L’imbuto della vergogna: lo scandalo dei lavori fantasma all’ingresso di Reggio Calabria, in autostrada tra Gallico e il Porto | FOTO

Migliaia di automobilisti intrappolati sotto il sole del 25 aprile per un restringimento senza operai nella galleria Montecorvo

Foto StrettoWeb
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Il sole splende sulla Città dello Stretto e il calendario segna la data del 25 aprile, una giornata che dovrebbe essere dedicata alla celebrazione, al relax e alla vitalità di una Reggio Calabria pronta ad accogliere visitatori da tutta la regione. Invece, per migliaia di cittadini provenienti dalla provincia, dalla zona tirrenica, dalla Piana e da Villa San Giovanni, l’ingresso nel centro urbano si è trasformato in un calvario ingiustificato. Il tratto finale della A2 Autostrada del Mediterraneo, quella Salerno-Reggio Calabria che per decenni è stata sinonimo di incompiuta, torna a mostrare il suo volto peggiore proprio nel momento di massima affluenza turistica e sociale. Lo scandalo si consuma tra lo svincolo di Reggio Gallico e quello di Reggio Porto, dove un restringimento di carreggiata del tutto anacronistico sta letteralmente sequestrando il traffico diretto verso il cuore pulsante della città.

L’assurdo paradosso di una città ostaggio dei cantieri deserti

Ciò che indigna profondamente non è solo la presenza del disagio, ma la sua totale mancanza di senso pratico e logico. Chiunque si trovi a percorrere quel tratto di autostrada oggi nota immediatamente l’assenza totale di maestranze. Non c’è l’ombra di un operaio, non si sente il rumore di un macchinario in funzione, non vi è alcuna attività febbrile che giustifichi il mantenimento di una barriera che strozza la circolazione. Si tratta di un cantiere fantasma, una serie di birilli e segnaletica provvisoria che occupano la sede stradale per inerzia burocratica o per cattiva gestione della pianificazione stradale. È inaccettabile che in un giorno festivo, con i flussi di traffico previsti, non si sia provveduto a rimuovere temporaneamente il restringimento per garantire la fluidità del transito verso il centro cittadino.

La galleria Montecorvo come collo di bottiglia per l’intero hinterland

Il cuore del problema risiede nella galleria Montecorvo, l’ultimo tunnel che separa la periferia nord dal centro e dall’area portuale. Il restringimento inizia inspiegabilmente pochi metri prima dell’imbocco della galleria, creando un imbuto che costringe i veicoli a una brusca decelerazione e a un incolonnamento che si protrae per oltre un chilometro. Questa strozzatura agisce come un tappo ermetico su una delle arterie più importanti della Calabria, colpendo proprio chi ha scelto di passare la giornata festiva a Reggio. La coda, che si snoda sinuosa dallo svincolo di Gallico, non è il risultato di un incidente o di una fatalità, ma la diretta conseguenza di una scelta gestionale che ignora le esigenze del territorio e della cittadinanza, privilegiando una staticità del cantiere che appare quasi come una sfida al buonsenso.

Eventi e turismo sotto scacco per un chilometro di code ingiustificate

Reggio Calabria oggi vive una delle sue giornate più vibranti. Il lungomare Falcomatà è teatro di eventi sportivi storici come la Corrireggio, l’aria è carica dei profumi dello street food e le vie del centro sono la meta naturale per lo shopping e le passeggiate di migliaia di persone. La città, che è il polo commerciale e culturale più rilevante della regione, attira visitatori dalla Costa Viola e da tutta l’area dello Stretto, ma l’accoglienza riservata a questi ospiti è un muro di lamiere e gas di scarico. Molti automobilisti, esasperati dalle ore trascorse in coda per percorrere pochi chilometri, rischiano di rinunciare alla loro meta, con un danno economico diretto per le attività commerciali reggine e un danno d’immagine incalcolabile per una città che punta tutto sul turismo e sulla qualità della vita.

Il silenzio della gestione stradale di fronte a un disagio evitabile

La domanda che sorge spontanea tra chi è rimasto bloccato nel traffico è semplice quanto amara: perché mantenere un restringimento se non si sta lavorando? La sicurezza stradale è un principio fondamentale, ma la prevenzione non può tradursi nel blocco totale di un’area urbana senza una reale necessità operativa in atto. Lasciare una corsia chiusa durante un ponte festivo, senza operai in loco, rappresenta una mancanza di rispetto verso il tempo e i diritti dei cittadini. È una vergogna che si consuma nel silenzio delle autorità competenti, le quali sembrano dimenticare che l’autostrada non è solo una striscia di asfalto, ma il cordone ombelicale che permette a Reggio Calabria di respirare e di connettersi con il resto del Paese. Risolvere questo scempio non è solo una questione di viabilità, ma un atto di civiltà dovuto a chiunque creda ancora nel rilancio di questo territorio.