“In considerazione del gravissimo atto sacrilego compiuto in Chiesa, scoperto nella serata di giorno 8, degli ingenti danni provocati per tale motivo ai beni della Confraternita, sentiti S.E. l’Arcivescovo e la Commissione Straordinaria, si dispone la chiusura temporanea della Chiesa di Maria SS. del Rosario e la conseguente sospensione di qualsiasi attività liturgica e pastorale”. E’ bastato questo breve avviso, sui canali ufficiali della parrocchia, per rendere noto quanto accaduto a Bagnara nelle scorse ore. Un atto sacrilego, in questo caso un furto di beni storici e religiosi, ha mandato sotto shock la comunità e nello specifico la parrocchia Maria SS. del Rosario, che a causa di questo ha chiuso la Chiesa e ha sospeso momentaneamente alcune attività pastorali e liturgiche.
Sdegno è stato espresso dalla comunità e ancor di più da due Assessori Comunali, Raneri e Gramuglia.
Così scrive Raneri, Assessore con delega alle funzioni religiose: “Apprendo con profondo dolore, sgomento e indignazione la notizia del gravissimo atto sacrilego consumato ai danni della Chiesa di Maria Santissima del Rosario di Bagnara Calabria, che ha portato alla sottrazione di beni di inestimabile valore storico, religioso e affettivo appartenenti all’Arciconfraternita del Rosario. Desidero esprimere la mia più sincera e totale solidarietà ai confratelli e alle consorelle dell’Arciconfraternita, ai Commissari che oggi guidano il sodalizio, nonché all’intera comunità di Bagnara Calabria, profondamente ferita da un gesto che colpisce non soltanto un patrimonio materiale, ma soprattutto la fede, la devozione e la memoria collettiva di generazioni di fedeli. Gli ori trafugati non rappresentano semplicemente beni appartenenti alla Confraternita. Essi costituiscono il segno tangibile dell’amore e dell’affidamento del popolo bagnarese alla Vergine del Rosario: ex voto donati in segno di gratitudine per grazie ricevute, ricordi custoditi nel dolore dei lutti familiari, testimonianze di fede tramandate nel corso dei decenni. Ogni oggetto sottratto racchiude una storia personale, una preghiera esaudita, una speranza affidata alla Madonna.
Per questo motivo il furto assume una gravità ancora maggiore, configurandosi come un’offesa non solo al patrimonio della Confraternita, ma all’identità religiosa, culturale e spirituale dell’intera comunità. Ancora più doloroso è constatare come un episodio tanto miserabile richiami alla memoria un precedente analogo verificatosi oltre cinquant’anni fa, una ferita che sembrava appartenere ormai al passato e che oggi torna purtroppo a riaprirsi, generando rabbia e amarezza in tutti coloro che hanno a cuore la storia e le tradizioni di Bagnara Calabria. Di fronte a un atto così vile e deplorevole, manifesto il mio fermo sdegno e la mia più assoluta condanna verso chi si è reso responsabile di tale gesto, dimostrando totale mancanza di rispetto nei confronti della fede, della devozione popolare e del patrimonio spirituale della nostra comunità. Confido nel lavoro delle Forze dell’Ordine e della Magistratura affinché venga fatta piena luce sull’accaduto, siano individuati i responsabili e possa essere recuperato quanto sottratto. Al tempo stesso, auspico che chi ha commesso questo gesto trovi il coraggio di compiere un atto di pentimento, restituendo integralmente quanto rubato e costituendosi alle autorità competenti, assumendosi le proprie responsabilità davanti alla giustizia e alla comunità che ha così profondamente ferito”.
Così invece l’Assessore Gramuglia: “Qualora trovassero conferma le voci che in queste ore circolano nel paese circa il possibile trafugamento degli ori della Madonna dell’Arciconfraternita di Maria Santissima del Rosario, si tratterebbe di un colpo durissimo per l’intera nostra comunità. Esprimo sin da ora la più sincera vicinanza all’Arciconfraternita di Maria Santissima del Rosario e a tutta la comunità religiosa bagnarese per il gravissimo e doloroso episodio che avrebbe colpito uno dei simboli più cari della nostra fede e della nostra identità collettiva. Il trafugamento degli ori della Madonna rappresenterebbe una ferita profonda non solo per i confratelli e per i fedeli, ma per tutta Bagnara. Quei monili, infatti, non sono semplicemente oggetti di valore materiale, essi racchiudono la devozione, i sacrifici e l’amore di generazioni di nostri nonni e delle nostre nonne che, con spirito di fede e rinuncia, hanno donato quanto avevano accumulato nel corso di una vita di lavoro e sacrifici.
Si tratta di un patrimonio che appartiene alla memoria collettiva del nostro paese, un tesoro custodito nel tempo come testimonianza della profonda religiosità e dell’attaccamento della nostra comunità alle proprie tradizioni. Confido pienamente nel lavoro delle Forze dell’Ordine e degli organi investigativi affinché venga fatta al più presto piena luce sull’accaduto e siano individuati gli eventuali responsabili di questo vile gesto. Oggi più che mai è il momento dell’unità, della solidarietà e della vicinanza. Bagnara saprà stringersi attorno all’Arciconfraternita di Maria Santissima del Rosario, riaffermando con forza quei valori di fede, rispetto e appartenenza che nessun atto criminale potrà mai sottrarre o spezzare”.

