Una conferenza normale. Un uomo normale. Una Reggina normale.

Oggi, al Granillo per la Reggina, una conferenza normale, perché Claudio Lotito è - in un contesto del genere - una persona normale

Cosa mi aspettavo da Claudio Lotito? Che si comportasse da Claudio Lotito. Niente annunci faraonici, niente tatuaggi, niente promesse impossibili da esperti di business plan come settimi osservatori dell’Empoli. Oggi, al Granillo per la Reggina, una conferenza normale, perché Claudio Lotito è – in un contesto del genere – una persona normale. Eppure avrebbe potuto dirlo tranquillamente: “stravinceremo la Serie D, in pochi anni pure la C”. Sa che può farlo, ne ha le possibilità. Sa che lo farà, ma non lo ha detto. E non lo ha detto semplicemente perché non rientra nel suo modo di essere.

Claudio Lotito fa cose normali. Occhio a bilancio e sostenibilità, passi mai troppo lunghi, attenzione maniacale ai dettagli. E non fa dichiarazioni per compiacere alla gente. Avrebbe potuto farlo, oggi, davanti a un entusiasmo del genere, ma ha preferito fermarsi alle dichiarazioni che si confanno agli uomini di calcio, scafati, esperti. Sa che è il campo a parlare e si muoverà in questa direzione. Sta già lavorando, costruendo la struttura che ha portato in dote ds, allenatore e costruzione dell’organico.

Lotito non dice: “stravinceremo la Serie D perché siamo la Reggina”, ma “la Serie D è solo un punto di partenza, il primo obiettivo è lasciare il dilettantismo”. Lotito non dice: “in quattro anni andremo in Serie A”, ma “non sono venuto qui per giocare. Non sono andato alla finale dei Mondiali per venire qua”. Lotito è sincero quando ammette: “se non fosse stato per Cannizzaro non avremmo chiuso la trattativa. Non è una questione di soldi, ma di parola data. E la richiesta fatta era fuori mercato”. Lotito non dice: “cambieremo la norma sulla multiproprietà, è fatta, potrò avere due società in Serie A”, ma fa intendere che si adopererà, che in Europa è già così e che non c’è nulla di male a possedere più di un club. In fondo, un giorno non troppo lontano, Manchester City e Palermo potrebbero ritrovarsi in Champions o Europa League. Intanto, però, avrà un anno di tempo per pensarci.

Insomma, Lotito non promette, non si sbilancia, ma lavora sotto traccia. Perché sì: il fatto che non parli, che parli poco, che abbia impiegato qualche settimana in più per la conferenza, che non faccia promesse faraoniche, non significa che non stia lavorando. Il DS Romairone è già in città da un po’, presenziava alla conferenza, e non ha chiuso solo per mister Marchionni. Fatta per Guida, sta lavorando a un attacco di livello, proponendo ingaggi a singoli giocatori che Ballarino pagava per tre calciatori.

Ah, piccolo dettaglio. A precisa domanda sul possibile incontro coi tifosi, l’imprenditore è netto: “non esistono tifosi di Serie A o B, non esistono le categorie dei tifosi, sono tutti uguali”. Eppure, in questi tre anni, c’è chi si è permesso il lusso di parlare di “veri tifosi”. Come se servisse la patente. Forse, allora, è meglio che qualcuno si adoperi almeno per il foglio rosa…