La spiaggia di Punta Pellaro torna al centro dell’attenzione dopo le dichiarazioni dell’Associazione Gruppo Naturalistico Reggino in merito alla pulizia del litorale. A intervenire è il Guardiano della Spiaggia 365, che riconosce l’utilità della segnalazione, ma invita ad allargare lo sguardo a un problema più profondo: la necessità di una tutela costante, quotidiana e non limitata a singoli momenti o iniziative. Il nodo centrale, secondo il Guardiano della Spiaggia 365, è che la protezione del litorale di Punta Pellaro non può essere affrontata solo in occasione di interventi di pulizia o richieste rivolte all’amministrazione. Serve, sostiene, un’azione incisiva durante tutto l’anno, soprattutto contro quei comportamenti incivili che negli anni avrebbero prodotto danni significativi alla spiaggia, alla flora, alla fauna e alle aree di possibile nidificazione.
Il Guardiano della Spiaggia 365: “collaborare tutti sempre e comunque”
Nel suo intervento, il Guardiano della Spiaggia 365 richiama il valore della collaborazione, ma chiede anche maggiore continuità nell’impegno per la difesa del litorale. La sua posizione parte dalle dichiarazioni del Gruppo Naturalistico Reggino, considerate utili, ma giudicate insufficienti se non accompagnate da un’azione più ampia e costante. Il Guardiano scrive: “ho letto con attenzione le dichiarazioni dell’Associazione Gruppo Naturalistico Reggino in merito alla pulizia del litorale di Punta Pellaro. Segnalazione utile se non fosse che la loro azione dovrebbe essere a mio modesto parere incisiva tutto l’anno. Vengo e mi spiego come direbbe qualcuno. La spiaggia di Punta Pellaro negli ultimi decenni è stata oggetto di azioni che io definisco vandaliche da parte dei cittadini i quali incuranti delle ordinanze da parte della Capitaneria di Porto e delle sanzioni a cui vanno incontro hanno letteralmente devastato la spiaggia. Basti pensare all’attraversamento illegale da parte di suv e jeep di grossa cilindrata sulle spiagge a qualsiasi ora del giorno a cui si è messo fine nel lontano 2018 quando fu chiuso il varco di accesso lato nord in corrispondenza del Newkite zone e gli accessi nelle traversine a mare lato sud con il posizionamento di cilindri di cemento”.
“Addirittura al mattino i pescatori parcheggiati sulla battigia pescavano comodamente dal finestrino delle macchine. Altra nota dolente riguarda i falò notturni per i quali i soli residenti hanno sempre chiesto aiuto alle Forze dell’ordine Ordine e in alcune occasioni la carenza di mezzi impediva loro di essere sul posto e sanzionare i trasgressori in una sorta di scarica barile sulle competenze. Nessun cartello si è mai visto sulle spiagge a segnalare la presenza di zone di nidificazione di Caretta Caretta Fratino e gigli di mare. Tutto ciò che in questi anni è stato fatto solo ed esclusivamente dalla gente del posto che in alcune occasioni ha addirittura avuto minacce e ritorsioni alle semplici richieste di rispetto per la flora e la fauna del luogo. Auspico che l’attenzione che oggi l’Associazione chiede alla nuova Amministrazione sia messa in campo anche nel contrastare le azioni di vandalismo dei soliti incivili che distruggono la nostra flora e fauna di spiaggia. Ricordo inoltre che quotidianamente ci sono volontari di cittadinanza attiva che ripuliscono quel tratto di spiaggia raccogliendo sigarette, plastica pannoloni ami e lenze abbandonate dai pescatori. Questo nello spirito di collaborazione gratuito e nel silenzio del loro volontariato. Detto ciò spero che non ci siano falò sulle spiagge che possano devastare le zone di nidificazione e mettere a repentaglio i bagnanti al mattino quando le buche piene di legna rovente restano accese e bambini anziani rischiano la vita. Collaborare tutti sempre e comunque”, conclude.
Accessi abusivi e mezzi sulla spiaggia: il caso di suv e jeep a Punta Pellaro
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento riguarda la denuncia degli accessi abusivi sulla spiaggia. Il Guardiano della Spiaggia 365 ricorda che per anni il litorale di Punta Pellaro sarebbe stato attraversato illegalmente da suv e jeep di grossa cilindrata, in violazione delle ordinanze della Capitaneria di Porto e nonostante il rischio di sanzioni. Secondo quanto riportato, questa situazione sarebbe stata fermata nel 2018 con la chiusura del varco di accesso lato nord, in corrispondenza del Newkite zone, e degli accessi nelle traversine a mare lato sud, attraverso il posizionamento di cilindri di cemento. Una misura che avrebbe impedito il passaggio dei veicoli direttamente sull’arenile, dopo anni di comportamenti ritenuti dannosi per l’ambiente costiero. Nel racconto viene citato anche un episodio simbolico del degrado vissuto dal litorale: pescatori parcheggiati sulla battigia che, al mattino, pescavano comodamente dal finestrino delle automobili. Un’immagine che, nelle parole del Guardiano della Spiaggia 365, restituisce la gravità di abitudini considerate incompatibili con il rispetto di un’area naturale fragile.
