C’è un qualcosa a cui i tifosi della Reggina si dovranno abituare. Che, ancora, probabilmente non hanno capito. Ma è normale, essendo soltanto l’inizio. La nuova proprietà, il gruppo riconducibile a Claudio Lotito, sugli annunci è abituata a comunicare seguendo lo stile del patron della Lazio: poche dichiarazioni, pochi elementi da dare per scontati, annunci e certezze solo a cose fatte. L’antipasto, in tal senso, si è avuto proprio con l’annuncio del closing. Una ufficialità arrivata una settimana fa, venerdì scorso, dopo settimane di news, indiscrezioni, incontri, soffiate su ipotetiche date delle firme. Firme che, seppur posticipate, alla fine sono arrivate. Non ci sono mai stati rischi sull’effettiva chiusura dell’affare, piuttosto dei rinvii legati alla grande scrupolosità di Claudio Lotito, abituato a muoversi con fare quasi maniacale su ogni aspetto che riguarda le questioni manageriali, amministrative e gestionali di un club.
Anche le questioni sportive, aggiungiamo noi. E questa non è una scoperta, in realtà. In oltre venti anni di Lazio, lo abbiamo visto battagliare, in fase di compravendita o cessione, con procuratori e calciatori, anche sui piccoli dettagli. E’ la sua natura, la sua mentalità, una mentalità che lo ha portato però alla longevità gestionale, senza rischi, senza debiti, senza passi troppo lunghi, passaggio che ha ricordato anche oggi rispondendo a chi gli chiedeva un commento sulla maxi manifestazione contro di lui dei tifosi laziali tenutasi ieri (“intorno alla mia persona c’è un clima che non rende merito a ciò che ho fatto. Con Lotito risultato garantito, questo lo ricordo sempre” ha affermato).
La Reggina è stata acquistata adesso, è in Serie D, ed è chiaro che in questa categoria, e con questa proprietà, non potranno essere fatti ragionamenti di questo tipo. E infatti non sarà così. Il budget che sarà investito è importante e riguarda le prime scelte sull’area tecnica, sull’allenatore, sui calciatori. Ecco, se sull’aspetto economico, dell’ambizione, dei profili, non ci saranno dubbi, quello che i tifosi dovranno iniziare a comprendere è che non sarà così dal punto di vista comunicativo, delle ufficialità, delle tempistiche. Alcuni nomi dati per scontati potrebbero non essere così scontati, magari mai cercati, mentre invece potrebbero essercene degli altri quasi mai usciti fuori, delle vere e proprio sorprese. Un po’ la stessa modalità riscontrata con il Sindaco Cannizzaro sulla sua candidatura, sui nomi dei candidati Presidente di Circoscrizione e, ora, sulla Giunta. Ecco, Lotito opera allo stesso modo, nel calcio: riservato, non si sbilancia, si nasconde, dribbla, a volte smentisce anche, bluffa, ma poi porta a termine.
Non ci sono ancora annunci ufficiali sul nuovo organigramma della Reggina, ma vi possiamo assicurare – e questo sì, è certo – che gli uomini vicini all’imprenditore romano si muovono già da tempo, da molto prima del closing, alla ricerca delle figure giuste, da DG e DS fino all’allenatore. Di nomi ne sono stati fatti diversi, alcuni reali, alcuni verosimili, alcuni forse no, ma è proprio la dimostrazione che ci si muova da tempo, tuttavia senza l’assillo e la frenesia di dover chiudere immediatamente, magari con il rischio di non essere convinti o di operare scelte sbagliate. In fondo, e lo abbiamo ricordato in un recente articolo su StrettoWeb, Lotito a Salerno arrivò molto più tardi (presentazione il 21 luglio), eppure riuscì a costruire da zero la società (si partiva da un fallimento), l’organico e a vincere al primo anno.
Dall’area tecnica ai calciatori, l’analisi sui nomi
Per quanto riguarda il DG, uno dei primi nomi fatti è stato quello di Andrea Gianni. Che fosse, già da molto prima del closing, il primo della lista in questo ruolo, non è mai stato un mistero, anche se sin da subito l’ex dirigente con Gallo ha smentito, pure direttamente su nostra verifica. Alla fine la sua smentita è diventata anche pubblica. Idem, sul fronte DS, per Laneri, che ha preferito non rispondere: irraggiungibile, ma il suo nome è in lista, è stato anche in pole prima del closing, soprattutto per il “filo diretto” con Fabiani e per l’esperienza in D, specie nel girone I. Emersi fuori i nomi di Mazzei e Susini, quest’ultimo sempre per un passato con Lotito, ora il nome forte è quello di Romairone. Attualmente alla Lazio, non ha esperienza in D, ma nelle categorie superiori. L’annuncio non è ancora arrivato ed è inutile il toto-data, che già non ha funzionato per il closing. Ed è, ribadiamo, una costante a cui la piazza dovrà abituarsi.
Idem l’allenatore. E’ evidente, probabile, che verrà scelto dopo l’ufficialità del tecnico. Anche qui tantissimi nomi e, in alcuni casi, smentite. Il sogno Mimmo Toscano resterà sicuramente tale, nonostante faccia effettivamente sobbalzare dalla sedia ogni tifoso amaranto. Uno dei top in Serie C, con tante promozioni in B alle spalle, di cui una proprio con la Reggina, per la Serie D non è fuori categoria, ma di più. Contattato da StrettoWeb la settimana scorsa, prima del closing, ha negato. Ma ci sta: rientra tutto nelle dinamiche del mercato, delle indiscrezioni, delle scelte. La Reggina non ha ancora un organigramma definito, ma anche qualora lo avesse la politica resterebbe la stessa: pochi dettagli, poche conferme, ma tutti super abbottonati fino agli annunci.
Di sicuro, non è un obbligo attendere la conferenza stampa prima di effettuare i primi annunci. Possono essere effettuati prima, perlomeno alcuni, anche perché la conferenza con l’arrivo di Lotito in città – ormai è certo – non si terrà in questa settimana. Oltre ai numerosi impegni dell’imprenditore romano, da tenere in conto anche quelli di Cannizzaro, pronto a ufficializzare la Giunta. La conferenza potrebbe servire ad annunciare le novità societarie su organigramma e area tecnica, ma sarà utile soprattutto per i dettagli sul progetto, sul futuro, per chiarire i dubbi dei tifosi sulla multiproprietà. Solo dopo si parlerà di nomi, argomenti però non per forza collegati alla conferenza.
Quello che dovrà essere considerato, proprio pensando ai nomi che circolano, alle intenzioni, alle indiscrezioni e alle volontà sul progetto, è la politica sui profili: si sta pensando non per forza a gente di categoria, di Serie D, solo di Serie D, ma piuttosto a qualcuno che abbia esperienze in categorie superiori, nell’obiettivo di iniziare una strutturazione che – dopo il ritorno nel professionismo – non debba per forza subire scossoni troppo forti o rivoluzioni totali. Avere in società, e in rosa, dirigenti e calciatori già nei Prof, e con esperienze importanti anche in A e in B, può permettere di “portarsi avanti con il lavoro”. Perché è sicuro che la “squadra” di Claudio Lotito non abbia alcuna intenzione di perdere troppo tempo in Serie D. Sta già guardando avanti.
