A 50 anni dalla Mano de Dios e dal Barrilete Cosmico, dalle Malvinas, da quella partita che regalò al calcio il gol più bello e il più discusso della storia dei Mondiali, Inghilterra e Argentina tornano a sfidarsi mettendo in palio la finale dei Mondiali 2026. Finisce nuovamente 2-1, ancora per l’Argentina: questa volta in campo non c’è Maradona, c’è il suo erede designato, colui che lo ha anche superato, Lionel Messi. A 39 anni, un giocatore normale ha già smesso da un pezzo; un giocatore forte sta riflettendo su quanto ancora vuole rimandare la fine della carriera; un campione, magari, viene impiegato ancora con il contagocce provando a massimizzare il proprio apporto per la causa.
A 39 anni Lionel Messi gioca titolare nell’Argentina Campione del Mondo in carica e la trascina in finale ai Mondiali 2026. Due assist che gli permettono di ritoccare il suo stesso record salendo a quota 12 nella Coppa del Mondo, nessuno come lui. Ne beneficiano prima Fernandez con una staffilata da fuori all’85’, poi Lautaro Martinez al 92′. Una partita che sembrava stregata per l’Albiceleste, sotto di un gol, con due pali colpiti da MacAllister e un assedio che sembrava sempre sul punto di far crollare il muro inglese ma si scontrava contro l’ultimo difensore o un super Pickford.
Se da una parte il talento di Messi è impossibile da spiegare, dall’altra parte risulta, altrettanto inspiegabile, il suicidio tattico dell’Inghilterra. Dopo un primo tempo modello MMA con più falli che azioni, nella ripresa gli inglesi sbloccano la gara con Gordon e mettono la partita sui propri binari. Poi Tuchel decide che è il momento di fare le barricate: il baricentro si abbassa, la difesa passa a 5 e l’Inghilterra passa oltre mezz’ora nella propria metà campo, senza ripartire, soffrendo da matti le incursioni indiavolate dell’Argentina che sfiora più volte il gol. E poi lo trova. Anzi, li trova.
La rete dell’1-1 è uno schiaffo morale, fisico, psicologico. Il gol dell’1-2 è una mazzata vera e propria dalla quale gli inglesi non possono rialzarsi più. Maradona in cielo, Messi in terra: l’Argentina torna in finale del Mondiale a 4 anni dal titolo e proverà a bissare il trionfo contro la Spagna in una partita tutta da vivere.
