Nell’ultimo anno di legislatura, il centrodestra non dovrebbe concentrare la propria azione politica soltanto sulla legge elettorale, ma tornare a occuparsi delle riforme che il Paese attende. È questo il punto politico più rilevante che emerge dall’analisi di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vicepresidente di Forza Italia, che interviene sul quadro nazionale dopo il voto amministrativo e indica alla coalizione una direzione precisa: non inseguire le pulsioni estreme, ma rafforzare il profilo moderato, riformista e di governo. Lo afferma in un’intervista a “L’Altravoce – Il Quotidiano nazionale” di Claudia Fusani.
Voto amministrativo, Occhiuto legge i risultati di Reggio Calabria e Venezia
La riflessione di Roberto Occhiuto parte anche dai risultati delle amministrative. A Reggio Calabria, secondo il presidente della Regione, il dato politico è chiaro: ha vinto l’onorevole Francesco Cannizzaro, che “ha uno storico rapporto con la città e ha raccolto i frutti del suo lavoro parlamentare”.
Il voto locale, nella lettura di Occhiuto, non può essere interpretato automaticamente come un test nazionale. Le elezioni amministrative premiano infatti soprattutto il radicamento, la credibilità dei candidati, il rapporto con le comunità e la qualità dell’azione svolta sui territori. È lo stesso criterio con cui il governatore guarda anche a Venezia, dove il successo del giovane centrista Venturini viene ricondotto alla sua attività amministrativa da assessore.
Per Occhiuto, le amministrative “non sono mai sovrapponibili ai voti delle politiche” e rappresentano piuttosto una verifica sulle leadership locali e sulla capacità dei singoli protagonisti di costruire consenso attraverso il lavoro quotidiano con il territorio. È una chiave di lettura che consente al vicepresidente di Forza Italia di rivendicare il ruolo dell’area moderata dentro il centrodestra, senza però trasformare il voto locale in un giudizio definitivo sugli equilibri nazionali.
Il centrosinistra e il campo largo dovrebbe fare “un bagno di umiltà”
Il giudizio sul cosiddetto campo largo resta infatti prudente e critico. Secondo Occhiuto, il centrosinistra dovrebbe fare “un bagno di umiltà“, perché la coalizione che ambisce a sfidare il centrodestra è ancora “un cantiere appena aperto”. La difficoltà, nella sua lettura, riguarda la capacità di tenere insieme identità politiche diverse, programmi coerenti e una proposta credibile per il Paese.
Il modello Calabria tra sanità, rifiuti, idrico e crescita
Alla critica sulle presunte difficoltà della maggioranza nazionale, Occhiuto risponde rivendicando l’esperienza del suo governo regionale. Il presidente della Regione Calabria respinge l’idea di una coalizione immobile sulle riforme e porta come esempio il lavoro svolto nella sua amministrazione, a partire dai settori più complessi.
Il governatore cita la riforma dei rifiuti e dell’idrico, il rilancio della sanità dopo quindici anni di commissariamento, il miglioramento del Pil calabrese e il tema del merito universitario. Il quadro che propone è quello di una Regione impegnata a intervenire su problemi stratificati da decenni, spesso aggravati da inefficienze, enti inutili e ritardi amministrativi.
“Non so come chiamarlo, so però quello che ho fatto“, afferma Occhiuto. “Ad esempio ho azzerato una quantità enorme di baracconi inutili, ho riformato il sistema dei rifiuti e dell’idrico, e i risultati si ottengono quando si affrontano problemi stratificati da decenni”, evidenzia Occhiuto.
La rivendicazione è politica e amministrativa insieme. Per Occhiuto, le riforme producono risultati solo quando si ha il coraggio di intervenire su nodi consolidati, anche a costo di affrontare resistenze. È su questo piano che il presidente calabrese colloca il cosiddetto modello Calabria, presentandolo come un laboratorio di governo fondato su decisioni operative e responsabilità amministrativa.
