“I dati relativi alla sommatoria dei tre punteggi Core del Nuovo sistema di garanzia restituiscono un quadro chiaro del percorso compiuto dalla sanità calabrese negli ultimi anni. Tra il 2020 e il 2024 la Calabria è passata da 129,3 a 189 punti, con un incremento complessivo di 59,7 punti, il più significativo registrato a livello nazionale nello stesso periodo. Si tratta di un risultato importante, che deve essere letto con equilibrio e rigore. Siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare e che la Calabria deve continuare a recuperare terreno rispetto alle Regioni che presentano punteggi più elevati”. Così Gandolfo Miserendino, direttore generale di Azienda Zero. “Avremmo certamente voluto raggiungere risultati ancora migliori, ma i progressi registrati negli ultimi anni sono costanti, chiari e misurabili, e testimoniano il lavoro portato avanti per rafforzare il sistema sanitario regionale e migliorare le capacità di garantire ai cittadini i Livelli essenziali di assistenza. È un percorso di miglioramento che ha trovato riconoscimento anche a livello nazionale e che ha contribuito a creare le condizioni per la decisione del Consiglio dei ministri di porre fine al commissariamento della sanità calabrese”, rimarca.
“L’obiettivo è continuare ad aumentare i punteggi relativi ai Livelli essenziali di assistenza”
“Dobbiamo proseguire il lavoro avviato, intervenendo con ancora più vigore sulle aree nelle quali permangono criticità, consolidando i risultati ottenuti e migliorando ulteriormente la qualità e l’efficienza dei servizi sanitari. L’obiettivo è continuare ad aumentare i punteggi relativi ai Livelli essenziali di assistenza, riducendo progressivamente il divario con le Regioni più performanti e recuperando posizioni nel confronto nazionale. I dati dimostrano che la direzione intrapresa è quella giusta: adesso occorre continuare a lavorare con metodo, continuità e rigore, affinché il miglioramento degli indicatori si traduca sempre di più in servizi efficienti e in risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini calabresi”, conclude Miserendino.
