Benvenuto sulla terra, Giuseppe Falcomatà! Anzi, buongiornissimo, bentornato nella tua città. Ieri l’ex Sindaco ha scoperto l’acqua calda, ma non è la prima volta. Ha deciso di salire su un treno, di sedersi e di riflettere sul fatto che da Reggio Calabria a Roma ci vogliano più o meno il doppio delle ore di quanto ci voglia da Roma a Milano. Ebbene sì, anche Giuseppe Falcomatà ha preso un treno. E anche Giuseppe Falcomatà ha scoperto l’ovvio, ciò che chiunque sa da una vita. Che tempismo, però! Chissà perché lo ha scoperto proprio adesso, chissà perché proprio adesso ha deciso di dirlo.
L’attuale Consigliere Regionale calabrese ha pubblicato un video sui social per affermare questo: “Un collegamento ferroviario veloce tra la Calabria ed il resto del paese non è più rinviabile. L’Alta Velocità non è un pennacchio, ma un’esigenza ordinaria per migliaia di persone che ogni giorno hanno necessità di spostarsi per motivi di lavoro, di studio, e purtroppo anche sanitari. PS: Fate vedere a Salvini e Occhiuto questo video che racconta una ‘normale’ giornata di viaggio per chi parte da Reggio per raggiungere Roma”.
Ribadiamo, dopo aver letto le sue parole. Ma buongiorno! Ma Giuseppe Falcomatà sa di essere di questa terra, di questo mondo, di questa città? Ma Giuseppe Falcomatà che città ha guidato, per 12 anni? Ma lo sa, Giuseppe Falcomatà, che si arrabbia con Occhiuto, che prima di lui, e prima ancora della compianta Jole Santelli, a guidare la Regione c’era il suo Governatore PD Oliverio? E cosa ha fatto, Oliverio, per l’Alta Velocità? La situazione di oggi è esattamente uguale a quella di allora. Evidentemente, però, Falcomatà anni fa non prendeva i treni. Era troppo impegnato nella sua città, ad asfaltare le strade, a lavorare per una città pulita, a garantire acqua per tutti.
Sì, Giuseppe Falcomatà si è svegliato oggi. O ha fatto finta di dormire, finora. In questo sonno profondo, pensate un po’, l’ex Sindaco ha pensato bene di presentare ricorso contro il Ponte sullo Stretto. Fake? Follia? No, tutto vero! Colui che invoca l’Alta Velocità, colui che sa che Alta Velocità è Ponte sullo Stretto, urla per il primo e presenta ricorso per il secondo. Lo ha fatto diversi mesi fa, insieme al Sindaco di Villa San Giovanni Caminiti. Soldi dei cittadini per un ricorso inutile. E perso in partenza. E infatti è stato respinto.
Ma lo sanno anche i muri che l’Alta Velocità non arriverebbe mai a Reggio Calabria, non si fermerebbe mai a Villa San Giovanni. Avrebbe senso, e giustamente, solo se collegasse anche la Sicilia, una fetta enorme di Sud Italia, ben 5 milioni di cittadini. Continuità territoriale e trasporti più rapidi e più vicini. Per questo si è sempre affermato che il collegamento stabile altro non è che un importante pezzo del puzzle nel grande progetto che vede anche lo sviluppo delle ferrovie, l’Alta Velocità appunto, le risorse per la SS 106 e tutte le opere complementari.
Lo sanno tutti, lo hanno capito tutti. Perlomeno le persone colte, le istituzioni, i politici, chi si informa, insomma. E Giuseppe Falcomatà è persona colta, certamente. E quindi lo sa anche lui. Sa che Alta Velocità senza Ponte sullo Stretto non ha senso e sa anche che Ponte sullo Stretto senza Alta Velocità non ha senso. Battagliare per una e contrastare l’altra è quanto di più demagogico possa esistere. Ma in fondo: cosa aspettarsi da un partito, e da un’area politica, che ben poco ha fatto, sabato come in altri casi precedenti, nel condannare le violenze di quei delinquenti che hanno incendiato mezzi della polizia, arrivando allo scontro, proprio per dire no all’Alta Velocità in Val di Susa? Vannacci lo ha chiamato “Il mondo al contrario”, però si sono arrabbiati…
