La Garante Russo alla presentazione di “Inferi”: “la Calabria onesta esiste, resiste e merita sostegno”

La Garante interviene all’incontro dedicato al libro di Antonino De Masi e rilancia la centralità dell’antimafia, anche dentro le carceri calabresi

La presentazione di “Inferi” di Antonino De Masi non è stata soltanto un appuntamento culturale, ma un momento di riflessione civile, educativa e istituzionale sulla lotta alla ’ndrangheta, sulla responsabilità collettiva e sul valore della libertà. A sottolinearlo è stata la Garante, avv. Russo, intervenuta all’incontro dedicato al volume che racconta la storia di un calabrese che ha scelto di opporsi alla violenza mafiosa. “La presentazione di “Inferi” di Antonino De Masi è stata molto più di un evento culturale: è stata un’occasione di verità, un incontro civile ed educativo che richiama tutti – istituzioni e cittadini – a un’assunzione di responsabilità concreta. Un momento che porto con me e che rafforza una convinzione: la Calabria onesta esiste, resiste e merita di essere sostenuta con chiarezza e coraggio” ha dichiarato la Garante.

Nel suo intervento, Russo ha rivolto un ringraziamento al Circolo Culturale “Giovan Battista Vico” e a Pino Toscano, evidenziando il valore dell’accoglienza e dell’organizzazione dell’iniziativa. “Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento al Circolo Culturale “Giovan Battista Vico” e a Pino Toscano per l’invito, l’accoglienza autentica, il supporto organizzativo e le parole profonde e rispettose riservate agli ospiti e ai relatori. Pino Toscano rappresenta il volto di un giornalismo d’altri tempi: un giornalismo capace ancora di ascoltare, approfondire e custodire umanamente il valore delle storie, senza piegarle alla superficialità del tempo veloce”.

Un sentito ringraziamento è stato rivolto anche a Carlo Parisi, per il contributo offerto al dibattito e per la capacità di raccontare la Calabria con equilibrio. La Garante ha evidenziato la lealtà espositiva, la lucidità dell’analisi e la capacità rara di Parisi di raccontare questa terra con equilibrio e verità. Figlio della Calabria, tra Reggio e Roma, continua a offrire una visuale più completa di ciò che la regione rappresenta: le sue contraddizioni, ma anche le sue straordinarie possibilità di riscatto.

Per Russo, leggere “Inferi” significa entrare dentro una vicenda umana segnata dalla sofferenza, ma anche dalla dignità. “Significa attraversare il dolore, la paura, il peso della solitudine, ma anche riscoprire la forza autentica della dignità umana e della libertà. È la storia toccante di un calabrese onesto che ha scelto di ribellarsi al cancro della ’ndrangheta, pagando un prezzo altissimo pur di non piegare la schiena davanti alla violenza mafiosa.”

Nel corso dell’incontro, Russo ha indicato in Antonino De Masi non un simbolo astratto, ma una scelta concreta di responsabilità. Ha detto  con chiarezza che “Antonino De Masi non è un eroe: è una direzione. È la direzione che ogni calabrese onesto, anche quando ha paura, deve trovare il coraggio di seguire. Per troppo tempo in Calabria si è alimentata l’idea che il male fosse più forte del bene. Ma non è così!”

Insiste con coraggio la Garante: “Esistono straordinarie forze dell’ordine, straordinari magistrati, e soprattutto esistono straordinari calabresi: donne e uomini che ogni giorno avanzano in silenzio e costruiscono il bene vero di questa terra. A loro va il mio pieno riconoscimento umano e istituzionale.” Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato la necessità di combattere non soltanto la criminalità organizzata in senso stretto, ma anche il sistema culturale e sociale che ne consente la sopravvivenza.

“C’è però un altro aspetto che oggi non possiamo più temere di dire con chiarezza”, sostiene l’avv. Russo: “in Calabria bisogna combattere un sistema. Un sistema che soffoca questa terra e che non coincide soltanto con la ’ndrangheta raccontata nelle cronache giudiziarie. La criminalità organizzata è anche cultura dell’omertà, dell’assuefazione, della convenienza, della paura trasformata in silenzio. È un sistema trasversale che troppo spesso prova a trasformare i diritti in favori, la dignità in concessione, la libertà in dipendenza. È quel sistema che mortifica i cittadini onesti, scoraggia i giovani, spinge molti ad abbassare lo sguardo o ad andare via. Un sistema che talvolta riesce persino a insinuarsi nei luoghi dove invece dovrebbe vivere soltanto il senso dello Stato, il rigore delle istituzioni e la responsabilità morale verso la collettività”.

Ed è proprio per questo che, secondo Russo, storie come quella di Nino De Masi assumono un valore ancora più grande. “Ci ricordano che la vera rivoluzione, in Calabria, è continuare a essere persone libere. Liberi di dire no. Liberi di non piegarsi. Liberi di pretendere che un diritto resti un diritto e non diventi mai una concessione elargita da qualcuno”. Per la Garante, la Calabria non potrà cambiare soltanto attraverso le encomiabili operazioni delle forze dell’ordine e di polizia o le attività che la magistratura conduce quotidianamente, realtà alle quali Russo si è rivolta con parole di gratitudine e ammirazione. Ha aggiunto: “Cambierà solo quando maturerà una coscienza collettiva capace di riconoscere il male anche quando si presenta con il volto dell’abitudine, della raccomandazione, della convenienza o dell’indifferenza istituzionale. Lo dobbiamo a noi stessi e ai più piccoli. Ma soprattutto lo dobbiamo agli occhi di Nino: un figlio, un padre, un nonno, un uomo forte e umile che sin da bambino ha sentito addosso altri occhi.”

Quella del 13, dunque, non è stata una semplice presentazione di un libro. Si è rivelata un incontro speciale, umano, civile e profondamente educativo, capace di lasciare una consapevolezza più forte: il tema dell’antimafia e, in particolare, dell’antimafia penitenziaria, deve restare centrale nel dibattito pubblico. Per l’avv. Russo “Il contrasto alle mafie e alla ’ndrangheta non può fermarsi fuori dalle porte delle carceri calabresi. Lo Stato dimostra di essere più forte anche dentro le mura degli istituti penitenziari, attraverso la legalità, la dignità della pena, la possibilità del recupero e la difesa dei valori costituzionali. La lotta alle mafie non si esaurisce nell’arresto: continua nella capacità dello Stato di presidiare legalità, umanità e giustizia anche nei luoghi della privazione della libertà personale. Per questo oggi servono coraggio, credibilità e coerenza. Perché non basta proclamarsi contro la mafia: bisogna scegliere ogni giorno da che parte stare. Anche quando costa. Anche quando si resta soli”.

In conclusione, Russo ha rivolto un ringraziamento diretto ad Antonino De Masi, richiamando il valore della sua testimonianza e il dovere delle istituzioni di stare accanto a chi sceglie di resistere. Ha concluso dicendo “Grazie, dott. Antonino De Masi, per la mitezza del coraggio. Grazie per la testardaggine di chi non si è fermato, anche pagando a caro prezzo la verità. In fondo, dire “per amore di giustizia” si svuota di senso se quella giustizia non la si vive davvero. Nino De Masi la vive ogni giorno. E le istituzioni devono stare al fianco di chi resiste per cambiare le cose”.