Il rapporto con Meloni e l’appello al coraggio sulle riforme
Sul governo nazionale e sulla premier Giorgia Meloni, Occhiuto mantiene una posizione di sostegno. Il presidente calabrese sostiene che la presidente del Consiglio abbia governato bene con il consenso degli italiani. Allo stesso tempo, invita tutti i componenti della maggioranza a mostrarsi “più coraggiosi” sulle riforme.
Il punto, secondo Occhiuto, è che ogni vera trasformazione incontra inevitabilmente opposizioni. Le riforme più incisive toccano interessi consolidati, corporazioni, assetti amministrativi e sistemi di potere. Per questo, a suo avviso, la maggioranza non deve arretrare davanti alle difficoltà, ma assumersi la responsabilità delle scelte.
Anche sulla sanità calabrese, il governatore rivendica decisioni contestate ma considerate necessarie. Tra queste richiama l’ordine dato ai consorzi agrari e il ricorso ai medici cubani, misura che ha suscitato dibattito ma che viene difesa come risposta concreta alle carenze del sistema sanitario regionale. In questa impostazione, la politica non deve limitarsi a registrare i problemi, ma intervenire anche quando le soluzioni producono polemiche.
Energia in Calabria, il paradosso delle rinnovabili senza vantaggi per i cittadini
Uno dei passaggi centrali dell’intervento riguarda l’energia. Occhiuto denuncia un paradosso che considera penalizzante per la Calabria: la regione produce più energia rinnovabile di quanta ne consumi, ma i cittadini non ne traggono alcun beneficio diretto in bolletta.
“Noi siamo una delle regioni che produce più energia rinnovabile in Italia, molta più di quella che consumiamo. Ma i calabresi non hanno alcun vantaggio“, prosegue.
Da qui la richiesta di applicare la tariffa zonale prevista da gennaio 2025, che dovrebbe consentire alle aree più virtuose dal punto di vista della produzione energetica di pagare meno. Per Occhiuto, il tema è insieme economico e territoriale: chi contribuisce alla produzione di energia pulita, sostenendo anche l’impatto degli impianti, deve poter ricevere un ritorno concreto.
La questione si lega direttamente al caro energia e alla competitività dei territori. Secondo il governatore, una norma sulla tariffa zonale rappresenterebbe oggi la risposta più immediata per rendere più equo il sistema e riconoscere il ruolo delle regioni che producono più energia di quanta ne consumino.
Transizione ecologica, eolico e fotovoltaico: compensazioni per i territori
Il tema energetico si intreccia con quello della transizione ecologica. Occhiuto sostiene che gli impianti di eolico e fotovoltaico non possano essere calati sui territori senza un adeguato sistema di compensazioni. Il punto non è contestare la produzione di energia pulita, ma evitare che a pagare il prezzo della transizione siano soltanto le comunità locali, gli agricoltori e il paesaggio.
Secondo il presidente della Regione Calabria, chi decide di realizzare impianti deve garantire benefici ai territori interessati, e non limitarsi a lasciare oneri ambientali, paesaggistici e agricoli. In questo quadro, il consenso alla transizione passa dalla capacità di renderla giusta, sostenibile e vantaggiosa anche per le popolazioni coinvolte.
Sul contenimento dei costi dell’energia, Occhiuto condivide inoltre la linea del governo, ma insiste sul fatto che la tariffa zonale sarebbe una soluzione più efficace e immediata per correggere uno squilibrio evidente.
Legge elettorale, Occhiuto invita a non sprecare energie
Sul tema della legge elettorale, Occhiuto riconosce l’importanza della stabilità e della chiarezza del risultato, ma invita il centrodestra a non trasformare la discussione in una battaglia assorbente. «Sapere la sera delle elezioni chi ha vinto e dare stabilità a chi governa sono entrambe ottime cose».
Per il governatore, il punto non è negare il valore delle regole, ma evitare che esse diventino il principale terreno di confronto nell’ultimo anno di legislatura. La priorità deve restare la costruzione di un programma credibile e riconoscibile, capace di parlare ai cittadini sui temi concreti: economia, sanità, energia, sicurezza, immigrazione, pubblica amministrazione e riforme. “Il centrodestra deve costruire così il suo programma per la campagna elettorale”, puntualizza il Governatore. Occhiuto mette quindi in guardia dal rischio di consumare energie politiche su una discussione interna, mentre il Paese attende risposte su dossier molto più immediati. La legge elettorale può essere un tema di sistema, ma non può oscurare le urgenze del governo.
