La frattura dentro Democrazia Sovrana Popolare è ormai pubblica e sembra destinata a produrre una separazione definitiva tra i due principali riferimenti politici del partito, Marco Rizzo e Francesco Toscano. La rottura si è consumata durante il congresso romano del 26 luglio, al quale l’ex esponente comunista non si è presentato. L’assemblea ha approvato quasi all’unanimità la linea sostenuta da Toscano, fondata sul rifiuto di qualsiasi alleanza, sia con il centrodestra sia con Futuro Nazionale. L’esito del congresso ha quindi certificato la posizione minoritaria di Rizzo all’interno del partito e aperto una fase di scontro politico destinata a proseguire nei prossimi mesi.
Il congresso di Democrazia Sovrana Popolare sancisce la linea di Toscano
Secondo quanto riferito da Francesco Toscano, giornalista reggino e già candidato di DSP alla presidenza della Regione Calabria, il congresso avrebbe confermato la linea politica originaria del movimento. La mozione sostenuta dal presidente del partito è passata quasi all’unanimità, escludendo accordi elettorali con altre forze politiche. Toscano ha affidato ai social un duro commento sull’assenza di Rizzo e sulle ragioni della rottura. “All’indomani dello strepitoso successo del Congresso di Democrazia Sovrana Popolare del 26 luglio che ha visto riunirsi a Roma oltre 500 persone provenienti da ogni angolo d’Italia per ribadire una linea politica che conferma le nostre intenzioni iniziali, impreziosito dalla presenza di illustrissimi ospiti italiani e stranieri, arriva la fuga di Marco Rizzo, ha commentato sui social con una certa enfasi Toscano.
Toscano accusa Rizzo di essersi allontanato dalla base del partito
Al centro delle accuse rivolte a Marco Rizzo c’è la scelta di non partecipare al congresso e di non riconoscere la linea approvata dalla maggioranza degli iscritti presenti. Secondo Toscano, l’assenza dell’ex comunista rappresenterebbe un segnale di distanza dalla comunità politica che negli ultimi anni ne avrebbe sostenuto l’attività. “Paventando fantomatici possibili scontri, che sicuramente non fanno parte del nostro ethos, Rizzo riconosce di fatto di non essere in sintonia con il popolo di Democrazia Sovrana Popolare che in questi anni lo ha sostenuto con grandissima generosità e intensità. L’agibilità politica di Rizzo in questi ultimi anni è stata il risultato dell’impegno di una comunità che il 26 luglio ha chiesto di vedere rispettata una linea politica che non cede di fronte all’opportunismo di tipo elettoralistico”, rimarca.
Marco Rizzo annuncia un nuovo congresso il 3 e 4 ottobre
Dopo essere rimasto assente dal congresso del 26 luglio, Marco Rizzo ha annunciato la convocazione di un proprio congresso per il 3 e 4 ottobre. Una scelta che rende ancora più evidente la presenza di due percorsi ormai distinti e potenzialmente concorrenti. Toscano ha ulteriormente irrigidito i toni, accusando Rizzo di aver disertato consapevolmente il congresso e di aver tentato di imporre una diversa direzione politica al partito. “Anziché accettare il risultato di un Congresso libero e democratico, che ha volutamente e irresponsabilmente disertato, decide di andare via, una volta resosi conto che non era possibile soffocare la passione e il sentimento della base attraverso un tentativo di colpo di mano partorito e realizzato insieme a quattro amici nel buio di una stanza”, continua Toscano.
Il futuro di Democrazia Sovrana Popolare dopo la scissione
Resta ora da capire quale delle due componenti riuscirà a prevalere sul piano politico, organizzativo e simbolico. Da una parte Francesco Toscano rivendica il risultato del congresso del 26 luglio e il sostegno della maggioranza degli iscritti presenti. Dall’altra Marco Rizzo punta sul proprio peso pubblico, sul nuovo manifesto politico e sul congresso annunciato per ottobre. La disputa riguarda anche l’eredità politica, il nome e la rappresentanza di Democrazia Sovrana Popolare, partito che finora ha raccolto percentuali elettorali intorno all’uno per cento ma che ambiva a consolidare uno spazio autonomo nell’area sovranista e antisistema.
