“Se la Calabria produce più energia di quanta ne consuma, esporta una quota rilevante della propria produzione verso altri territori e, nello stesso tempo, famiglie e imprese continuano a pagare l’elettricità come se questo vantaggio territoriale non esistesse. È giusto, allora, che la questione si sposti sui tavoli della politica regionale per ricordare a chi ne ha le responsabilità degli adempimenti attuativi. In questa ottica – spiega Vincenzo D’Agostino, Amministratore Delegato di Omnia Energia Spa – è giusta la posizione assunta dal Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, che nei giorni scorsi ha diffidato l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) per inoperosità sull’attivazione della riforma dei prezzi zonali dell’energia; una posizione importante che va sostenuta con convinzione. Il costo dell’energia, infatti, si traduce in competitività per le imprese, attrazione per gli investimenti, potere d’acquisto per le famiglie, qualità dei servizi pubblici e possibilità concreta di trasformare la Calabria in una regione davvero sostenibile”.
D’Agostino coglie l’occasione per sollecitare anche un intervento politico sul Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
D’Agostino coglie, quindi, l’occasione per sollecitare anche un intervento politico sul Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE). “Si tratta – aggiunge – di un punto di non ritorno e, allo stesso tempo, di una battaglia che va letta non come rivendicazione episodica, ma come passaggio strategico per correggere un paradosso: una regione produttrice netta di energia non può non trarre un vantaggio competitivo da questa condizione”.
“Vi è da dire anche – prosegue D’Agostino – che la possibilità di applicare i prezzi zonali, invece che quello del Prezzo Unico Nazionale (PUN) è già legge dal 2021: peccato che non si precisava da quando doveva diventare operativo. Nel 2023, invece, un nuovo decreto stabiliva che il prezzo di zona doveva diventare operativo dal 1 gennaio 2025, a seguito di un decreto attuativo del MASE, una volta sentita l’ARERA. Ad oggi non sappiamo del perché il MASE ancora non abbia provveduto a legiferare. Bene farà dunque Occhiuto, dopo che ha diffidato ARERA, a sollecitare anche il Ministro competente”.
“La Calabria sta vivendo una fase nuova”
“La Calabria – aggiunge l’AD di Omnia Energia – sta vivendo una fase nuova. I dati economici diffusi da Bankitalia e rilanciati nel dibattito nazionale raccontano una regione che nel 2025 è cresciuta più della media italiana, con segnali positivi su occupazione, export, turismo, infrastrutture e logistica. Ma questa dinamica non può restare affidata soltanto a condizioni favorevoli o a singole traiettorie. Se la Calabria vuole consolidare questo risveglio, l’energia deve diventare una leva strutturale di sviluppo, non un costo che frena imprese, comuni, famiglie e nuovi investimenti”.
Per l’Amministratore delegato della società energetica leader nelle rinnovabili in Calabria, la questione non si esaurisce nel prezzo
Per l’Amministratore delegato della società energetica leader nelle rinnovabili in Calabria, la questione non si esaurisce nel prezzo. “La Calabria – sottolinea – deve usare questa fase per costruire una vera strategia regionale dell’energia sostenibile, capace di tenere insieme produzione da fonti rinnovabili, accumulo, efficienza energetica, comunità energetiche, autoconsumo, digitalizzazione dei consumi, riduzione degli sprechi, tutela delle famiglie fragili e competitività del sistema produttivo. Produrre energia è importante; governarla meglio è decisivo”.
Da qui la proposta che Omnia Energia rivolge al Presidente Occhiuto: “pensiamo ad una cabina di regia regionale sull’energia sostenibile, coinvolgendo le aziende calabresi che operano nel settore delle rinnovabili, dell’efficienza energetica, delle ESCO, dell’impiantistica, della digitalizzazione dei consumi, delle comunità energetiche e dei servizi innovativi. Non un tavolo formale, ma un luogo operativo di confronto, brainstorming e proposta, capace di raccogliere idee, esperienze, criticità e soluzioni già presenti sul territorio”.
“La Calabria – continua D’Agostino – dispone di competenze tecniche, imprese qualificate, università, ricerca, territori con grande potenziale solare, aree produttive da efficientare, piccoli comuni da accompagnare e filiere che possono essere rese più competitive attraverso l’energia. Serve però una regia che metta insieme pubblico e privato, Regione e imprese, ricerca e amministrazioni locali. La transizione energetica non può essere soltanto somma di bandi: deve diventare una politica industriale regionale”.
“Ad Occhiuto va riconosciuto il merito di aver posto un tema che riguarda il futuro economico della Calabria”
“Al Presidente Occhiuto – precisa ancora – va riconosciuto il merito di aver posto con forza e per la prima volta nella storia regionale un tema che riguarda il futuro economico della Calabria. Omnia Energia è pronta a dare il proprio contributo, insieme alle altre aziende del settore, per costruire una proposta concreta e condivisa. La Calabria può diventare un laboratorio nazionale dell’energia sostenibile: una regione che produce, consuma meglio, accumula, innova, riduce gli sprechi e usa il proprio vantaggio energetico per generare sviluppo. La direzione indicata dal Presidente è giusta. Ora – conclude Vincenzo D’Agostino – serve trasformarla in metodo, programmazione e risultati”.
