Reggio Calabria, una cittadina critica Falcomatà: “guardi indietro e chieda scusa la città”

Una cittadina di Reggio Calabria ha commentato con un tono polemico e provocatorio le recenti dichiarazioni del consigliere regionale Avv. Giuseppe Falcomatà

Foto di Salvatore Dato / StrettoWeb

Una cittadina di Reggio Calabria ha commentato con un tono polemico e provocatorio le recenti dichiarazioni del consigliere regionale Avv. Giuseppe Falcomatà, che ha messo in evidenza la situazione delle abitazioni di Arghillà, gestite dall’Aterp, definendole abusive e luoghi in cui, secondo il consigliere, “regna la delinquenza”. Sebbene la critica all’operato dell’Aterp possa essere legittima e condivisa da molti, la cittadina non ha mancato di sollevare un punto importante: se è vero che ogni cittadino ha il diritto di esprimere il proprio dissenso, sarebbe anche il caso che il consigliere Falcomatà ricordasse che, nella stessa città, ci sono immobili di proprietà del Comune che presentano problemi simili, se non addirittura peggiori.

In particolare, il Rione Marconi, un’area della città, è da anni al centro di problematiche legate all’abusivismo e alla criminalità. “Purtroppo“, sottolinea la cittadina, “questo quartiere è quotidianamente oggetto di attenzioni da parte delle forze armate”, a causa della persistente situazione di degrado e il continuo emergere di fenomeni legati alla criminalità. Secondo la cittadina, il consigliere Falcomatà sembrerebbe non tenere conto di questa realtà, concentrandosi esclusivamente sulla situazione delle case Aterp, senza estendere lo sguardo alle altre problematiche che affliggono la città.

Inoltre, la cittadina solleva un altro aspetto importante che riguarda la gestione del settore Patrimonio ed ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) negli ultimi 12 anni. “Il settore è stato oggetto di continui cambiamenti ai vertici, con nuove nomine di dirigenti che hanno visto un numero maggiore di responsabili rispetto agli stessi provvedimenti di sgombero“, afferma la cittadina. Questo andirivieni di dirigenti, senza un chiaro piano di azione, ha portato, secondo quanto dichiarato, a una gestione inefficace delle risorse e a un’assenza di programmazione concreta. “Ad oggi, dopo 13 anni, non si ha contezza del numero effettivo degli immobili ERP“, continua la cittadina, lamentando la mancanza di trasparenza nella gestione di queste strutture e l’assenza di dati certi su quante case siano effettivamente disponibili per le famiglie in attesa.

Le graduatorie dei bandi relativi alla legge regionale 32/96

Le graduatorie dei bandi relativi alla legge regionale 32/96, che dovrebbero consentire l’assegnazione delle abitazioni ai cittadini in diritto, sono rimaste “immobili“, senza che vi sia stata alcuna assegnazione. Molte famiglie, infatti, aspettano dal 2019 di ricevere una risposta, ma ancora oggi non vedono alcun esito. Secondo la cittadina, il “consigliere delle cause perse”, come lo definisce con tono ironico, non dovrebbe limitarsi a criticare l’operato della Regione Calabria, ma dovrebbe anche concentrarsi sui fallimenti amministrativi che hanno contribuito alla disastrosa situazione abitativa della città.

“Comodamente appollaiato sul suo scranno, Falcomatà non perde occasione per criticare tutto e tutti, ma sarebbe il caso che guardasse indietro e chiedesse scusa“, prosegue la cittadina, in un appello che invita il consigliere a fare autocritica per il passato amministrativo. “La città buona“, afferma, “quella che ha sempre rispettato le regole, quella che ha sperato in una gestione equa e giusta, non dimentica. Sono stati 13 anni in cui Reggio Calabria è stata ostaggio di politiche amicali che hanno privilegiato gli interessi di pochi, lasciando nel dimenticatoio le necessità di molti”.