Reggio Calabria vive in queste ore il lutto per la morte di Carmelo Caridi, già vice Sindaco, riferimento cittadino della Democrazia Cristiana nel secolo scorso e padre dell’ex Senatore Antonio, assolto con la formula piena dal mega-teorema di Gotha proprio un mese fa. A tributare l’ultimo saluto a Carmelo Caridi tutta la città, dal Sindaco Cannizzaro all’ex Sindaco Falcomatà, con unanimi apprezzamenti bipartisan. Ma oltre gli steccati dei politici, è il noto giornalista Pino Toscano a lasciare un ricordo degno della sua nobile firma con un toccante editoriale pubblicato su Facebook e intittolato “IN MORTE DI UN UOMO PERBENE”. Il cronista parte da una profonda convinzione personale, introducendo il suo pensiero con queste parole: “Chiamatele coincidenze, se preferite. Io comincio ad avere qualche dubbio sulla casualità di certi eventi con i quali noi umani siamo chiamati a confrontarci. Vengo e mi spiego.” Il giornalista delinea con precisione il profilo politico e umano dello scomparso, ricordandone il ruolo di storico vicesindaco e sottolineando come “Carmelo Caridi, che i reggini ricorderanno come vicesindaco silenzioso e prezioso di Italo Falcomatà durante la cosiddetta Primavera di Reggio, ha ‘scelto’ di morire al momento giusto: quello nel quale il figlio Antonio – già senatore della Repubblica – è stato pienamente e definitivamente assolto dall’infamante accusa di aver trescato con la ‘ndrangheta mossagli dalla procura di Reggio Calabria, rilanciata nell’aula di Palazzo Madama dal gommoso presidente Pietro Grasso e convalidata dal vile parlamento italiano con i voti di Pd, Sinistra e Lega.” Una tempistica che non ha nulla di casuale, intrecciandosi inesorabilmente con il riscatto del senatore della Repubblica e della sua famiglia, finalmente liberati per sempre dall’ombra della ‘ndrangheta.
Dieci anni di calvario e la definitiva assoluzione di Antonio Caridi
Il dolore di una vicenda giudiziaria che ha segnato la famiglia Caridi viene riassunto con maestria nelle parole del cronista, che ripercorre con amarezza quel lungo decennio di sofferenze e di privazioni legate al carcere. “Sono passati, da quel giorno vergognoso nella storia della Repubblica, dieci anni”, scrive Toscano, aggiungendo che sono stati “Dieci lunghi anni durante i quali Antonio ha conosciuto l’ombra scura del carcere e suo padre, con Pasqualina e il resto della famiglia, il lento procedere del tempo e l’attesa angosciosa del verdetto definitivo.” È proprio in questo contesto di attesa angosciosa che il trionfo della giustizia assume un valore quasi catartico. Nel momento in cui la sentenza definitiva diviene realtà, poiché “Alla fine, l’innocenza di Antonio è stata riconosciuta e consacrata in sentenza”, scatta qualcosa di misterioso nell’animo stanco ma fiero del genitore. Il giornalista offre a tal proposito una lettura struggente, intrisa di profonda sensibilità: “La butto lì: secondo me è stato in quel momento che Carmelo ‘ha deciso’ che poteva anche morire. Senza timore e senza rimpianti. Il tempo sospeso dell’attesa – che gli aveva dato la forza di resistere – era finito. Non c’era più motivo di lottare…”
La teoria del tempo sospeso tra coincidenze e destino biologico
L’analisi introspettiva non si ferma alla sola vicenda reggina, ma si allarga per abbracciare in senso molto più ampio l’affascinante e complesso concetto del tempo sospeso. A supporto della sua personalissima tesi, il giornalista introduce un parallelismo inaspettato: “Questo pensiero mi è venuto in mente per una singolare casualità. Che poi sarebbero due, anche se della seconda ho qualche imbarazzo a parlare perché mi riguarda direttamente e, come diceva Pasolini, mi costringe a confrontarmi con ‘il mio sacro poco’. Esercizio alquanto difficile.” Il primo di questi esempi riguarda la toccante storia dell’ex calciatore Igor Protti: “Nei giorni scorsi, dopo un lungo calvario, è morto l’ex calciatore Igor Protti. Tre settimane fa aveva accompagnato la figlia all’altare. Era il grande sogno: chiudere il capitolo della sua vita dopo aver realizzato il desiderio che più gli stava a cuore. A quel punto, la morte sarebbe diventata un ‘dettaglio’, la conclusione di un’esistenza breve ma intensa, sommersa di applausi sotto i riflettori degli stadi italiani.” Questi eventi dimostrano come l’amore e la forza di volontà possano, a volte, prolungare i limiti della stessa biologia: “E Igor ci è riuscito: ha segnato il suo gol più bello sotto la curva amica; l’ha fatto in giacca e cravatta, sfoderando un sorriso luminoso.”
Il ricordo personale di Pino Toscano e il trionfo dell’amore familiare
La riflessione si fa ancora più intima nel momento conclusivo dell’articolo, dove il giornalista reggino sceglie di mettersi a nudo per celebrare il valore assoluto dell’amore familiare. “Questi due episodi, mi hanno portato inevitabilmente a ricordare una vicenda personale, della quale scrivo per la prima volta scusandomi con chi mi legge”, esordisce commosso. Torna con la memoria a un momento estremamente delicato della propria condizione di salute: “Era il 2021. Maggio. Andai da un professorone per una visita sul mio stato di salute, non brillante in quel periodo. Alla fine, il luminare restò per qualche secondo in silenzio.” È esattamente in quel frangente che emerge la determinazione indomita di un padre, un autentico uomo perbene: “Decisi così di rompere quello strano tempo sospeso: ‘Professore, parliamoci chiaro, a me interessa arrivare a Settembre per portare mia figlia all’Altare. Pensa che possa farcela?’. Mi rispose: ‘Speriamo’.” Quella speranza si è poi trasformata in uno splendido trionfo della vita, come racconta con grandissima emozione l’autore stesso: “Il giorno del matrimonio – celebrato nell’incanto dell’Isola Verde – fu bellissimo. Non solo ho condotto Silvia davanti al prete, ma quella sera ho anche ballato con lei! Sono passati cinque anni e sono ancora qua.” L’epilogo è uno straordinario inno alla resilienza, alla fede e alla magia dell’esistenza terrena: “Se tre indizi fanno una prova, in questi tre casi è successo qualcosa di straordinario. E comunque io voglio crederci. A prescindere.”

