“Piazza Pulita”. Cannizzaro e la pulizia straordinaria delle strade? No, non stiamo parlando di quello. Capiamo che, dopo una giornata intensa come quella di oggi, in cui è stato annunciato il piano lanciato dal Sindaco, si potesse pensare a quello, ma noi stiamo parlando di Reggina. L’imminente arrivo di Claudio Lotito significa “piazza pulita”. Dirigenza spazzata via, tutta nuova: non ci sarà spazio per chi ha contribuito – sportivamente parlando – a rendere questi tre anni i più umilianti e vergognosi della storia amaranto. E c’è chi, consapevole che non avrà più alcun ruolo all’interno del nuovo organigramma, si sta muovendo o si è già mosso per spostarsi.
E’ ufficiale, ad esempio, l’approdo di Giuseppe Praticò al Campobasso. Ha portato lui Matt Rizzetta a Reggio Calabria, nell’obiettivo di convincere un Ballarino di pietra, integerrimo, ma alla fine è stato Praticò ad andare da Rizzetta. Farà il DG. Buona fortuna… a loro, cioè ai tifosi del Campobasso.
Stessa sorte per il team manager Francesco Alessandro, messinese, uno degli elementi di una Reggina praticamente colonia siciliana, nell’anno appena passato anche con l’approdo dell’allenatore. Alessandro non resterà e su di lui si stanno muovendo alcune società.
Altro protagonista a salutare, sempre oggi, è un calciatore, Luca Ferraro, che approda ufficialmente alla Fidelis Andria. L’attaccante, tra i meno peggio di una stagione disastrosa, ha provato a salvare il salvabile. Anzi, ha provato a salvarsi. Ma non era, non lo è mai stato e mai poteva esserlo, l’attaccante di punta di una squadra che voleva, professava, anzi sognava (perché solo di sogni si poteva parlare) di vincere il campionato di Serie D. Anche perché difatti è stato sempre da solo, considerando la toccata e fuga con Montalto e l’oggetto misterioso Guida. Anche fossero stati tre, tuttavia, di attaccanti ne servono molti di più, e tutti di uguale caratura (alta), per vincere i tornei. Non ci si può affidare a un giocatore che aveva con sé solo un anno di D alle spalle, tra l’altro col Sambiase neopromosso, dopo anni in Eccellenza.
Ma questa è un’altra storia. E’ la storia di una società, ormai ex, che per tre anni ha alimentato la sua propaganda intortando la tifoseria di belle parole e pochi fatti. E lo ha fatto anche servendosi di alcuni degli elementi di cui sopra, il DG su tutti. Ma ora non ci sarà più spazio per quelli come lui, né per i giocatori provenienti dall’Eccellenza. Nulla di personale, ma è solo un’analisi sportiva: a mai più rivederci. Ora si volta pagina, nelle scelte, negli uomini, nelle competenze e nelle risorse. Non si guarderà indietro, sotto, ma davanti, in alto. Sempre più in alto.