Falò notturni, rischi per la spiaggia e per i bagnanti
Altro tema centrale è quello dei falò notturni sulle spiagge, definiti una nota dolente per Punta Pellaro. Il Guardiano della Spiaggia 365 sottolinea come i residenti abbiano chiesto più volte aiuto alle Forze dell’ordine, lamentando però difficoltà operative legate, in alcune occasioni, alla carenza di mezzi e a una gestione delle competenze percepita come poco efficace. Il problema dei falò non viene presentato soltanto come una questione di decoro o ordine pubblico, ma anche come un rischio diretto per le aree di nidificazione e per la sicurezza dei cittadini. Le buche piene di legna rovente, lasciate accese sulla spiaggia fino al mattino, possono infatti rappresentare un pericolo per i bagnanti, in particolare per bambini e anziani. La richiesta è chiara: evitare che i falò possano devastare le zone naturali più delicate e mettere a repentaglio chi frequenta la spiaggia nelle ore successive. Una preoccupazione che riguarda insieme ambiente, sicurezza e responsabilità civica.
Caretta Caretta, Fratino e gigli di mare: la tutela della biodiversità
Nel suo intervento il Guardiano della Spiaggia 365 richiama anche l’assenza di cartelli informativi sulla presenza di possibili zone di nidificazione di Caretta Caretta, Fratino e gigli di mare. La mancanza di segnaletica viene indicata come una criticità importante, perché rende più difficile proteggere aree sensibili e informare cittadini, bagnanti e frequentatori della spiaggia. La tutela della biodiversità di Punta Pellaro passa anche dalla conoscenza. Segnalare la presenza di specie e habitat delicati può aiutare a prevenire comportamenti dannosi, soprattutto in una zona che negli anni, secondo la denuncia, sarebbe stata esposta a vandalismi, incuria e attività incompatibili con la conservazione dell’ambiente. Il riferimento a Caretta Caretta, Fratino e gigli di mare rafforza il messaggio ambientalista dell’intervento: la spiaggia non è solo uno spazio di svago, ma un ecosistema da rispettare, soprattutto quando ospita specie vulnerabili o aree potenzialmente rilevanti per la riproduzione e la conservazione della fauna e della flora costiera.
Il ruolo dei residenti e dei volontari di cittadinanza attiva
Accanto alla denuncia, il Guardiano della Spiaggia 365 rivendica il lavoro svolto negli anni dalla gente del posto. Secondo quanto riferito, molte delle iniziative di tutela e controllo informale sarebbero state portate avanti esclusivamente dai residenti, in alcuni casi anche a costo di subire minacce e ritorsioni per semplici richieste di rispetto della flora e della fauna. Un ruolo importante viene attribuito anche ai volontari di cittadinanza attiva, che quotidianamente ripuliscono il tratto di spiaggia raccogliendo rifiuti abbandonati come sigarette, plastica, pannoloni, ami e lenze lasciate dai pescatori. Un impegno silenzioso, gratuito e costante, che viene indicato come esempio concreto di cura del territorio. Questo passaggio evidenzia una delle questioni più rilevanti per il litorale: la pulizia della spiaggia non dipende soltanto dagli interventi istituzionali, ma anche dalla responsabilità quotidiana di chi la vive e la frequenta. Tuttavia, secondo il Guardiano della Spiaggia 365, il volontariato non può sostituire la necessità di controlli, segnaletica, prevenzione e contrasto agli atti di vandalismo.
L’appello alla nuova Amministrazione e alle associazioni
L’intervento guarda anche alla nuova Amministrazione, alla quale l’Associazione Gruppo Naturalistico Reggino ha chiesto attenzione per il litorale. Il Guardiano della Spiaggia 365 auspica che questa attenzione venga orientata non solo alla pulizia, ma anche al contrasto delle azioni vandaliche compiute dai “soliti incivili” che danneggiano la spiaggia. Il messaggio è rivolto quindi alle istituzioni, alle associazioni, ai residenti e a tutti i cittadini. Per proteggere Punta Pellaro serve un impegno condiviso, capace di andare oltre gli interventi episodici e di costruire una presenza costante sul territorio. La tutela ambientale, secondo questa visione, deve comprendere pulizia, vigilanza, informazione, prevenzione e repressione dei comportamenti illegali.
Il punto politico e civico della presa di posizione è proprio questo: la difesa del litorale non può essere delegata solo ai volontari o attivata solo nei momenti di emergenza. Deve diventare una pratica continua, sostenuta da tutti gli attori coinvolti.