Ucraina e Unione europea, la linea della prudenza
Sul possibile ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea, Occhiuto invita alla prudenza. Il presidente calabrese chiarisce che la vicinanza dell’Unione a Kiev non è in discussione, ma ritiene che l’adesione debba essere valutata alla luce degli effetti concreti che potrebbe produrre.
La posizione è dunque di attenzione, non di chiusura ideologica. Secondo Occhiuto, il dossier va ponderato, considerando le conseguenze politiche, economiche e istituzionali per l’Unione. Personalmente, afferma, non sarebbe contrario a un’adesione come membro onorario.
In questa lettura, il sostegno all’Ucraina resta un punto fermo, ma l’allargamento dell’Unione richiede una valutazione realistica e compatibile con gli equilibri europei.
Sicurezza e immigrazione, Occhiuto: integrazione senza buonismo
Nel ragionamento di Occhiuto entra anche il tema della sicurezza e dell’immigrazione. Il presidente della Calabria respinge una lettura puramente repressiva, pur sostenendo che chi delinque non abbia titolo a restare. Il nodo, secondo lui, è costruire un modello che tenga insieme legalità e inclusione. “Non con il buonismo ideologico, ma con la buona integrazione”, afferma il vicesegretario di Forza Italia.
Occhiuto cita il caso dei migranti sopravvissuti alla tragedia di Cutro, alcuni dei quali hanno trovato lavoro in imprese edili calabresi. L’esempio viene utilizzato per sostenere che l’integrazione può essere concreta quando è collegata al lavoro, alla responsabilità e ai bisogni reali del territorio. Per il governatore, il tema migratorio non può essere affrontato solo con slogan o misure emergenziali. Serve una politica che sappia distinguere tra illegalità e percorsi di inserimento, soprattutto in territori dove la carenza di manodopera può incrociare percorsi di inclusione regolata.
Forza Italia e il futuro del centrodestra moderato
Sul futuro del centrodestra, Occhiuto assegna a Forza Italia un ruolo centrale: rappresentare l’area moderata, liberale, centrista e riformista della coalizione. Anche se il perimetro della maggioranza dovesse cambiare, il presidente calabrese ritiene che il centrodestra funzioni perché ha mantenuto una propria omogeneità, senza rinunciare alla componente moderata.
Il messaggio politico è chiaro: Forza Italia non deve smarrire la propria identità e il centrodestra non deve rincorrere la destra estrema. La competitività della coalizione, nella lettura di Occhiuto, dipende dalla capacità di parlare anche all’elettorato moderato e riformista che non si riconosce negli estremismi.
È questo, probabilmente, il cuore più politico dell’intervento: la maggioranza può vincere e governare se resta ancorata a un profilo istituzionale, pragmatico e inclusivo, capace di tenere insieme sicurezza e integrazione, riforme e consenso, identità e responsabilità di governo.
Leadership di Forza Italia, Occhiuto non sceglie tra Zaia e Calenda
Infine, sul tema della futura leadership di Forza Italia, Occhiuto evita di indicare un successore o un possibile riferimento tra Luca Zaia e Carlo Calenda. Il presidente calabrese riconosce qualità a entrambi, ma non ritiene probabile un loro impegno diretto nel partito. “Ho stima per entrambi e mi piacerebbe che entrambi potessero impegnarsi in Forza Italia, ma non credo che lo faranno. Vannacci? Il centrodestra non lo deve inseguire“, rimarca.
La dichiarazione conferma l’attenzione di Occhiuto per un allargamento dell’area moderata, ma anche il realismo politico con cui guarda agli equilibri futuri. Il tema, più che il nome del leader, resta la collocazione di Forza Italia dentro il centrodestra: un partito chiamato a presidiare il centro, a difendere le riforme e a impedire che la coalizione perda il rapporto con l’elettorato moderato.
