Rigenerazione urbana, accelerazione e semplificazione delle procedure amministrative e incentivi per favorire gli investimenti privati nel settore dell’housing sociale: sono questi i punti cardine degli emendamenti al Piano Casa elaborati da Confabitare – Associazione Proprietari Immobiliari. Le proposte sono state illustrate in occasione dell’audizione presso la VIII Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 66/2026, e rappresentano i primi sviluppi operativi dello “strumento di indirizzo” annunciato dal Presidente del Centro Studi Tecnici Nazionale, nonché vicepresidente Confabitare Italia e presidente Confabitare Calabria.
L’iniziativa si inserisce nel solco del “Programma per la politica della casa e la gestione del territorio”
L’iniziativa si inserisce nel solco del “Programma per la politica della casa e la gestione del territorio”, presentato alcune settimane fa come contributo concreto dell’Associazione ai futuri amministratori della città di Reggio Calabria, in vista del rinnovo del Consiglio comunale. “Dalle parole ai fatti”, afferma il presidente Giovanni Malara “la casa ed il territorio hanno necessità della politica del fare, azioni concrete a più livelli per dare attuazione a tutte le misure necessarie a rigenerare e valorizzare il patrimonio immobiliare sia pubblico che privato. Il legislatore ha gli strumenti che possono orientare i cambiamenti, invertire le tendenze e rendere realizzabile tutte le iniziative che si rendono necessarie. Dare un contributo alla formulazione di una normativa così importante è un modo tangibile del nostro impegno quotidiano nel settore della proprietà immobiliare”.
L’associazione riconosciute dal MIT tra le “maggiormente rappresentative” a livello nazionale, iscritta al Registro dei portatori di interessi presso la Camera dei Deputati, ha depositato una nota tecnica contenente proposte di modifica volte a rendere più efficace e strutturale l’intervento pubblico e privato sul tema dell’abitare, soprattutto in relazione alle situazioni di disagio sociale e al recupero del patrimonio edilizio esistente.
Confabitare offre al legislatore un documento basato su un approccio integrato che coniuga riqualificazione urbana
Confabitare offre al legislatore un documento basato su un approccio integrato che coniuga riqualificazione urbana, inclusione sociale e contenimento del consumo di suolo. Gli interventi sono considerati di pubblica utilità, in quanto finalizzati all’eliminazione del degrado, e tali da consentire – nei casi più gravi – anche il ricorso a strumenti di acquisizione coattiva degli immobili abbandonati, al fine di favorire un’azione organica di recupero urbano.
Un altro tema rilevante riguarda la semplificazione dei procedimenti amministrativi, ad esempio attraverso la previsione che il parere della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio non sia vincolante nella decisione finale della conferenza di servizi, pur restando obbligatorio nei casi di interventi in aree sottoposte a vincolo. Una modifica alla normativa vigente in tal senso favorirebbe maggiore rapidità e certezza nei procedimenti, evitando situazioni di stallo e consentendo un equilibrio più efficace tra la tutela paesaggistica e l’interesse pubblico alla rigenerazione urbana. La proposta si inserisce nel solco delle recenti misure di semplificazione già introdotte in altri settori strategici, come quello delle energie rinnovabili, dove modelli procedurali accelerati hanno contribuito a ridurre significativamente i tempi decisionali.
Confabitare suggerisce l’introduzione di un credito d’imposta per stimolare gli investimenti privati
Sotto il profilo economico, Confabitare suggerisce l’introduzione di un credito d’imposta per stimolare gli investimenti privati nei progetti di riqualificazione urbana, quale leva fiscale efficace per orientare i capitali verso interventi di interesse pubblico, grazie alla semplicità di utilizzo e agli effetti immediati sul carico fiscale delle imprese.
Nell’applicazione delle misure previste dal Piano Casa, propone inoltre il coinvolgimento formale delle organizzazioni maggiormente rappresentative della proprietà immobiliare e dell’inquilinato nella definizione dei canoni calmierati e dei prezzi degli alloggi, in considerazione del ruolo già consolidato ed efficace svolto nella sottoscrizione degli Accordi Territoriali e della loro conoscenza delle dinamiche dei diversi mercati locali.
Con questo approccio, Confabitare intende offrire un contributo concreto al legislatore, intervenendo su più ambiti per rafforzare le politiche abitative e promuovere un modello capace di integrare in modo equilibrato intervento pubblico e iniziativa privata. “La valorizzazione del patrimonio esistente, la riduzione del degrado urbano e il rafforzamento della coesione sociale devono rappresentare i pilastri del Piano Casa – afferma, in conclusione, il presidente Malara –, l’associazione ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni per ulteriori approfondimenti, confermando il proprio ruolo di interlocutore attivo nella definizione delle politiche abitative a livello nazionale e garantendo una fattiva collaborazione con le amministrazioni locali”.
