“Il carcere non può essere un mero luogo di custodia privo di prospettive, ma deve trasformarsi nell’occasione concreta per una seconda possibilità. Con la legge approvata in via definitiva alla Camera dei Deputati, lo Stato compie un fondamentale passaggio di civiltà, scegliendo di affiancare alla risposta sanzionatoria un percorso terapeutico strutturato per i detenuti tossicodipendenti. Come Assessorato al Welfare e alle Dipendenze della Regione Calabria non ci faremo trovare impreparati: siamo pronti a fare da ponte tra gli istituti penitenziari e la nostra rete di accoglienza per restituire dignità e futuro a chi sceglie di affrancarsi dalla schiavitù della droga attraverso una misura alternativa seria e controllata”. È la linea tracciata dall’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, a margine dell’incontro operativo svolto con il direttivo del CREA Calabria, l’associazione che rappresenta le comunità terapeutiche accreditate e operanti con il Servizio sanitario regionale.
Al centro del confronto, la definizione delle linee guida per dare immediata attuazione sul territorio alla nuova legge nazionale che innalza fino a 8 anni il limite della pena residua per accedere alla detenzione domiciliare e all’affidamento in prova presso le comunità terapeutiche.
Una misura di profonda umanizzazione dell’esecuzione penale, che incide positivamente sul sovraffollamento carcerario e prevenzione della recidiva, inserendosi nel solco dell’indirizzo promosso dal Governo nazionale e dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Nel corso della riunione, i rappresentanti del CREA hanno confermato all’assessore la piena ricettività della rete regionale, offrendo la disponibilità dei posti accreditati e attualmente liberi nelle comunità per destinarli all’esecuzione penale esterna e all’avvio dei progetti di reinserimento sociale.
Da parte dell’assessorato al Welfare è arrivato l’impegno a velocizzare la macchina organizzativa. La Regione Calabria solleciterà infatti le Aziende sanitarie provinciali a favorire l’impiego di ogni posto disponibile nelle strutture e a collaborare con la Magistratura di Sorveglianza e gli Uffici dell’Esecuzione Penale Esterna (UEPE) per definire protocolli fluidi e continuativi. Contestualmente, la pianificazione regionale prevederà l’intensificazione delle attività degli operatori dei SerD all’interno degli istituti di pena, passaggio cruciale per accelerare le valutazioni e la presa in carico dei detenuti.
“Quando una persona si trova in carcere ed è schiava delle dipendenze – conclude l’assessore Pasqualina Straface – la risposta delle Istituzioni non può e non deve fermarsi alla sola custodia. La nostra Costituzione ci ricorda che la pena deve sempre tendere alla rieducazione e al reinserimento sociale: curare una persona, responsabilizzarla ed offrirle uno strumento per sradicare la dipendenza significa dare piena sostanza a questo principio e, al contempo, garantire maggiore sicurezza alla collettività. Ringrazio la rete del CREA per la sensibilità e lo straordinario spirito di collaborazione dimostrato: la Calabria è pronta a raccogliere questa sfida di civiltà, mettendo al centro la dignità, la tutela della salute e il diritto fondamentale di ogni persona a poter scegliere un nuovo inizio”.
