La Calabria registra la maggiore crescita degli arrivi turistici in Italia nel primo semestre del 2026 e si colloca al primo posto anche per incremento dei visitatori stranieri. È questo il dato più rilevante che emerge dai numeri diffusi dal Ministero del Turismo e commentati da Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Calabria. Secondo i dati richiamati da Aloisio, la regione segna un aumento del 10,54% degli arrivi turistici e un incremento del 23,19% dei visitatori stranieri. Un risultato che conferma la crescente attrattività della Calabria, ma che apre anche una riflessione più ampia sulla necessità di trasformare questi numeri in sviluppo stabile, maggiore permanenza sul territorio, occupazione, servizi e qualità della vita per le comunità locali.
Calabria prima in Italia per crescita degli arrivi turistici nel 2026
Il presidente di Confesercenti Calabria, Claudio Aloisio, accoglie con soddisfazione i dati diffusi dal Ministero del Turismo, sottolineando il valore del risultato raggiunto dalla regione nel primo semestre dell’anno. Aloisio dichiara: “i dati diffusi dal Ministero del Turismo, che indicano la Calabria come la regione italiana con la maggiore crescita degli arrivi turistici nel primo semestre del 2026 (+10,54%) e la prima per incremento dei visitatori stranieri (+23,19%), rappresentano una notizia che accogliamo con grande soddisfazione. È il riconoscimento del lavoro svolto negli ultimi anni dalle istituzioni, dagli operatori e da migliaia di imprese che ogni giorno contribuiscono a rendere la nostra regione sempre più attrattiva. Proprio perché i dati sono così positivi, credo sia arrivato il momento di guardare un po’ più avanti. La Calabria oggi non ha soltanto l’opportunità di continuare a crescere. Ha la possibilità, forse unica, di decidere come crescere”.
Arrivi in aumento, ma resta il nodo della permanenza sul territorio
L’analisi proposta da Confesercenti Calabria mette in evidenza una questione decisiva: la Calabria turistica cresce, ma lo sviluppo non è ancora omogeneo. I dati positivi sugli arrivi mostrano una regione capace di attrarre visitatori, ma non sempre in grado di trasformare questa attrazione in permanenze più lunghe e in ricadute economiche diffuse.
Aloisio osserva: “l’analisi dei dati ci restituisce infatti una fotografia molto interessante. Il turismo calabrese continua a svilupparsi in maniera disomogenea e questo dimostra quanto siano ancora ampi i margini di miglioramento. Un dato è particolarmente significativo. La provincia di Reggio Calabria registra oltre 140 mila arrivi in più rispetto alla provincia di Crotone, ma viene superata da quest’ultima nel numero complessivo delle presenze. Significa che riusciamo ad attrarre visitatori, ma non sempre riusciamo a trasformare gli arrivi in permanenza sul territorio. Ed è proprio qui che si gioca una delle sfide più importanti dei prossimi anni”.
Destagionalizzazione del turismo in Calabria: l’85% delle presenze tra giugno e settembre
Un altro nodo strategico riguarda la stagionalità turistica. Secondo quanto evidenziato da Aloisio, circa l’85% delle presenze turistiche in Calabria si concentra ancora tra giugno e settembre. Una concentrazione così forte nei mesi estivi rende più difficile programmare investimenti, stabilizzare l’occupazione e mantenere aperte le strutture ricettive durante il resto dell’anno. Il presidente di Confesercenti Calabria sottolinea: “lo stesso vale per la stagionalità. Ancora oggi circa l’85% delle presenze turistiche si concentra tra giugno e settembre. Una situazione che rende più difficile programmare gli investimenti, limita la stabilità occupazionale e costringe molte strutture ricettive, soprattutto alberghiere, a ridurre o sospendere l’attività durante il resto dell’anno. Si crea così un circolo vizioso: meno strutture aperte significano meno servizi disponibili, minore attrattività fuori stagione e, di conseguenza, ancora meno possibilità di destagionalizzare”.
Non solo più turisti: la sfida è aumentare la permanenza media
Per Confesercenti Calabria, il vero salto di qualità non consiste soltanto nell’aumentare il numero degli arrivi. La crescita deve essere accompagnata da una strategia capace di incrementare la permanenza media, distribuire meglio i flussi nel corso dell’anno e coinvolgere territori che oggi partecipano solo parzialmente allo sviluppo turistico regionale. Aloisio afferma: “eppure è proprio qui che si trova uno dei principali margini di crescita della Calabria. Non si tratta soltanto di aumentare gli arrivi, ma di aumentare la permanenza media, distribuire i flussi durante tutto l’anno e valorizzare territori che oggi partecipano ancora solo in parte allo sviluppo turistico regionale. Questa crescita, però, va accompagnata”.
