Reggio Calabria dispone di appena 6,1 alberi ogni 100 abitanti, un dato nettamente inferiore alla media nazionale, compresa tra 17 e 18. È da questo divario che parte la nuova presa di posizione del movimento civico La Strada, che chiede all’Amministrazione comunale di trasformare la tutela del verde pubblico in una vera politica strategica, capace di proteggere gli alberi esistenti e aumentare la copertura arborea nei quartieri più esposti al caldo e alla cementificazione. A intervenire è Pino Vitetta, che rivendica l’impegno portato avanti dal gruppo sul verde urbano, considerato non un semplice elemento decorativo, ma un’infrastruttura essenziale per la salute, la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini.
“Il verde pubblico, al pari di strade ed edifici, è un vero e proprio patrimonio a disposizione dei cittadini, un patrimonio che eroga servizi legati alla funzionalità ecologica, alla biodiversità e alla resilienza naturale del territorio urbano.
Tra i principali benefici ecosistemici si possono annoverare: salvaguardia della biodiversità attraverso la formazione di corridoi ecologici per flora e fauna all’interno della matrice urbana; difesa idraulica del territorio e miglioramento delle acque ottenuti attraverso la riduzione del ruscellamento superficiale e dell’impermeabilizzazione del suolo”.
Secondo La Strada, la presenza di alberi e aree verdi assume un’importanza ancora maggiore nel contesto delle sempre più frequenti ondate di calore e degli effetti prodotti dal cambiamento climatico nelle città. “Il verde urbano contribuisce in maniera significativa a mitigare gli effetti del cambiamento climatico attraverso l’assorbimento della CO2, e grazie all’ombreggiamento e all’evapotraspirazione delle piante contribuisce ad attenuare le temperature e le isole di calore. Apprezzabili sono inoltre i benefici di carattere sociale che derivano dalla disponibilità di spazi a verde nei contesti urbani in cui si vive quotidianamente. Questi spazi verdi di prossimità aumentano la qualità della vita in quanto favoriscono la socializzazione e incrementano la sicurezza urbana.
Per dette ragioni il verde urbano è destinato a svolgere un ruolo significativo nella qualità di vita della città e l’impegno pubblico non può limitarsi alla manutenzione intesa come applicazione di protocolli e competenze tecniche. Un patrimonio così importante e prezioso merita cura ovvero attenzione costante e senso di responsabilità etica”.
A Reggio Calabria 12.065 alberi, ma il dato resta sotto la media nazionale
Il movimento richiama i dati diffusi dal Comune nel 2024. Sul territorio di Reggio Calabria risultano presenti complessivamente 12.065 alberi: 7.700 si trovano lungo strade e piazze, mentre 4.365 sono collocati nei giardini e nei parchi comunali. “La città registra (fonte comunale 2024) la presenza di 12.065 alberi sul tutto il territorio comunale (6,1 ogni 100 abitanti); di questi 7.700 si trovano lungo le strade e le piazze cittadine mentre 4365 sono gli alberi presenti nei giardini e nei parchi dell’intero territorio comunale. Dai suddetti dati si evince che la città è povera di alberature dato che la media nazionale di numero di alberi ogni cento abitanti è di 17-18. La città di Modena può beneficiare di 117 alberi ogni 100 abitanti”.
Per La Strada non basta, però, procedere con nuove piantumazioni. È necessario impedire che l’incremento del patrimonio arboreo venga vanificato dagli abbattimenti e dalle continue sostituzioni degli esemplari già adulti. “Partendo dal presupposto che è auspicabile che ci sia un rapido incremento delle alberature e che ciò avvenga con le opportunità offerte dai programmi d’investimento comunitari, occorre attenzionare il patrimonio esistente evitando la perdita degli alberi perché non si verifichi che l’incremento venga assorbito dalle sostituzioni. Inoltre va osservato che abbattendo un albero adulto occorrono venti anni per recuperare i servizi ecosistemici garantiti dal medesimo albero. Per queste ragioni occorre prendersi cura delle alberature cittadine, molte delle quali rivestono valore storico e paesaggistico, per evitare l’insorgenza di criticità fitostatiche e/o fitosanitarie”.
