Il confine tra la celebrazione istituzionale e la propaganda social sembra essersi assottigliato drasticamente a Reggio Calabria, aprendo una ferita che oggi assume i contorni di un vero e proprio caso politico e umano. Al centro della vicenda c’è Paolo Campolo, il giovane eroe di Crans Montana che, con un gesto di straordinario coraggio, ha salvato i ragazzi coinvolti nel drammatico incendio in Svizzera. Se le autorità elvetiche non hanno esitato a tributargli i massimi onori, la sua città natale sembra avergli voltato le spalle dopo i proclami iniziali. La notizia, già emersa con forza attraverso la denuncia pubblica dello stesso Campolo, trova oggi un nuovo e duraturo eco nelle parole dei rappresentanti di Forza Italia, che puntano il dito contro quello che definiscono l’ennesimo impegno disatteso dall’ex Sindaco Giuseppe Falcomatà.
Dal clamore dei social all’oblio istituzionale per il giovane Paolo Campolo
La cronaca di quello che l’opposizione definisce un “tradimento” ha inizio lo scorso 3 gennaio, quando l’eco dell’eroismo di Paolo Campolo raggiunse le sponde dello Stretto. In quel momento di grande commozione collettiva, l’amministrazione comunale non perse tempo nel voler legare il proprio nome a quello del giovane soccorritore. Tuttavia, a distanza di mesi, quelle parole sembrano essere rimaste confinate nello spazio di un post su Facebook o di un comunicato stampa lampo. I consiglieri comunali di Forza Italia Federico Milia, Antonino Maiolino, Roberto Vizzari, Antonino Zimbalatti e Saverio Anghelone hanno espresso con durezza il proprio sdegno, sottolineando come la vicenda del San Giorgio d’Oro promesso e mai consegnato sia lo specchio di un modo di fare politica basato sull’apparenza.
Secondo i consiglieri azzurri: “L’ennesimo annuncio in pompa magna di Falcomatà, una passerella mediatica costruita sull’onda dell’emozione del momento, finita poi nel dimenticatoio. La vicenda del San Giorgio d’Oro promesso e mai consegnato a Paolo Campolo, il giovane reggino protagonista di un atto di straordinario eroismo a Crans Montana, è la rappresentazione plastica dell’amministrazione Falcomatà negli ultimi dodici anni: tutta fuffa, zero sostanza.” Questa presa di posizione ricalca fedelmente il malumore espresso dal diretto interessato, che si è sentito usato come un trofeo da esibire finché la notizia era “calda”, per poi essere abbandonato non appena i riflettori si sono spenti.
La denuncia di Forza Italia su una gestione amministrativa basata sui consensi mediatici
Il cuore della critica mossa dai consiglieri di minoranza a Reggio Calabria riguarda la presunta incapacità cronica dell’esecutivo cittadino di dare concretezza agli impegni assunti ufficialmente davanti alla cittadinanza. La figura di Paolo Campolo, che ha portato alto il nome della città all’estero ricevendo premi internazionali, diventa così il simbolo di una promessa mancata che lede l’immagine stessa dell’istituzione comunale. Il San Giorgio d’Oro, inteso come la massima onorificenza per chi si distingue per meriti eccezionali, sarebbe dovuto essere un atto naturale di riconoscimento, trasformandosi invece in una “scatola vuota” secondo quanto dichiarato dai rappresentanti forzisti.
Nella loro nota ufficiale, Milia e colleghi ricordano con precisione i passaggi di quella che definiscono una figuraccia istituzionale: “A pochi giorni dal drammatico evento di Crans Montana, il coraggio di un giovane reggino aveva fatto il giro d’Europa: Paolo Campolo, con un gesto eroico, aveva salvato la vita a diversi ragazzi coinvolti nel drammatico incendio in Svizzera, diventando un simbolo di altruismo celebrato con tutti gli onori dalle massime autorità svizzere. Sull’onda di questa risonanza mediatica lo scorso 3 gennaio il Sindaco Falcomatà si era affrettato a prendersi la scena, annunciando via social e a mezzo stampa l’intenzione di insignire il giovane della massima onorificenza cittadina, il San Giorgio d’Oro. Un atto dovuto per chi ha portato alto il nome di Reggio Calabria all’estero, ma che a distanza di mesi si è rivelato l’ennesima scatola vuota“.
Il contrasto tra i premi della Svizzera e il silenzio di Reggio Calabria
Mentre la Svizzera rendeva omaggio al valore di un ragazzo che non ha esitato a rischiare la propria vita, a Reggio Calabria la burocrazia o, peggio, il disinteresse politico sembrano aver bloccato ogni iniziativa. Questo paradosso è l’elemento che più ferisce non solo l’eroe di Crans Montana, ma l’intera opinione pubblica che aveva accolto con favore l’idea del premio. Per i consiglieri di Forza Italia, questo atteggiamento dimostra una tendenza sistematica a inseguire il consenso immediato senza una reale pianificazione o rispetto per i cittadini coinvolti, trasformando ogni riconoscimento in un’arma di distrazione di massa o in un mero strumento di posizionamento politico.
Le dichiarazioni del gruppo consiliare proseguono infatti con un’analisi ancora più severa: “L’ ex Sindaco non è certo nuovo all’inseguimento del consenso cavalcando le notizie del giorno: peccato che le dichiarazioni rese lascino traccia, dimostrando una cronica incapacità di dare seguito agli impegni presi e trasformando il riconoscimento a un eroe in una figuraccia istituzionale“. Il riferimento è chiaro: la parola data da un rappresentante delle istituzioni dovrebbe avere un valore sacro, specialmente quando si tratta di onorare un merito civile così evidente come quello di Paolo Campolo.
Un’onorificenza trasformata in strumento politico anziché meritocratico
La conclusione dei consiglieri di Forza Italia apre una riflessione più ampia sulla qualità dei premi elargiti dall’amministrazione negli ultimi tempi. Il sospetto sollevato è che i criteri di selezione per il San Giorgio d’Oro e per altri riconoscimenti cittadini siano scivolati verso logiche di appartenenza o di opportunità politica, lasciando ai margini chi, come l’eroe reggino, meriterebbe il premio esclusivamente per le proprie azioni. Questa divergenza tra l’amministrazione passata, accusata di eccessivo presenzialismo social, e quella presente, accusata di parzialità, segna un punto di rottura profondo nel dibattito politico locale.
Il comunicato si chiude con un’amara constatazione sulla solitudine del giovane soccorritore: “E spiace poi constatare come, mentre Paolo veniva premiato ufficialmente in Svizzera come esempio di coraggio, nella sua città natale sia caduto nell’oblio, ignorato da un’amministrazione, quella passata, più interessata ai ‘like’ che a dare seguito istituzionale alle proprie promesse e da un’amministrazione, quella presente, troppo impegnata ad elargire premi, che oggi sono sempre più riconoscimenti politici che meritori”. Resta ora da capire se, dopo lo sfogo di Paolo Campolo e l’attacco frontale dell’opposizione, il Comune di Reggio Calabria troverà il modo di rimediare a quello che molti ormai considerano un ingiustificabile errore di valutazione e di sensibilità.
