Realizzare in Calabria “una scuola dell’imprenditorialità”, itinerante, in alcuni dei borghi più rappresentativi della regione. E’ la proposta che le tre università calabresi porteranno in Europa per dare concretezza al progetto del “Right to stay”, il diritto di restare, di cui è promotore il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto. Ad annunciarla è stato il rettore dell’Università della Calabria Gianluigi Greco, che assieme ai colleghi degli atenei di Reggio Calabria e Catanzaro ha partecipato al talk serale nell’ambito della summer school dell’associazione L’orodicalabria, a Pizzo. E’ stata proprio l’associazione a dare impulso all’iniziativa che ora si va delineando in un progetto da mettere nero su bianco.
“Dobbiamo far credere ai nostri ragazzi – ha spiegato Greco – che esiste una possibilità di futuro creato da loro. E’ essenziale mettere a sistema le strutture che già ci sono nelle università calabresi, creare scuole, academy che portino avanti l’idea imprenditoriale, la capacità di fare business, di mettersi in collegamento con gli investitori, anche internazionali.. Oggi nella nostra regione c’è la maturità perchè questi modelli crescano. All’Europa chiediamo gli strumenti perchè gli atenei possano lavorare insieme. Il 100% dei nostri laureati trova lavoro, anzi ogni giorno respingo richieste di aziende… L’inversione di tendenza c’è, la classe dirigente che formiamo deve essere in grado di usare gli strumenti del futuro”, ovvero quell’intelligenza artificiale di cui il rettore di Arcavacata è uno dei massimi esperti in Italia”.
“Abbiamo talenti umani e naturali, non disperdiamoli – ha fatto eco il rettore dell’università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Zimbalatti – la Calabria cresce, c’è un’importante inversione di tendenza. A noi spetta il compito di offrire ai nostri laureati il coraggio di fare impresa”. “Tra i giovani – ha spiegato Stefano Alcaro dell’Università Magna Grecia di Catanzaro – c’è entusiasmo, anche chi ha studiato altrove vuole rientrare in Calabria. Vogliamo dare loro la possibilità di formarsi e di lavorare in questa regione”, per esempio puntando sulle professioni in ambito medico e farmaceutico. “Un sistema universitario valido è il lievito che fa crescere la popolazione – ha osservato l’ex rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio, che oggi presiede la Fondazione dell’ateneo romano – La sfida è diventare un polo di attrazione”. Da lui un appello ai giovani che vogliono fare impresa: “Credeteci, seguite le vostre intuizioni. Le più grandi innovazioni sono venute anche da dilettanti”.
A puntare sulla formazione per i giovani del Sud è anche la Luiss: “Il Mezzogiorno, per il quarto anno consecutivo, è cresciuto più del resto d’Italia. Oggi offre grandi opportunità anche grazie alla sua posizione geografica – ha detto Gaetano Quagliariello, responsabile della Luiss School of Management – Al Sud, e in Calabria in particolare, si deve fare qualcosa di nuovo. I giovani devono studiare bene le occasioni che questo contesto offre. Noi abbiamo scelto di puntare sulla formazione della classe dirigente del Mezzogiorno creando un master ad hoc”.
Stasera spazio alle testimonianze di chi ha già costruito la propria impresa: “Semi di Calabria, le storie di chi ha scelto di restare” è il titolo del dibattito, alle 21 alla Casa della Cultura di Pizzo, al quale parteciperanno Mario Vitale, di Nextalia investment management, e Giuseppe Stigliano, docente di Marketing. L’Orodicalabria premierà l’esperienza di Biofarm: partendo dall’agrumeto di famiglia, Osvaldo De Falco ha realizzato una piattaforma nazionale con più di 100 aziende partner in tutta Italia, oltre 100mila alberi adottati e 60mila utenti, più di 3 milioni di euro i ricavi per i piccoli agricoltori della rete. Domani, alle 21 al Castello di Pizzo, la chiusura con i ragazzi della summer school che presenteranno i loro progetti d’impresa. Il comitato scientifico de L’orodicalabria sceglierà i vincitori dell’edizione 2026: 4 le borse di studio per un periodo di alta formazione all’estero, sul modello dell’esperienza in Silicon Valley dell’edizione passata, e altrettante per un corso di business public speaking”.