La richiesta di un censimento digitale del patrimonio arboreo
Il Comune di Reggio Calabria dispone già di un Regolamento tecnico del verde, ma secondo il movimento civico lo strumento deve diventare il punto di partenza per una politica pubblica più attiva, basata sulla conoscenza puntuale dello stato di ogni albero. “Il Comune si è dotato di un Regolamento tecnico del verde che recepisce i principi della Legge n. 10/2013 (“Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”) e le Linee guida MATTM 2017 per il governo sostenibile del verde urbano. Ma è necessario che il regolamento, che altro non è che un pacchetto di regole e strumenti tecnici, si trasformi in uno strumento di politica proattiva di gestione del verde pubblico urbano. L’obiettivo esplicito non è solo di vietare o sanzionare le condotte lesive, ma di promuovere attivamente la tutela e la valorizzazione dell’ecosistema urbano comunale. Una politica proattiva non può prescindere dalla conoscenza puntuale e digitalizzata del patrimonio esistente attraverso schede analitiche di tutto il patrimonio arboreo comunale (specie, età, stato fitosanitario, classe di rischio VTA – Visual Tree Assessment)”.
Il censimento digitale consentirebbe di misurare i benefici prodotti dal verde, individuare gli esemplari maggiormente esposti a rischi fitosanitari e programmare gli interventi nei quartieri con le condizioni microclimatiche più critiche. “Questa fase conoscitiva, se condotta con rigore, consente di quantificare i benefici ambientali generati dagli alberi (stoccaggio CO₂, abbattimento isole di calore, assorbimento PM10, gestione acque piovane) per prioritizzare gli interventi di cura o riforestazione nelle aree con maggiori criticità microclimatiche. Da questa fase conoscitiva scaturiranno le direttive strategiche della pianificazione degli interventi di riqualificazione e integrazione del verde urbano”.
Tra le priorità indicate figurano la definizione di corridoi ecologici per collegare le aree verdi urbane e periurbane, l’individuazione delle zone in cui realizzare nuovi impianti sulla base della densità abitativa e della vulnerabilità climatica e la scelta di specie capaci di resistere meglio alla siccità e ai parassiti.
- definizione di corridoi ecologici per connettere le aree verdi urbane con quelle periurbane, favorendo la biodiversità.
- individuazione delle aree prioritarie per nuovi impianti in base agli indici di densità abitativa e di vulnerabilità climatica.
- criteri di scelta delle piante orientati alla resilienza climatica (specie autoctone o adattate, a basso consumo idrico e ad alta resistenza a parassiti e periodi di siccità).
Emergenza caldo e rifugi climatici, l’intervento di Saverio Pazzano
La questione è stata portata anche all’interno del Consiglio comunale di Reggio Calabria. Durante la seduta del 20 luglio 2026, il consigliere Saverio Pazzano ha richiamato l’attenzione dell’Amministrazione sulle conseguenze delle temperature record e sulla necessità di predisporre misure immediate. “È proprio su questa visione strategica che si fonda la concreta azione politica del movimento civico La Strada. Nella seduta del Consiglio comunale di Reggio Calabria del 20 luglio 2026, il nostro consigliere Saverio Pazzano è intervenuto richiamando l’attenzione dell’Amministrazione sull’emergenza caldo e sulla inderogabile necessità di predisporre misure immediate a tutela della cittadinanza nelle giornate di temperature record. Portando il tema della cura del patrimonio arboreo al centro del dibattito istituzionale, Pazzano ha rimarcato come la protezione degli alberi, e l’incremento dell’ombra naturale, insieme alla realizzazione di rifugi climatici, siano presidi di salute pubblica non più rinviabili”.
La Strada richiama inoltre il caso dei platani secolari di Pellaro, in via Nazionale, Traversa D, per i quali il movimento aveva chiesto la sospensione degli abbattimenti e l’apertura di un confronto pubblico con residenti e cittadini. “L’impegno costante del collettivo La Strada su questo tema si è rinnovato nel caso emblematico dei platani secolari di Pellaro (via Nazionale, Traversa D). Nelle scorse settimane, di fronte al previsto abbattimento di questi esemplari storici, La Strada è intervenuta pubblicamente chiedendo all’Amministrazione comunale di sospendere immediatamente ogni intervento irreversibile e di aprire un confronto trasparente con residenti e cittadini. Il taglio di alberi storici deve rappresentare una misura di extrema ratio, praticabile solo in assenza assoluta di alternative tecniche e previa verifica del completo iter autorizzativo, inclusi i pareri della Soprintendenza. La perdita di un’alberatura secolare, come avvenuto purtroppo in questo caso, impoverisce irrimediabilmente l’identità paesaggistica e la qualità ambientale del quartiere”.
