Lamezia, ora è caos davvero dopo le minacce del Sindaco: revocato l’incarico all’Assessore di Futuro Nazionale. E il CentroDestra difende Murone

Mario Murone ritira le deleghe a Donatella Amicarelli dopo lo scontro politico esploso con Futuro nazionale. La frattura è diventata "insanabile". Forza Italia, Fratelli d'Italia, Lega e Noi Moderati fanno quadrato attorno al primo cittadino: "La maggioranza resta salda"

Dalle parole ai fatti. Il sindaco di Lamezia Terme, Mario Murone, ha revocato la delega assessorile a Donatella Amicarelli, esponente di Futuro nazionale e rappresentante dell’area politica riconducibile a Roberto Vannacci all’interno della Giunta di centrodestra che amministra la città. È questo il passaggio più concreto e politicamente rilevante di una crisi che negli ultimi giorni ha investito la maggioranza lametina e che si inserisce in uno scontro più ampio maturato nel centrodestra calabrese.

Murone aveva anticipato la propria posizione e adesso l’ha tradotta in un provvedimento amministrativo: Amicarelli, nominata alla fine di marzo, non è più assessore. Le deleghe che le erano state assegnate riguardavano Ambiente, parchi, agricoltura, riqualificazione delle periferie, manutenzione ordinaria e randagismo. Per il momento torneranno direttamente nelle mani del sindaco, in attesa della nomina di un nuovo componente della Giunta o di ulteriori determinazioni.

Lamezia, Murone revoca le deleghe ad Amicarelli

Il provvedimento dà seguito alle posizioni espresse dal primo cittadino dopo l’esplosione del caso Futuro nazionale. Murone aveva manifestato le proprie “convinzioni politiche e morali di allontanare dalla maggioranza chi in questo momento è portatore di idee lontane dai principi di solidarietà e del rispetto dei diritti e dei principi fondamentali della persona”. Una presa di posizione molto netta che adesso produce la sua prima conseguenza diretta sull’assetto dell’esecutivo comunale.

Nel decreto di revoca viene ricostruita anche la motivazione politica alla base della decisione. Si legge che si è “preso atto delle diverse manifestazioni riportate dagli organi di stampa e dai social da parte del gruppo Futuro nazionale che esprime una irreversibile rottura da parte del medesimo gruppo con il Governo nazionale; che il programma presentato da Futuro nazionale risulta inconciliabile con l’azione di governo del centrodestra e con i valori che animano la coalizione a sostegno dell’attuale sindaco del Comune di Lamezia Terme e che tale contrasto è diventato insanabile”.

Non si tratta quindi di una semplice redistribuzione delle deleghe o di un ordinario rimpasto amministrativo. Il decreto certifica una rottura politica con Futuro nazionale, indicando espressamente come inconciliabile il programma del movimento con l’azione della coalizione che sostiene Murone.

La conseguenza immediata è che tutte le competenze fino a questo momento affidate ad Amicarelli vengono riassorbite dal primo cittadino. Il decreto stabilisce “che fino alla nomina di nuovo assessore e comunque in attesa di ulteriore decisione, da disporsi con separato atto, le attività politico-amministrative inerenti le deleghe sopra descritte faranno capo al sindaco”. Murone assume quindi direttamente la gestione politica delle deleghe in attesa di decidere come completare nuovamente la squadra di governo. Ma è soprattutto sul piano politico che la revoca pesa: Futuro nazionale perde la propria rappresentante nella Giunta di Lamezia Terme e la contrapposizione che fino a poche ore prima si consumava soprattutto attraverso dichiarazioni e prese di posizione diventa adesso una modifica concreta dell’esecutivo.

Da Giannetta alle suppletive di Reggio Calabria: come è esploso il caso

La crisi lametina non nasce isolatamente, ma si colloca nel terremoto politico provocato dalle ultime vicende di Futuro nazionale in Calabria. Uno dei passaggi che hanno fatto precipitare i rapporti è stato l’approdo dell’ex esponente di Forza Italia Domenico Giannetta nel partito di Roberto Vannacci in vista delle elezioni suppletive di Reggio Calabria. Una scelta che ha aperto uno scontro con il centrodestra e ha prodotto conseguenze anche sugli equilibri politici di Lamezia.

