Feste dei Minatori in Calabria: grande partecipazione tra memoria, sicurezza e infrastrutture

Si è conclusa con un bilancio definito straordinariamente positivo la due giorni promossa da Fillea Cgil nazionale e Fillea Cgil Calabria tra Serricella di Acri e Pagliarelle. A 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, al centro degli incontri il ricordo delle vittime del lavoro, la dignità dei minatori, la sicurezza nei cantieri e il futuro delle infrastrutture calabresi, compreso il riammodernamento della Statale 106 tra Catanzaro e Crotone

Grande partecipazione di pubblico per la due giorni calabrese delle “Feste dei Minatori”, che si è svolta il 13 agosto a Serricella di Acri e il 16 agosto a Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro. Le manifestazioni, promosse e organizzate dalla Fillea Cgil nazionale e dalla Fillea Cgil Calabria, hanno trasformato due luoghi simbolo dell’emigrazione e del lavoro minerario in spazi di memoria, confronto e rivendicazione sociale.

A 70 anni dalla tragedia di Marcinelle, le due giornate sono state dedicate ai tanti padri di famiglia vittime di “operaicidio” e ai temi del lavoro, delle infrastrutture, della salute e della sicurezza. L’obiettivo dichiarato è stato quello di ricordare chi ha lavorato nelle viscere della terra, onorare il sacrificio di intere generazioni e riaffermare il valore del lavoro, della sicurezza, della dignità e della libertà. L’iniziativa ha affiancato alla valorizzazione delle radici storiche momenti di dibattito su questioni di stretta attualità, con tavole rotonde e approfondimenti che hanno coinvolto rappresentanti istituzionali, sindacali e del mondo delle infrastrutture.

A Serricella di Acri il confronto su lavoro, infrastrutture, salute e sicurezza

A Serricella di Acri il dibattito ha avuto come tema “Lavoro Infrastruttura Salute e Sicurezza”. Il confronto, moderato dalla giornalista Elvira Sangineto, ha visto la partecipazione del segretario generale nazionale della Fillea Cgil Antonio Di Franco, del segretario generale della Fillea Calabria Simone Celebre, di Salvatore Guido, vicepresidente dell’associazione Minatori “La Mucone”, del presidente di Ance Calabria Roberto Rugna, di Luigi Mupo, capo compartimento Anas Calabria, del presidente della Provincia di Cosenza Biagio Faragalli e del segretario generale della Cgil Calabria Gianfranco Trotta.

La giornata ha posto al centro il rapporto tra sviluppo infrastrutturale e tutela del lavoro, con particolare attenzione alla sicurezza e alla dignità di chi opera nei cantieri e nei lavori sotterranei. Un tema che, nel contesto delle Feste dei Minatori, si intreccia direttamente con la memoria di generazioni di lavoratori costrette all’emigrazione e impiegate nei lavori più duri e rischiosi.

A Pagliarelle il libro “Operaicidio” e il progetto per la Statale 106

A Pagliarelle la manifestazione si è aperta con la presentazione del libro “Operaicidio” di Bruno Giordano e Marco Patucchi. All’incontro hanno partecipato, oltre ai due autori, il segretario generale nazionale della Fillea Cgil Antonio Di Franco, il segretario generale della Fillea Calabria Simone Celebre, Luigi Veraldi, segretario della Cgil Calabria, e Maria Carmela Ierardi e Giuseppe Cucé, rispettivamente figlia di Carmine Ierardi e fratello di Salvatore Cucé, entrambi vittime di “operaicidio”.

Successivamente è stato presentato il progetto di riammodernamento del tratto Catanzaro-Crotone della Statale 106 Jonica. Del futuro dell’arteria hanno discusso, in un confronto moderato da Angela De Lorenzo, Biagio Marra, rappresentante di Anas Calabria, Antonio Ammirati, presidente della Provincia di Crotone, il consigliere regionale Enzo Bruno e il segretario generale della Fillea Cgil Calabria Simone Celebre.

Di Franco: “I minatori contribuiscono al progresso e allo sviluppo del nostro Paese”

Il segretario generale della Fillea nazionale Antonio Di Franco ha sottolineato il valore delle manifestazioni nel settantesimo anniversario della tragedia di Marcinelle. “Le Feste dei Minatori non rappresentano soltanto un doveroso omaggio alla memoria di chi ha sacrificato salute e vita nel lavoro sotterraneo, ma costituiscono un momento fondamentale per riaffermare la centralità della tutela del lavoro. Oggi, hanno un valore particolare perché ricorrono i 70 anni della strage di Marcinelle”.

Di Franco ha poi richiamato l’attenzione sulla condizione attuale dei minatori e sulla scarsa conoscenza che spesso circonda il loro lavoro. “Chi sono i minatori? Molti pensano che i minatori sono quasi personaggi mitologici o che non esistono più. Sono lavoratori che migrano per lavorare, lavorano in tutta Italia, in tutta Europa e in tutto il mondo. Scavano gallerie, cunicoli, tunnel, metropolitane, ferrovie, autostrade; contribuiscono al progresso e allo sviluppo del nostro Paese. Non hanno nessun riconoscimento. Ripeto, molti non li conoscono. Noi in queste feste cerchiamo di mettere al centro la loro vita, la loro dignità, invocando provvedimenti per loro. Noi riteniamo soprattutto che vada garantito un impegno anche ai tanti familiari delle vittime di lavoro, anche minatori, che hanno perso la vita per contribuire allo sviluppo di questo Paese e che lo Stato non riesce a garantire nemmeno nel gratuito patrocinio, indipendentemente dal reddito. Si trovano a combattere spesso contro grandi colossi ad armi impari e noi pensiamo che questo non sia giusto”.

Celebre: “La Calabria non deve più essere terra di emigrazione forzata”

Il segretario generale della Fillea Cgil Calabria, Simone Celebre, ha evidenziato soprattutto la risposta delle comunità coinvolte e il valore dei momenti di confronto costruiti nelle due giornate. “La risposta straordinaria in termini di presenze a Serricella di Acri e a Pagliarelle dimostra quanto queste comunità sentano viva l’eredità dei nostri minatori. Abbiamo promosso momenti di confronto alti, rigorosi e propositivi con le istituzioni e le parti sociali. La Calabria non deve più essere terra di emigrazione forzata, ma luogo in cui il lavoro edile e le opere pubbliche diventino sinonimo di sviluppo sostenibile, legalità e dignità”.

Le Feste dei Minatori si chiudono così con un bilancio positivo e con un messaggio che lega memoria e futuro: ricordare il sacrificio di chi ha lavorato nelle miniere e nei cantieri più difficili significa anche riportare al centro dell’agenda pubblica la sicurezza sul lavoro, i diritti delle famiglie delle vittime, la qualità dell’occupazione e il ruolo che le grandi opere infrastrutturali possono avere nello sviluppo della Calabria.