Legge regionale sul fine vita, Cappato in Calabria lancia la raccolta firme

L’attivista dell’Associazione Luca Coscioni interviene al Festival del Lamento di Soveria Mannelli: obiettivo 5.000 firme per chiedere alla Regione tempi e modalità certe per l’aiuto alla morte volontaria

Una raccolta firme per portare in Consiglio regionale della Calabria una proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita. È l’iniziativa rilanciata da Marco Cappato, attivista e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, intervenuto a Soveria Mannelli, in provincia di Catanzaro, durante la quarta edizione del Festival del Lamento. Al centro della proposta c’è la legge regionale “Liberi Subito”, pensata per definire tempi e modalità certe per le persone che, in condizioni di sofferenza irreversibile e insopportabile, chiedono di essere aiutate a morire. L’obiettivo dichiarato è raggiungere le 5.000 firme necessarie per sottoporre formalmente il testo al presidente della Regione, Roberto Occhiuto, e al Consiglio regionale.

Fine vita in Calabria, la proposta “Liberi Subito”

Il tema affrontato da Cappato riguarda il rispetto delle scelte personali nelle fasi finali della vita. L’attivista ha sottolineato come il dibattito pubblico spesso si fermi alla denuncia delle difficoltà, senza tradursi in strumenti concreti di partecipazione. “Ci si lamenta, giustamente, che troppo spesso le scelte delle persone che soffrono non vengono rispettate alla fine della loro vita. Lamentarsi però non basta. Noi vogliamo reagire, attivando gli strumenti della partecipazione popolare, con la raccolta firme su una legge di iniziativa popolare regionale dell’Associazione Luca Coscioni ‘Liberi Subito’, per dare tempi e modalità certe in Calabria alle persone che chiedono di essere aiutate a morire perché arrivano in una condizione di sofferenza irreversibile e insopportabile”.

Marco Cappato al Festival del Lamento di Soveria Mannelli

Le dichiarazioni sono state rese a margine dell’intervento di Cappato al Festival del Lamento, rassegna culturale giunta alla quarta edizione e organizzata dall’associazione di promozione sociale Deda. La presenza dell’attivista ha portato al centro del festival un tema di forte rilievo civile e politico, legato alla libertà di scelta, alla sofferenza e al ruolo delle istituzioni regionali. Il contesto della manifestazione ha offerto lo spazio per collegare il tema del lamento alla necessità di trasformare il disagio e la denuncia in partecipazione democratica concreta.

Il diritto a non subire una sofferenza insopportabile

Cappato ha insistito sul principio secondo cui chi si trova in una condizione irreversibile e non più tollerabile non dovrebbe essere costretto a subire una sofferenza contro la propria volontà. “Credo – ha proseguito – che queste persone abbiano il diritto di non dover subire una tortura insopportabile contro la propria volontà. Quindi vogliamo attivare, con la presenza qui al festival, con la raccolta firme e con il mio intervento, i diritti di partecipazione democratica a difesa della scelta delle persone che soffrono. Spero che presto raggiungeremo le 5.000 firme necessarie per chiedere poi al presidente Occhiuto, e a tutte le consigliere e consiglieri regionali della Calabria, di approvare questa legge di civiltà”.

L’obiettivo delle 5.000 firme

La campagna “Liberi Subito” mira a raccogliere 5.000 firme, soglia indicata da Cappato come necessaria per presentare la proposta di legge di iniziativa popolare. Una volta raggiunto il numero richiesto, il testo potrà essere sottoposto all’attenzione del presidente Roberto Occhiuto e dei consiglieri regionali della Calabria. La mobilitazione punta a trasformare il sostegno pubblico alla proposta in un atto formale, capace di aprire un confronto istituzionale sul fine vita all’interno dell’assemblea regionale.

Partecipazione popolare e diritti civili

Il cuore dell’iniziativa è il ricorso agli strumenti della partecipazione popolare. Cappato ha presentato la raccolta firme come una risposta concreta alla sensazione che le scelte delle persone malate non vengano sempre rispettate. In questa prospettiva, il coinvolgimento diretto dei cittadini diventa parte essenziale della battaglia politica. Non soltanto una campagna di sensibilizzazione, ma un percorso volto a introdurre un testo di legge nel dibattito regionale. L’obiettivo è creare regole chiare, tempi definiti e modalità certe per affrontare richieste che riguardano situazioni di estrema sofferenza.

La richiesta alla Regione Calabria

La proposta chiama direttamente in causa la Regione Calabria, il presidente Roberto Occhiuto e l’intero Consiglio regionale. Cappato auspica che la legge venga esaminata e approvata come una “legge di civiltà”, capace di riconoscere e tutelare la volontà delle persone che affrontano condizioni irreversibili. Il confronto politico, qualora la raccolta raggiunga il traguardo previsto, si concentrerà quindi sulla capacità della Regione di definire procedure e tempi certi per dare risposta alle richieste.

Fine vita, il nodo dei tempi e delle modalità

Uno degli aspetti centrali della proposta “Liberi Subito” riguarda proprio la certezza delle procedure. Secondo quanto dichiarato da Cappato, le persone che si trovano in condizioni di sofferenza irreversibile e insopportabile devono poter contare su un percorso definito, senza essere lasciate in una situazione di attesa o di incertezza. La proposta regionale mira quindi a disciplinare le modalità con cui tali richieste vengono valutate e i tempi entro cui le istituzioni sanitarie e amministrative devono pronunciarsi.

Soveria Mannelli al centro del dibattito sul fine vita

L’intervento al Festival del Lamento ha trasformato Soveria Mannelli in uno dei luoghi del confronto sul fine vita in Calabria. L’evento ha permesso di rilanciare pubblicamente la raccolta firme e di collegare la battaglia dell’Associazione Luca Coscioni alla partecipazione dei cittadini calabresi. La manifestazione organizzata da Deda si è così intrecciata con una campagna politica e civile destinata a proseguire sul territorio regionale.