La proposta della regola 3-30-300 e della depavimentazione
Nel dossier diffuso nel luglio 2026, intitolato “Più alberi e meno cemento in città per il benessere di ognuno”, il movimento collega l’aumento delle temperature urbane a un modello di sviluppo fondato sulla cementificazione e propone l’adozione della regola internazionale 3-30-300. Il principio prevede almeno tre alberi visibili da ogni abitazione, una copertura arborea del 30% in ciascun quartiere e un’area verde raggiungibile entro una distanza massima di 300 metri.
“Attraverso il dossier diffuso nel luglio 2026, “Più alberi e meno cemento in città per il benessere di ognuno”, La Strada ha ulteriormente evidenziato come le recenti ondate straordinarie di calore siano il risultato diretto di un modello di sviluppo urbano basato sulla cementificazione selvaggia. Per tale motivo proponiamo l’adozione stringente della regola di pianificazione 3-30-300 (almeno 3 alberi visibili da ogni casa, 30% di copertura arborea per quartiere, un’area verde a massimo 300 metri) e l’avvio di diffuse pratiche di “depaving” (de-pavimentazione), sostituendo asfalto e cemento con suolo permeabile. Un percorso che deve valorizzare le risorse scientifiche già avviate dalla Città Metropolitana con l’Università Mediterrane (l’Atlante dei Servizi Ecosistemici, l’Urban Lab BiodiverCity e il progetto Aspromonte in Città) per un coinvolgimento attivo di scuole, associazioni e cittadinanza”.
Il Piano nazionale di ripristino della natura
La battaglia portata avanti a Reggio Calabria viene collegata da La Strada al quadro normativo nazionale ed europeo e, in particolare, al nuovo Piano nazionale di ripristino della natura. “La battaglia per la tutela del verde urbano condotta a Reggio Calabria si inserisce perfettamente nel quadro normativo e scientifico di livello nazionale ed europeo. Come autorevolmente illustrato da Paolo Pileri (ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano), il nuovo Piano nazionale di ripristino della natura (Pnr) – strumento d’attuazione del Regolamento europeo sul ripristino della natura – fissa vincoli stringenti per 2.761 Comuni italiani (incluso quello di Reggio Calabria), obbligati ad applicare il Pnr: dall’agosto 2024 fino al 2030 è fatto espresso divieto, in base all’articolo 8 del Piano nazionale di ripristino della natura, di ridurre le aree verdi e la chioma degli alberi senza compensare con interventi di depavimentazione e rinaturazione, imponendo dal 2031 un obbligo di incremento netto della dotazione arborea. Si tratta di un’occasione storica per dare concreta attuazione agli articoli 9 e 117 della nostra Costituzione, salvaguardando il paesaggio, l’ambiente e gli ecosistemi nell’interesse delle future generazioni”.
Il movimento invita infine a superare una gestione esclusivamente burocratica e tecnica del verde pubblico. La prevenzione, la trasparenza delle decisioni e la formazione del personale vengono indicate come condizioni indispensabili per impedire la perdita di alberi adulti e storici. “Quanto sia urgente questo cambio di paradigma è dimostrato da molteplici vicende di rilievo nazionale. La rimozione di alberi secolari e identitari, spesso giustificata da perizie agronomiche che finiscono per avallare mere decisioni amministrative, è il sintomo di una prassi diffusa che impoverisce il patrimonio vegetale delle città italiane. Come richiamato in premessa, la gestione del verde non può essere delegata ad approcci burocratici o meramente tecnici: occorrono visione, trasparenza, costante cura preventivo-manutentiva e un profondo senso di responsabilità verso beni collettivi che impiegano decenni per ricostituirsi. Una particolare attenzione va posta anche alla formazione del personale cui è affidata la cura del verde urbano, che richiede alta professionalità e conoscenza del patrimonio arborei. Un aspetto fondamentale è inoltre la formazione delle giovani generazioni all’attenzione e alla cura verso l’ecosistema, partendo dall’importanza del verde nei contesti urbani sopraffatti dagli effetti delle crisi climatiche per finire all’insegnamento di buone pratiche cui ciascun cittadino dovrebbe accostarsi, in qualsiasi fase della vita”.
La presa di posizione si conclude con un appello rivolto alle istituzioni comunali e all’intera comunità reggina affinché la difesa degli alberi venga considerata una priorità ambientale e sanitaria. “La Strada rinnova il proprio appello alle istituzioni e chiama all’impegno l’intera cittadinanza: tutelare gli alberi significa difendere il futuro della nostra comunità, la salute dei cittadini e il diritto a una città vivibile, fresca e sostenibile”.