Turismo non governato: rischi per costo della vita, alloggi e commercio
Nel ragionamento di Claudio Aloisio emerge anche un richiamo agli effetti del turismo non governato. L’aumento dei flussi, se non inserito in una strategia chiara, può generare conseguenze economiche e sociali significative. Il tema non riguarda solo le destinazioni già sovraffollate, ma anche territori in crescita che hanno ancora la possibilità di scegliere un modello diverso. Aloisio spiega: “le più recenti analisi dedicate agli effetti del turismo non governato ricordano che l’aumento dei flussi, se non inserito all’interno di una strategia, può produrre conseguenze economiche e sociali importanti, incidendo sul costo della vita, sulla disponibilità di alloggi, sul commercio di prossimità e, più in generale, sulla qualità della vita delle comunità locali. La Calabria, fortunatamente, è ancora in tempo per scegliere una strada diversa. Non deve inseguire il turismo di massa. Può costruire un modello di sviluppo equilibrato, capace di coniugare crescita, sostenibilità, identità dei territori e benessere delle comunità”.
Governance del turismo: DMO, Distretti Turistici e Distretti Urbani del Commercio
La riflessione di Aloisio entra poi nel merito degli strumenti di governance turistica già individuati dalla programmazione regionale. Il tema, secondo il presidente di Confesercenti Calabria, non è creare nuove strutture o aggiungere altri livelli burocratici, ma mettere in relazione ciò che esiste o che è già stato previsto. Aloisio dichiara: “è proprio qui che, a mio avviso, si apre la riflessione più importante. Il turismo non si governa con interventi isolati. Si governa costruendo un sistema. La stessa programmazione regionale ha già individuato alcuni strumenti di governance, come le Destination Management Organization e i Distretti Turistici. Il tema, oggi, non è aggiungere nuovi strumenti, ma comprendere come possano dialogare tra loro all’interno di una strategia unitaria. Allo stesso modo, il confronto avviato sui Distretti Urbani del Commercio ha evidenziato quanto commercio, servizi, qualità urbana e attrattività turistica siano temi strettamente collegati”.
Il turismo come settore trasversale: commercio, cultura, mobilità e ambiente
Uno dei punti centrali del ragionamento di Confesercenti Calabria riguarda la natura trasversale del turismo. Il settore non riguarda solo alberghi, stabilimenti balneari o strutture ricettive, ma coinvolge una rete molto più ampia di attività e servizi. Aloisio prosegue: “più che discutere del singolo strumento, credo sia arrivato il momento di ragionare sul sistema entro il quale questi strumenti possono trovare una funzione chiara e complementare. Il turismo è probabilmente il settore economico più trasversale che esista. Coinvolge commercio, pubblici esercizi, artigianato, agricoltura, cultura, mobilità, trasporti, ambiente e servizi. Per questo gli strumenti previsti dalla normativa e dalla programmazione non dovrebbero essere considerati elementi separati, ma parti di un’unica architettura, nella quale ciascuno svolga un ruolo preciso, senza sovrapposizioni e all’interno di una strategia condivisa”.
Confesercenti Calabria: coordinare ciò che esiste senza creare nuova burocrazia
Il messaggio di Aloisio si concentra anche sul metodo. Per governare la crescita del turismo calabrese non servono necessariamente nuovi enti o nuove sovrastrutture. Serve piuttosto un modello di coordinamento capace di valorizzare competenze, strumenti e soggetti già presenti. Il presidente di Confesercenti Calabria afferma: “non si tratta di creare nuovi enti o nuovi livelli burocratici. Al contrario. Si tratta di mettere in relazione ciò che già esiste o che è già stato previsto, valorizzando le competenze di ciascuno, favorendo il coordinamento e costruendo un modello di governance capace di accompagnare la crescita del turismo con una visione di lungo periodo. Come Confesercenti Calabria intendiamo offrire un contributo in questa direzione. Stiamo lavorando a una riflessione organica sulla governance del turismo regionale, con l’obiettivo di favorire un confronto costruttivo tra istituzioni, enti locali, operatori economici e tutti i soggetti che, a diverso titolo, contribuiscono allo sviluppo turistico della nostra regione”.
Dalla crescita degli arrivi allo sviluppo stabile: la sfida della Calabria
Il dato di partenza resta estremamente positivo: la Calabria è prima in Italia per crescita degli arrivi turistici nel primo semestre del 2026 e registra il maggiore incremento dei visitatori stranieri. Ma per Claudio Aloisio questo risultato deve diventare l’inizio di una nuova fase, non un punto di arrivo.
La conclusione del presidente di Confesercenti Calabria sintetizza il senso della riflessione: “la Calabria ha dimostrato di saper attrarre turisti. Adesso deve dimostrare di saper governare questa crescita, trasformandola in sviluppo stabile, lavoro, opportunità e migliore qualità della vita per le nostre comunità”. La sfida indicata è chiara: passare da una Calabria capace di attrarre turisti a una Calabria capace di trattenere visitatori, distribuire i flussi durante l’anno, valorizzare tutte le province, rafforzare le imprese, migliorare i servizi e trasformare il turismo in una leva duratura di sviluppo economico, occupazione e qualità della vita. Il turismo in Calabria entra così in una fase decisiva. I numeri del 2026 confermano una crescita importante e una maggiore visibilità internazionale, ma il futuro dipenderà dalla capacità di costruire una governance unitaria, sostenibile e coordinata. Per Confesercenti, la regione ha oggi un’occasione rara: non solo crescere, ma scegliere come farlo.
