Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), approvata in Calabria la norma che punta a stabilizzare 344 lavoratori

.Calabria, legge regionale per il superamento dei TIS. Il commento del Consigliere Regionale Angelo Brutto

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all’unanimità una legge che mira a chiudere definitivamente il bacino dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), una delle questioni occupazionali più complesse e delicate della regione. Il capogruppo di FdI in Consiglio regionale, “Con l’approvazione all’unanimità della legge in Consiglio regionale intendiamo compiere un passo decisivo verso il definitivo superamento del bacino dei Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS), una delle più complesse e delicate questioni occupazionali che la Calabria si trascina da anni”, ha dichiarato Angelo Brutto, sottolineando il ruolo del presidente Roberto Occhiuto e dell’assessore al Lavoro Giovanni Calabrese nella definizione e promozione dell’iniziativa legislativa.

“Parliamo di lavoratori che hanno garantito servizi essenziali nei Comuni, negli enti pubblici e nelle amministrazioni del territorio, spesso senza avere la certezza di un futuro lavorativo stabile. A loro dobbiamo risposte serie, sostenibili e soprattutto definitive. La legge nasce da un’attenta ricognizione effettuata dagli uffici regionali. Dei 3.758 TIS ammessi al quinto anno, oltre mille lavoratori over 60 hanno già beneficiato delle misure di fuoriuscita previste. Parallelamente, gli enti locali hanno avviato procedure di selezione per oltre 1.700 posizioni lavorative. Oggi, la platea residua potenzialmente interessata dagli interventi regionali è stimata in 938 persone. È su questi lavoratori che si concentra la nostra iniziativa legislativa”, ha aggiunto Brutto.

L’obiettivo della legge è chiaro: “svuotare completamente il bacino residuale attraverso un sistema integrato di misure che mette insieme stabilizzazioni, incentivi economici e politiche attive del lavoro”. Grazie alle risorse statali già disponibili sarà possibile finanziare la stabilizzazione di 277 lavoratori, a cui si aggiungono ulteriori 67 assunzioni rese possibili dalle risorse degli anni precedenti. “Complessivamente, quindi, potranno essere stabilizzati 344 lavoratori. Per coloro che non rientrano nei percorsi di assunzione, la proposta introduce una misura innovativa e concreta: un contributo economico una tantum, fino a 40 mila euro, parametrato all’età del beneficiario, accompagnato da percorsi di formazione, riqualificazione professionale e inserimento nel mercato del lavoro. Non si tratta di un semplice incentivo all’uscita, ma di uno strumento che punta a favorire nuove opportunità occupazionali e a garantire una transizione dignitosa verso il lavoro o verso altre prospettive professionali”.

Le misure previste puntano a offrire nuove opportunità occupazionali e a valorizzare le competenze dei lavoratori, favorendo percorsi di inserimento e reinserimento lavorativo sia nel settore pubblico che in quello privato. L’intervento mobilita complessivamente circa 39,5 milioni di euro tra fondi statali, risorse già assegnate e programmazione europea del PR Calabria 2021-2027.

“Questa legge rappresenta una scelta di responsabilità. Non alimenta illusioni, ma offre soluzioni concrete e percorribili. Dopo anni di interventi parziali, la Calabria può finalmente dotarsi di uno strumento capace di chiudere definitivamente la stagione del precariato storico dei TIS. Come Fratelli d’Italia abbiamo sempre sostenuto che il lavoro non può essere sinonimo di precarietà permanente. Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di trasformare una lunga emergenza sociale in una prospettiva di stabilità, dignità e sviluppo. La nostra legge va esattamente in questa direzione: dare risposte ai lavoratori, sostenere gli enti locali e costruire una Calabria che sappia valorizzare le competenze maturate negli anni, garantendo al tempo stesso sostenibilità e certezza delle scelte pubbliche”, ha concluso Brutto.