“Io, onestamente mi sentivo già a Palazzo San Giorgio, perché vedevo già a pelle tutte le persone che passavano di qua, che si pigliavano i volantini, si fermavano, mi domandavano il mio programma, quello che avevo in mente di fare. Forse, non sono arrivato a Palazzo San Giorgio perché non ho il diploma, ho il terzo superiore. La gente si è spaventata, qualcuno magari gli ha messo nella testa che non avendo il diploma non potessi andare a Palazzo San Giorgio”. C’è rimasto male Paolone detto Gas, si vedeva già a Palazzo San Giorgio, in Consiglio Comunale. Del resto, gliel’hanno fatto credere candidandolo e gettandolo nel tritacarne nazionale per racimolare qualche voto extra utile a blindare un seggio per la lista Reset. Queste sono le logiche del centrosinistra. E comunque, vuoi mettere che diventi il santino baciato ogni mattina nella routine di Sorgonà?
Nell’intervista di Graziano Tomarchio, per StrettoWeb, Paolone chiarisce il motivo per il quale non è entrato a Palazzo San Giorgio: la mancanza del diploma. Effettivamente, il famoso ‘pezzo di carta’ avrebbe coperto certamente le dichiarazioni omofobe e razziste, l’inadeguatezza politica e la mancanza di cultura generale mostrata a più riprese sui media locali e nazionali.
“Per il progetto che avevo io non ci voleva un diploma. – afferma Paolone – Perché fare una strada, fare l’illuminazione, fare la rete fognaria, la spazzatura, e poi principalmente mi battevo per i giovani che volevo che rimanevano a Reggio Calabria, perché tutti i figli di mamma hanno a restari a Reggio Calabria. Forse perché parlo in dialetto… ma mi facevo capire lo stesso, anche senza diploma, anche senza laurea, non ci vogliono studi formali per andare a Palazzo San Giorgio. Mi dispiace, mi dispiace non poter servire la gente come volevo io, però una cosa dico: continuo a fare campagna elettorale, sono con il mio popolo, avanti popolo, oh gente mia… se riuscirò la prossima volta magari, se ce la farò, li voglio guidare io a Palazzo San Giorgio“.
Gli viene chiesto se, forse, ha sbagliato candidato. Paolone prima fa un augurio al suo ‘amico’ Cannizzaro “di buon lavoro, mi complimento con lui per i voti che ha preso, ha fatto la sua campagna elettorale, ha vinto, buona vincita che ha fatto il signor Ciccio Cannizzaro“. Poi fa un dietrofront clamoroso su Falcomatà.
Dopo aver denigrato l’attuale amministrazione nelle prime dichiarazioni, sostenendo giustamente che la città fosse piena di buche, spazzatura, con delle zone in cui difetta l’illuminazione, con i giovani costretti ad emigrare (cose che, per altro, continua a confermare), oggi Paolone si rimangia tutto.
Prima fa uno strano preambolo sulla lista Reset, “forse ce l’hanno con Falcomatà“, poi si lancia in una difesa personale degna del miglior Brunetti: “perché ce l’avete tutti con Giuseppe Falcomatà? Perché Giuseppe Falcomatà ha fatto lo straccio di Reggio Calabria? Giuseppe Falcomatà ha risanato il Comune quando è entrato lui che il Comune doveva essere commissariato e ha chiuso il bilancio in ‘buona cosa’; ha portato l’ATAM a buoni livelli; i lavoratori della Castore li ha portati a buoni livelli.
Perché ce l’avete tutti con Falcomatà? Non capisco il motivo… il disastro che ha fatto… Certo, la città non è che una delle migliori città del mondo, però bastava una piccola limatura con la continuazione del sindaco Battaglia, potevamo fare qualcosa di più. E poi un’altra cosa, non gli hanno dato le deleghe a Falcomatà, come faceva Falcomatà a fare tutti questi lavori, però ha incominciato a fare il Campo Coni, il Museo del Mare, la palestra San Giovannello e tanti altri lavori che io ho sentito dai giornali.
Tutti dicono lo sfascio di Falcomatà, il disastro di Falcomatà, io non lo vedo questo disastro di Falcomatà. Vedo una persona, forse non è stato pubblicizzato bene, dei suoi fan, quelli che aveva attorno, gli assessori, gli impiegati comunali non l’hanno pubblicizzato bene. Che si circondi di persone per bene e che si faccia guidare da persone per bene. La prossima volta speriamo che vinca Falcomatà”.
Strafalcioni e inesattezze a parte, con un Campo Coni che ha visto accumularsi più spazzatura che ritardi (ed è una bella lotta) e il Museo del Mare prima cestinato e poi tirato fuori dalla spazzatura 12 anni dopo (una costante…), giusto per dirne due, la cosa che ci preoccupa è “la prossima volta speriamo che vinca Falcomatà“. Non sappiamo esattamente dove: se a briscola, a calcetto con i consiglieri comunali di opposizione, all’amato fantacalcio. Ci auguriamo solo che non c’entri nulla con un qualsiasi ambito della vita politica che riguardi questo Paese.
Anche perchè l’uomo forte del centrosinistra, fra 5 anni, sarà Paolone: “penso di ricandidarmi, sì. Con meno buche e spazzatura, sperando che le sistemano con la nuova amministrazione, così abbiamo meno lavoro da fare. Speriamo che il buon cuore di Francesco Cannizzaro porti la città, come dice lui, a un buon livello“.
Se fin qui abbiamo toccato livelli altissimi di surrealismo politico-sociale, il finale è d’autore. Si arriva alle origini del gesto della V con le dita: “questo l’ha fatto uno dell’Inghilterra, il signor ‘Circing’ (Churchill, ndr), il ministro della regina Elisabetta, che all’epoca ha fatto vincere la regina Elisabetta“. Sipario.

