Randagismo in Calabria, Oipa: “non bastano i finanziamenti, servono controlli e sanzioni”

Randagismo in Calabria, Oipa: "non bastano i finanziamenti, servono responsabilità, controlli e sanzioni. OIPA pronta ad azioni concrete"

Il caso di un Comune che ha rassegnato le dimissioni denunciando una situazione “insostenibile” e un totale abbandono istituzionale, rappresenta l’ennesimo fallimento del sistema di gestione del randagismo in Italia. Non è più accettabile che un amministratore locale venga lasciato solo di fronte a un fenomeno strutturale, alimentato da mancati controlli, assenza di prevenzione e irresponsabilità diffuse”. Lo scrive in una nota l’OIPA Italia Reggio Calabria. “Non è sufficiente stanziare fondi – anche milioni di euro – se questi non vengono accompagnati da obblighi precisi, controlli reali e responsabilità chiare”, evidenzia la nota.

“Le responsabilità sono diffuse e non più rinviabili”

“Ogni livello istituzionale deve fare la propria parte. ASP veterinarie: devono garantire controlli, sterilizzazioni e gestione sanitaria. Comuni: devono applicare le normative su anagrafe canina, microchip e prevenzione. Polizie locali: devono vigilare e sanzionare abbandoni e omissioni. Città metropolitane e enti sovracomunali: devono coordinare e supportare i territori. Il mancato rispetto delle leggi già esistenti è una delle principali cause del randagismo”, sottolinea la nota.

“Basta inerzia: servono controlli e sanzioni”

“Chi non applica le normative deve essere chiamato a rispondere: verifiche sistematiche sull’operato degli enti competenti, attivazione di procedimenti sanzionatori, responsabilità amministrative per omissioni”, puntualizza la nota.

“Il ruolo delle Regioni”

“Le Regioni non possono limitarsi a finanziare: devono vigilare, monitorare e sanzionare gli enti inadempienti. Se non verranno adottate misure concrete, controlli efficaci e modifiche normative adeguate, l’Associazione intraprenderà tutte le azioni necessarie, anche nelle sedi competenti, per segnalare le responsabilità e tutelare gli animali e la sicurezza pubblica. Il randagismo non è un’emergenza improvvisa, ma il risultato di anni di mancata applicazione delle leggi. E oggi non è più tollerabile che a pagare siano i cittadini, gli amministratori locali e soprattutto gli animali”, conclude la nota.