La dura presa di posizione di Murone aveva creato un vero e proprio caos politico. Il sindaco aveva messo in discussione la permanenza nella maggioranza qualora non fosse stata chiarita la compatibilità politica con Futuro nazionale, mentre i rappresentanti del movimento di Vannacci erano rimasti sulle proprie posizioni. La situazione ha così trasformato una questione nata nel quadro delle suppletive reggine in un caso capace di incidere direttamente sulla composizione e sulla tenuta della maggioranza comunale lametina.

La revoca dell’incarico ad Amicarelli segna adesso un punto di svolta. Murone non si è limitato alla minaccia politica, ma ha scelto di far seguire i fatti alle parole, estromettendo dalla propria Giunta l’esponente di Futuro nazionale. A questo va anche aggiunta quella legata ai valori: al Sindaco non sono piaciuti i punti presentati nella seconda parte del programma del partito, molto discussi a livello nazionale.

Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati con Murone

Contestualmente alla revoca è arrivato il sostegno dei gruppi politici che compongono il resto della maggioranza. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati si sono schierati apertamente al fianco del sindaco, prendendo posizione anche nei confronti dei consiglieri Cristiano e Villella e dell’ormai ex assessora Amicarelli. “Prendiamo atto con chiarezza – affermano – della scelta dei consiglieri Cristiano e Villella e dell’assessore Amicarelli di aderire al progetto politico di Futuro nazionale assumendosi una precisa responsabilità politica nei confronti degli elettori che non hanno sostenuto i principi ed i valori di tale movimento e che non trovano in questi valori le linee guida dell’amministrazione Murone.

Concordiamo pienamente con il sindaco che ha ritenuto che tali principi non possono essere negoziati e che ha deciso di revocare la nomina dell’assessore Amicarelli in quanto espressione politica di Futuro nazionale”. Il sostegno dei quattro partiti assume particolare importanza perché arriva nel momento in cui lo scontro rischiava di trasformarsi in un problema per la stabilità della maggioranza. Il messaggio politico è invece quello di una coalizione che, al netto della frattura con Futuro nazionale, intende proseguire l’esperienza amministrativa con Murone.

Il centrodestra: “Non permetteremo a nessuno di minacciare o intimidire l’amministrazione”

La nota congiunta utilizza toni altrettanto netti nel ribadire il sostegno all’amministrazione. “I gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati – è scritto in una nota – non permetteranno a nessuno di minacciare o intimidire l’amministrazione Murone e difenderanno i principi fondamentali del centrodestra italiano. La maggioranza resta salda e determinata a proseguire il percorso intrapreso, mettendo al centro esclusivamente l’interesse della città e il rispetto del programma elettorale. Non saranno le scelte di chi decide di prendere le distanze dalla coalizione a rallentare o condizionare l’attività amministrativa”.

Parole con cui i gruppi di maggioranza cercano dunque di chiudere qualsiasi interrogativo immediato sulla tenuta dell’amministrazione. La linea è quella di isolare politicamente la frattura con Futuro nazionale senza consentire che questa si trasformi in una crisi dell’intera coalizione.

La maggioranza fa quadrato: “Sostegno pieno, leale e senza condizioni”

Il documento si conclude con un’investitura politica particolarmente forte nei confronti di Murone. “Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati – concludeono i capigruppo – continueranno a garantire al sindaco Murone un sostegno pieno, leale e senza condizioni, nella convinzione che la stabilità politica rappresenti oggi un valore fondamentale per dare risposte concrete ai cittadini. La maggioranza c’è è compatta e continuerà ad amministrare con il sindaco Mario Murone nell’esclusivo interesse di Lamezia Terme”.

Il quadro politico di Lamezia Terme entra così in una fase nuova. Da una parte c’è la rottura ormai formalizzata tra Murone e Futuro nazionale, culminata nella revoca dell’assessora Amicarelli; dall’altra c’è il ricompattamento di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati attorno al sindaco. Resta il peso politico dei consiglieri di Futuro nazionale, che non hanno arretrato rispetto alle proprie posizioni, ma il primo cittadino ha compiuto la scelta che aveva preannunciato: il rappresentante del movimento di Vannacci non fa più parte della sua Giunta.