2018, dopo cinque anni di appelli e battaglie, ma si erano fermati nel febbraio 2020 a causa della pandemia e dell’esaurimento del primo finanziamento. Dopo una nuova fase di mobilitazione, grazie a un ulteriore contributo regionale, gli interventi sono ripartiti nell’ottobre dello scorso anno. “Lavori che adesso spero saranno al più presto ultimati“, ha concluso Corbelli, rilanciando l’auspicio che il progetto possa presto diventare realtà e trasformarsi in un punto di riferimento internazionale per la memoria delle vittime delle migrazioni.