Strage di Amendolara, Occhiuto: “la Calabria terra di accoglienza, da sempre. Attenzione a non autoflagellarci”

Le parole di Roberto Occhiuto in Consiglio Regionale rispondendo alla lunghissima discussione del primo punto all'ordine del giorno, quello sul caporalato

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb
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“Ho apprezzato quasi tutti gli interventi dei Consiglieri, anche di quelli di Minoranza, perché hanno avuto la sensibilità giusta in un tema in cui non è il momento di dividersi. Però tragedie del genere è chiaro che abbiano bisogno di approfondimenti ulteriori. Sicuramente dobbiamo attendere gli esiti delle indagini, ma è normale concentrarci su temi come sfruttamento o caporalato. Non è vero che noi siamo quelli ‘faremo o diremo’ perché alcune cose le abbiamo fatte, se penso ad esempio allo sbaraccamento a San Ferdinando”. Così il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto esordisce in Consiglio Regionale rispondendo alla lunghissima discussione del primo punto all’ordine del giorno, quello sul caporalato.

“Sappiamo che questi fatti non riguardano solo la Calabria, giorni prima della strage di Amendolara avete sentito cosa è successo a Milano, dove hanno scoperto caporalato per i lavori del Consolato americano. Qui noi ne discutiamo come se fosse un problema soprattutto calabrese. Io sono orgoglioso che si parli di questo in Consiglio Regionale, ma attenzione anche ad autoflagellarci. Ricordiamo cosa è successo a Cutro qualche anno fa e ricordiamo la nostra grande solidarietà rispetto a chi urlava al fuoco” della tragedia”.

Occhiuto ha parlato del tema dell’integrazione, ricordando cosa i nostri nonni hanno fatto in passato, quando emigravano per i piccoli lavori: “e poi diventavano piccoli imprenditori e poi diventavano grandi imprenditori. Ecco, noi lo abbiamo fatto lì, perché gli altri non possono farlo in Italia. Non dimentichiamo il grande cuore della Calabria e dei calabresi. La nostra Regione ha accolto sempre i migranti”.